l'uomo superato?


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Matteo
Morlock
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MessaggioInviato: Gio 16 Nov, 2006 23:16    Oggetto:   

Zakalwe ha detto:
...e se si pensasse ad un rifacimento continuo (più che ad un disfacimento) dell'essere umano, alla diversificazione, all'accelerazione cognitivo-inetrpretativa o alla moltiplicazione...bè magari si potrebbe vedere il post-singolarità in altro modo...

La mia idea era quella di trarre da una riflessione così attuale come quella sulla singolarità tecnologica, degli spunti di riflessione fantascientifica sulle ipotetiche condizioni della specie umana posta in prossimità del punto di singolarità attraverso un sistema che escludesse a priori, come ho già detto in precedenza, strade a mio avviso più battute (variazione evolutiva, meccanica ecc...).
A tale scopo mi sembrava molto più interessante e provocatorio incentrare il dibattito sull'uomo foriero di implicazioni generali molto negative.
Ben venga ogni punto di partenza luminoso come il tuo soprattutto se ci può portare a immaginare il nostro futuro sotto un'ottica originale.
Zakalwe
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MessaggioInviato: Ven 17 Nov, 2006 11:11    Oggetto:   

Citazione:
Ben venga ogni punto di partenza luminoso come il tuo soprattutto se ci può portare a immaginare il nostro futuro sotto un'ottica originale.


...e dire che mi era stato detto che ero cupo... Cool

Il problema però è che un effetto di singlarità come quanto descritto rimane nell'ambito del futuro luminoso solo quando diversificazione ed accellerazione rimangono esenti da conflitto....e entro una sfera ben precisa di comprensibilità...
Pensa ad una singolarità che porti di botto ogni essere umano a vedere il proprio vicino come qualcosa di completamente alieno ed incomprensibile...che stacchi la consapevolezza di ognuno e la evolva secondo linee proprie...
I have a baaaaad feeeeling about this!
Matteo
Morlock
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MessaggioInviato: Sab 18 Nov, 2006 23:41    Oggetto:   

Pensa ad una singolarità che porti di botto ogni essere umano a vedere il proprio vicino come qualcosa di completamente alieno ed incomprensibile...che stacchi la consapevolezza di ognuno e la evolva secondo linee proprie...

Bella questa visione!!!
Anche un modo potente di rappresentazione della realtà attuale.
hwi noree
Horus Horus
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov, 2006 08:51    Oggetto:   

Zakalwe ha scritto:
Pensa ad una singolarità che porti di botto ogni essere umano a vedere il proprio vicino come qualcosa di completamente alieno ed incomprensibile...che stacchi la consapevolezza di ognuno e la evolva secondo linee proprie...


l'essere e vedere alter non porta o non implica necessariamente l'impossibilità di comprensione. credo che a molti possa essere capitato almeno una volta nella vita -magari risvegliandosi in una mattina umida e nebbiosa- di avere una percezione del mondo esterno a sé come qualcosa di diverso e alieno ... quasi una soluzione di continuità ... ma, proprio per contrapposizione, può ingenerarsi (quantomeno in alcuni soggetti) una maggiore capacità di comprensione, non attraverso i canali ordinari mediati dal logos, bensì come conoscenza per sottrazione ... se dal tutto tolgo me, rimane il non-me ... per converso, è quello che mi sta intorno e che non è me che mi permette di essere me.
ammetto che trovo molto coinvolgente l'idea che la consapevolezza di ognuno possa evolvere secondo linee proprie ... sarebbe sicuramente più stimolante, un po' come immergersi nel vaso di pandora e scivolare nell'entropia
"Fire and blood, meat, dung and bone,
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But she came back like she said she would."
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov, 2006 13:32    Oggetto:   

hwi noree ha scritto:

ammetto che trovo molto coinvolgente l'idea che la consapevolezza di ognuno possa evolvere secondo linee proprie ... sarebbe sicuramente più stimolante, un po' come immergersi nel vaso di pandora e scivolare nell'entropia


Nell'entropia già ci sguazziamo. Nuove forme di organizzazione superiore comportano un'inversione e lo scivolamento nel suo contrario: la sintropia o neghentropia. Fino alla prossima rottura dell'equilibrio...

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hwi noree
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov, 2006 17:17    Oggetto:   

X ha scritto:
Nuove forme di organizzazione superiore comportano un'inversione e lo scivolamento nel suo contrario: la sintropia o neghentropia. Fino alla prossima rottura dell'equilibrio...


a livello teorico tutto è possibile, ma l'organizzazione implica una sostanziale unicità di intenti oppure una inevitabile coercizione.
l'equilibrio è soltanto una fase metastabile e non saprei dire se auspicabile di per sé o perché dalla sua rottura può nascere la scintilla che spinge alla trasformazione
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov, 2006 17:53    Oggetto:   

hwi noree ha scritto:
a livello teorico tutto è possibile, ma l'organizzazione implica una sostanziale unicità di intenti oppure una inevitabile coercizione.


Non è detto che si debba per forza passare per una uniformazione degli intenti. Lo stesso risultato potrebbe essere raggiunto semplicemente attraverso il rispetto reciproco degli spazi di libertà (individuali e/o comunitari). E' solo questione di sensibilità morale e, conseguentemente, responsabilizzazione.

hwi noree ha scritto:
l'equilibrio è soltanto una fase metastabile e non saprei dire se auspicabile di per sé o perché dalla sua rottura può nascere la scintilla che spinge alla trasformazione


L'equilibrio è auspicabile nella misura in cui funge da preludio a un nuovo ordine. E' organico al mutamento, alla transizione verso la fase successiva. Il progresso si misura dalla strada percorsa, non dal risultato raggiunto. E la condizione postumana, auspicabile per noi, non sarebbe abbastanza per i postumani stessi. Congelare l'evoluzione potrebbe sortire un solo effetto: l'estinzione.

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Rodia
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov, 2006 18:51    Oggetto:   

hwi noree ha scritto:
Zakalwe ha scritto:
Pensa ad una singolarità che porti di botto ogni essere umano a vedere il proprio vicino come qualcosa di completamente alieno ed incomprensibile...che stacchi la consapevolezza di ognuno e la evolva secondo linee proprie...


l'essere e vedere alter non porta o non implica necessariamente l'impossibilità di comprensione. credo che a molti possa essere capitato almeno una volta nella vita -magari risvegliandosi in una mattina umida e nebbiosa- di avere una percezione del mondo esterno a sé come qualcosa di diverso e alieno ... quasi una soluzione di continuità ... ma, proprio per contrapposizione, può ingenerarsi (quantomeno in alcuni soggetti) una maggiore capacità di comprensione, non attraverso i canali ordinari mediati dal logos, bensì come conoscenza per sottrazione ... se dal tutto tolgo me, rimane il non-me ... per converso, è quello che mi sta intorno e che non è me che mi permette di essere me.
ammetto che trovo molto coinvolgente l'idea che la consapevolezza di ognuno possa evolvere secondo linee proprie ... sarebbe sicuramente più stimolante, un po' come immergersi nel vaso di pandora e scivolare nell'entropia


Hwi, giuro che non ho capito un H.
Boh!

P.S.
ma tu ti sei capita?? Laughing
"Parlami delle acque del tuo mondo, Usul."
hwi noree
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov, 2006 20:07    Oggetto:   

off topic mode on

Rodia ha scritto:
Hwi, giuro che non ho capito un H.
Boh!


tra le sensazioni che preferisco, c'è quella di quando mi sveglio sentendomi parte di un mondo a sé stante rispetto a quello che mi sta intorno ... vedo con una luce diversa e tutto mi sembra alieno ma, proprio per questo, la mia curiosità è stimolata ... è come se i contorni esterni diventassero più vividi e nitidi e io capissi qualcosa in più di me stessa seguendo questa linea di confine ... da una parte c'è quello che del mondo percepisco e dall'altra ci sono io. quindi per me ciò che è alieno non potrà mai essere causa di incomprensione, ma stimolo per accendere il mio interesse e, come conseguenza, aggiungere materiale per una migliore conoscenza di me.

sono stata spiegata? ... no, eh ... vabbè, temo che la percezione sia una questione strettamente personale ... più di così non credo di riuscire a farmi capire

off topic mode off
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_Kaos_
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov, 2006 20:29    Oggetto:   

hwi noree ha scritto:
più di così non credo di riuscire a farmi capire
off topic mode off

prova a semplificare tutto come se tu lo dovessi dire a dei bambini.
(dico per prova, non per prenderti in giro. visto che ultimamente...)
.





hwi noree
Horus Horus
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov, 2006 21:25    Oggetto:   

sempre OT, scusate

_Kaos_ ha scritto:
prova a semplificare tutto come se tu lo dovessi dire a dei bambini.
(dico per prova, non per prenderti in giro. visto che ultimamente...)


il punto è che, finché ci si riferisce a questioni che possono essere affrontate con il normale uso della ragione, si può anche alla fine riuscire a trasmettere il proprio pensiero. più difficile in questo caso, probabilmente anche per limiti miei, visto che nelle circostanze in cui si attiva il mio sistema animale (come ho detto più sopra, sto parlando di sensazioni) interviene una sorta di by-pass dell’intelligenza. d'altra parte non credo nell’intelligenza come valore primario e risorsa distinta dal corpo. credo invece nel corpo come luogo di mediazione di tutti i processi che hanno un significato.
la percezione del mondo esterno che ciascuno di noi possiede dipende dal modo di sentire lo spazio e il tempo nell’esperienza soggettiva. producendo interconnessioni, ci muoviamo in un viaggio attraverso differenti campi di percezione, differenti coordinate spazio-temporali. talvolta, per le ragioni più disparate, accade che vi sia un’accelerazione della consapevolezza, dell’autocoscienza dei sensi. un profondo senso di definizione dello stacco tra la realtà interna ("me") e quella esterna ( “non me”). è grazie a questa soluzione di continuità che emergo, separandomi da tutto ciò che non sono, pur essendo pervasa da una sorta di scambio reciproco e comunicazione. scambio non in senso convenzionale, perché altrimenti vi sarebbe continuità, ma ma come risposta all'input rappresentato da ciò che è diverso da me, cioè alter.

credo di avere incasinato di più la faccenda e ormai mi sto spingendo un po' troppo oltre nell'OT ... forse è meglio lasciar perdere l'argomento
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hwi noree
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov, 2006 21:46    Oggetto:   

X ha scritto:
... Lo stesso risultato potrebbe essere raggiunto semplicemente attraverso il rispetto reciproco degli spazi di libertà (individuali e/o comunitari). E' solo questione di sensibilità morale e, conseguentemente, responsabilizzazione.


posso condividere l'idea di fondo, ma il problema resterebbe quello di stabilire esattamente qual è lo spazio di libertà, quali sono i suoi confini ... tutti dovrebbero concordare sulla delimitazione dell'ambito di rispetto, sulla qual cosa sono piuttosto scettica

X ha scritto:
L'equilibrio è auspicabile nella misura in cui funge da preludio a un nuovo ordine. E' organico al mutamento, alla transizione verso la fase successiva.


dunque, varrebbe il ciclo: equilibrio -> ordine -> mutamento (reazione all'ordine) -> equilibrio, etc., ovvero evoluzione?

in questo caso, l'ordine troverebbe valore soltanto nel suo superamento. ma allora mi sembra che vi sia una certa contraddizione nel delineare il rispetto reciproco degli spazi di libertà come situazione ideale di organizzazione superiore.
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Matteo
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MessaggioInviato: Dom 19 Nov, 2006 23:06    Oggetto:   

hwi noree dice:
...credo invece nel corpo come luogo di mediazione di tutti i processi che hanno un significato.
la percezione del mondo esterno che ciascuno di noi possiede dipende dal modo di sentire lo spazio e il tempo nell’esperienza soggettiva. producendo interconnessioni, ci muoviamo in un viaggio attraverso differenti campi di percezione, differenti coordinate spazio-temporali. talvolta, per le ragioni più disparate, accade che vi sia un’accelerazione della consapevolezza, dell’autocoscienza dei sensi. un profondo senso di definizione dello stacco tra la realtà interna ("me") e quella esterna ( “non me”)...
credo di avere incasinato di più la faccenda e ormai mi sto spingendo un po' troppo oltre nell'OT ... forse è meglio lasciar perdere l'argomento

Ciao hwi, confesso che ho avuto qualche problema a interpretare il tuo sentire ma alla fine ne sono rimasto colpito, affascinato e inquietato.
Per propensione culturale, e forse è un limite, sono propenso a ritenere che un approccio culturalmente più valido per affrontare il tema dell'avvicinamento dell'uomo al punto di singolarità tecnologica sia quello più scientifico e comunque non legato alle sensazioni della mente o dipendere per forza dal modo di sentire lo spazio e il tempo nell'esperienza soggettiva.
Mi sembra più plausibile e interessante pensare che non saremo noi soggetti pensanti a capire attraverso la nostra percezione cosa saremo.
l'Anto
del Consiglio dei Grigi del Consiglio dei Grigi
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Località: tra i fiumi
MessaggioInviato: Lun 20 Nov, 2006 08:01    Oggetto:   

hwi noree ha scritto:
sono stata spiegata? ...


io ho capito tutto, il messaggio e anche il linguaggio di Hwi (che lo sapete che mi piace tanto Very Happy ). Anni fa mi sentivo spesso nello stato d'animo in cui Hwi si descrive, ora mi capita raramente; più spesso, invece, mi sento parte del tutto, e lascio che siano corpo e spirito a gestire le situazioni finchè non si rende necessario l'intervento della mente, di solito in caso di rapporti forzati con persone che non siano sulla mia lunghezza d'onda, tipo molti insegnanti dei miei figli (a parte quel nuovo prof di Italiano che assomiglia a Dario Argento ed è così affascinante...)
TANSTAAFL
X
Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Lun 20 Nov, 2006 09:30    Oggetto:   

hwi noree ha scritto:
X ha scritto:
... Lo stesso risultato potrebbe essere raggiunto semplicemente attraverso il rispetto reciproco degli spazi di libertà (individuali e/o comunitari). E' solo questione di sensibilità morale e, conseguentemente, responsabilizzazione.


posso condividere l'idea di fondo, ma il problema resterebbe quello di stabilire esattamente qual è lo spazio di libertà, quali sono i suoi confini ... tutti dovrebbero concordare sulla delimitazione dell'ambito di rispetto, sulla qual cosa sono piuttosto scettica


Sembra utopia, ma un accordo comune, o almeno diffuso e generalizzato, servirebbe a evitare i pericolosi sviluppi legati alle derive individualiste (che in una prospettiva postumana assumono inquietanti risvolti solipsistici). Non dico che sia uno sbocco inevitabile, ma una soluzione possibile e auspicabile questo sì.

hwi noree ha scritto:
X ha scritto:
L'equilibrio è auspicabile nella misura in cui funge da preludio a un nuovo ordine. E' organico al mutamento, alla transizione verso la fase successiva.


dunque, varrebbe il ciclo: equilibrio -> ordine -> mutamento (reazione all'ordine) -> equilibrio, etc., ovvero evoluzione?

in questo caso, l'ordine troverebbe valore soltanto nel suo superamento. ma allora mi sembra che vi sia una certa contraddizione nel delineare il rispetto reciproco degli spazi di libertà come situazione ideale di organizzazione superiore.


Nessuna contraddizione. Come dicevo altrove, non penso a questa delimitazione degli spazi come a dei paletti imposti da qualcuno, ma come il risultato (questo sì inevitabile) di una superiore presa di coscienza. In un'ottica animale è comune difendere con i denti e con gli artigli i propri spazi di libertà (e con questo intendo il proprio diritto alla sopravvivenza, propria e della propria prole). In un'ottica umana lo si può accettare (guerre, colonialismo e pseudo-rivoluzioni ce lo insegnano). In un'ottica postumana devi aspettarti che sia io a riconoscere i tuoi spazi, e che le mie valutazioni in merito coincidano (e non siano un mero compromesso Exclamation ) con le tue.

Postumanesimo, insomma, per me significa in sostanza nuova condotta morale: senza questo risvolto, qualsiasi prodigioso sviluppo nel progresso tecnologico, nelle nostre conoscenze scientifiche o nei nostri apparati culturali sarebbe privo di quella discriminante che solleverebbe il postumano dal piano degli umani.

Uhm... non so se mi sono spiegato... Rolling Eyes

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