l'uomo superato?


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Autore Messaggio
hwi noree
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 20 Nov, 2006 22:08    Oggetto:   

Matteo ha scritto:
... approccio culturalmente più valido per affrontare il tema dell'avvicinamento dell'uomo al punto di singolarità tecnologica sia quello più scientifico e comunque non legato alle sensazioni della mente o dipendere per forza dal modo di sentire lo spazio e il tempo nell'esperienza soggettiva.


il limite del mio approccio all'argomento di questo topic è proprio la difficoltà a liberarmi della profonda soggettività che mi porto appresso. ragione per cui non sono intervenuta fin dall'inizio su un tema che invece mi interessa notevolmente. non sono riuscita a trattanermi quando zak ha fatto un commento -come sempre- assolutamente incisivo, ma probabilmente non ho la preparazione necessaria per fare un discorso di ampio respiro che trascenda la mia personale esperienza o quelli che sono i miei auspici per il futuro.
da profana, posso soltanto dire che qualunque parere qui espresso rimane comunque esposto alla soggettività di ciascuno, finché rappresenta la proiezione di idee, più o meno dotate di una base teorica, che non tengano conto del fattore "massa".
possiamo avere singolarmente delle brillanti e magari plausibili opinioni sulla singolarità e sull'evoluzione dell'uomo, ma dobbiamo comunque tenere conto che l'umanità (intesa come massa) si comporta, complessivamente intesa, secondo particolari leggi, che non seguono certo ciò che sembra più logico, più opportuno o moralmente più valido.

Matteo ha scritto:
Mi sembra più plausibile e interessante pensare che non saremo noi soggetti pensanti a capire attraverso la nostra percezione cosa saremo.


nel senso sopra illustrato, penso che una teoria non sia migliore dell'altra, almeno con riferimento ad un possibile risultato che coinvolga la generalità, poiché si rimane pur sempre nel campo di valutazioni soggettive, che non tengono conto della fondamentale contrapposizione tra la variabilità umana e il comportamento tendenzialmente uniformante della massa.

continuo comunque ad essere interessata a tutto quello che scrivete, se non altro per imparare qualcosa che non conosco.
"Fire and blood, meat, dung and bone,
Down on your knees, steel, stone, and wood
Today are dust, and the City's gone,
But she came back like she said she would."
- S. R. Delany -
cateye10
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MessaggioInviato: Lun 20 Nov, 2006 22:28    Oggetto:   

se posso permettere un piccolo intervento, penso che l'uomo sia costretto per sua natura sociale ad una successiva evoluzione e de-voluzione, causata dalla sua intrinseca appartenenza ad un sitema di reti interconnesse che portano il sistema a tendere sempre più al suo punto crtitco di rottura.

Soggettivismo ed oggettivismo sono un po' come il paradosso del gatto imburrato, un motore perfetto teoricamente, ma fallace dal punto di vista empirico.

Siamo nostro malgrado costretti aconfrontarci gli uni con gli altri secondo schemi prestabiliti dettati dalle norme sociali, dal senso di appartenenza a razza/religione/nazione/regione/ecc. che ci spinge a creare dei sottoinsiemi sempre più articolati fino a formare un macro/meta sistema, che si autoalimenta, ma che per scambio termico è destinato a collassare e a ripartire.
guerre,stermini, armi di distruzioni di massa sono elemti di rottura per liberare energia del sistema...noi non abbiamo percezione del sistema in quanto siamo noi stessi la guida inconsapevole di esso...come colnia di batteri (scusate l'eccessiva semplificazione) messi sotto un vetrino possiamo essere esaminati, ma chi ha lo strumento per esaminarci veramente.

la nostra singolatità è come il lato sfaccettao di un diamante tahlio brlillante...siamo in grado di riflettere la luce cha passa attraverso tutti gli altri lati, ma non siamo in grado di comprenderla...sociologi, psicologi, teologi, filosofi hanno cercato e cercano continuamente di predire cosa saà dell'uomo nella sua evoluzione, ma nessuno di essi può fare un ragionamento oggettivo, essendo immero nella sostanza che analizza...

l'uomo procedera nella sua evo/devo-luzione fatta di punti di rottura continui, creerà e distruggerà nuove tecnologie, ma alla fine il suo essere uomo tra gli uomini prevarrà su qualsiasi variazione del tema.

Ciauzzzzzzzzzzz
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Non provare mai a spiegare il computer a un profano. E' più facile spiegare il sesso a una vergine.
Zakalwe
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MessaggioInviato: Mar 21 Nov, 2006 10:30    Oggetto:   

Adesso mi metto in pari...ekkecappero...
I have a baaaaad feeeeling about this!
Matteo
Morlock
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MessaggioInviato: Mar 21 Nov, 2006 21:46    Oggetto:   

cateye 10 ha scritto:
Soggettivismo ed oggettivismo sono un po' come il paradosso del gatto imburrato, un motore perfetto teoricamente, ma fallace dal punto di vista empirico.
Siamo nostro malgrado costretti aconfrontarci gli uni con gli altri secondo schemi prestabiliti dettati dalle norme sociali, dal senso di appartenenza a razza/religione/nazione/regione/ecc...
...l'uomo procedera nella sua evo/devo-luzione fatta di punti di rottura continui, creerà e distruggerà nuove tecnologie, ma alla fine il suo essere uomo tra gli uomini prevarrà su qualsiasi variazione del tema.

E' indubbio che ciò sia vero e che la percezione che ognuno ha della realtà sia al contempo personale ma anche facente parte di un disegno sfuggente ma comune a tutti noi.
Il mio discorso è più circoscritto e anche deficitario e vorrebbe rappresentare la fantascienza dell'uomo in prossimità del punto di singolarità tecnologica.
Per fare ciò trovo interessante potersi svincolare da approcci più battuti (evoluzionismo, meccanica ecc...) e, soprattutto, trovo fuorviante voler usufruire di un'interpretazione che sia incentrata sulla caratteristica delle mente-materia come soggetto-oggetto di creazione della realtà.
Forse è erroneo voler capire questo 'evento singolare' se non, al massimo, poter sperare ad un'eventuale imperscrutabile connessione tra l'arte della scienza e della fantscienza che potrebbero fornirci una mappa per interpretare le nuove coordinate a venire.
cateye10
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MessaggioInviato: Mar 21 Nov, 2006 23:40    Oggetto:   

per poter immaginare quello che dici tu, Matteo, bisognerebbe astrarci completamnte da tutte le nostre briglie culturali...ricreare intorno a noi una sorta di verginità ensoriale e cercare di esperire il mondo con occhi e sensi diversi...la vedo una cosa molto difficile, poichè siamo abituati a proiettare sempre e comunque noi stessi, la nostra immagine stereotipata, verso il futuro...ripensare anoi in forme e modi diversi può essere fatto solo cercando la realtà dove adesso vediamo solo vaghe forme di irrazionalità...una sorta di autismo autoimposto potrebbe essere la soluzione...

Ciauzzzzzzzz
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Matteo
Morlock
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MessaggioInviato: Mer 22 Nov, 2006 01:39    Oggetto:   

Questo è certo e sicuro infatti l'azione non può essere l'uscire da noi stessi.
L'importanza, a mio avviso, non è la fattibilità o meno di poter evere un'immaginazione verginea chiaramente impossibile, ma il poter pensare che vicino al punto di singolarità queste 'briglie culturali' da te efficacemente ben descritte verranno a cadere perchè disfatte da un nuovo sistema di coordinate.
In sostanza, tutta questa apparecchiatura messa in piedi, può essere utile per focalizzare certe tematiche a darci un sistema di approccio fantascientifico che ci permetta di immaginare senza capire nei suoi contorni un futuro molto diverso da quello in cui ci troviamo oggi.
Un futuro nel quale l'uomo forse sarà superato.

ciao
cateye10
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MessaggioInviato: Mer 22 Nov, 2006 07:21    Oggetto:   

in questo caso ci troveremo di fronte ad un dilemma di matrixiana memoria...vorremo/dovremo lasciare che le macchine pensino per noi??ad oggi anch'esse con il loro pensare analogico (ch non è un vero pernsar in quanto non abbiamo ancora vere e prorpie IA) sono "imbrigliate" da noi e con noi alla realtà che noi forniamo loro...per ottenere il superamento dell'uomo per via tecnologica, una macchina pensnte dovrebbe ritracciare, con regionamenti alini al nostro, dei percorsi alternativi, tramite i quali deraglieremo verso una nuova forma mentis e tramite quella ci trasformeremo...

In definitiva è un po' come se ad oggi volessimo ripensare un futurodove la nostra biochimica sia basata non più sul carbonio ma sul berillio...e forse un cmbiamento del genere sarebbe più "semplice" che non un superamento dell'uomo dal punto di vista socio-culturale...

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Matteo
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MessaggioInviato: Mer 22 Nov, 2006 08:14    Oggetto:   

Non mi sembra fortunatamente l'unico dilemma ne il concetto che ho espresso fin'ora dall'inizio.
cateye10
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MessaggioInviato: Mer 22 Nov, 2006 08:22    Oggetto:   

Matteo ha scritto:
Non mi sembra fortunatamente l'unico dilemma ne il concetto che ho espresso fin'ora dall'inizio.


Allora ci sta che mia sia perso per la strada....quando si entra in certi argomenti tendo sembra a debordare...riavvolgo il tutto e lo passo in slow-motion...vediamo cosa riesco ad estrapolare nuovamente!eheheh

Ciauzzzzzzz
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