Watchmen


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Morlock
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MessaggioInviato: Sab 14 Mar, 2009 01:02    Oggetto: Re: Watchmen   

Amo Watchmen da prima che si sentisse parlare di un film tratto da esso, e non sono rimasto deluso in nessun modo, nonostante tutto (così come non mi deluse v per vendetta). Però mi chiedo perchè uno come Porro debba ricevere uno stipendio nonostante abbia dimostrato chiaramente di non fare il suo lavoro. Comunque più in generale qui su Fantascienza.com si vedono persone che scrivono con coscienza, su altri siti di cinema si assiste ad una desolazione e chiusura mentale impressionante!
MessaggioInviato: Lun 16 Mar, 2009 11:25    Oggetto: Re: Watchmen   

Ho visto il film senza aver letto il fumetto e ho capito molto poco. Personalmente quando vado a vedere un film, perdonate l'ovvietà, voglio vedere un film, voglio cioè che sia adattato per essere un film, non una cosa che rispetti fedelmente un'altra cosa. Per lo stesso motivo per cui non amo certi film tratti da pièce teatrali perché sono troppo verbosi e girati solo in pochi ambienti chiusi, cioè perchè sono male adattati, ho trovato watchmen confuso, lungo e senza struttura, cioè male adattato.
kelSo & Mastinga
Scaraburra
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MessaggioInviato: Lun 16 Mar, 2009 23:52    Oggetto: Re: Watchmen   

Io ho visto il film senza aver letto la Graphic Novel e ho capito tutto... Secondo me Zack Snider è stato perfetto proprio nel riuscire a raccontare tutto ciò che serviva a far comprendere la genesi di questi "uomini mascherati" dai Minutemen degli inizi passando alla seconda generazione fino al post-decreto che li rese illegali... grazie all'uso dei flashback (fin dai titoli di testa: importantissimi e bellissimi)
Ho avuto modo dopo di poter prendere in mano il "fumetto"... ebbene... ora apprezzo ancor di più il lavoro del regista... proprio perchè il film è esattamente strutturato allo stesso modo!
Io considero Watchmen un capolavoro, per me sono 5 le stelle da assegnare.
.
Trimurti Trimurti
Messaggi: 5667
Località: Elsewhere
MessaggioInviato: Mer 18 Mar, 2009 01:43    Oggetto:   

un gran film, anche per chi non ha mai letto il fumetto.

sono appena tornato e non credo stanotte riusciro' a prender sonno a lungo: sono elettrico.


personalmente credo questa sia un opera da 5 stelle, meritatissime

e se non le diamo a Watchmen sinceramente non so davvero a chi potremmo darle.
visita il mio blog "Tele Visioni", pensieri anticatodici conditi di tutti i link alle mie recensioni per Fantascienza.com.

http://www.fantascienza.com/blog/puntorossi/
ericrap
Agguantatore a strisce
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MessaggioInviato: Ven 20 Mar, 2009 15:24    Oggetto: WHO WATCHES THE WATCHMEN?   

ATTENZIONE: POST V.M. 32!!!
AUTOCENSURA!!! CONTIENE VOLGARITA’ IN METAFORA!!! E PURE SPOILER!!!
ATTENZIONE: POST V.M. 32!!!


‘Chi ti muove i fili è Dio o Satana?’ (R. Zero)

……………….


WATCHMEN
Pensavo fosse ‘amore’, invece era una ‘puttanata’…


Partiamo dall’inizio: evidenziamo subito il maggior pregio del film, vale a dire gli splendidi titoli di testa: ci troviamo innanzi ad un mirabile esempio di ‘foto-cinematografia’ che introduce la storia dei nostri 'Goodfellas' in maniera sintetica e oltremodo significativa: gli scatti fotografici ‘immortalano’, fermano quel tempo in tragico movimento, e riscaldano i cuori con ‘stellari’ flash dal passato, in una nostalgica regressione sul quadrante dell’orologio esistenziale…

Con questo Watchmen in celluloide, non c’è che dire, si direbbe ‘amore a prima vista’… e, aggiungerei, la ‘cotta’ sembrerebbe poi proseguire per più di mezz’ora (nonostante l’idiosincrasia personale per le voci narranti e quella di Rorschach in particolare…), facendo sognare un’‘amata immortale’…

Senonché il sogno cinefilo(-beethoveniano) ahinoi poi svanisce… e in vero proprio quella che sembrava esser stata all’inizio una geniale commistione di mezzi espressivi diversi (l’immagine in movimento del cinema apparentata a quella statica disegnata sulle pagine di una graphic novel) inizia ad evidenziarsi al negativo quale crepa di fondo dell’opera, quale ‘stonato’ difetto del film. Scemato l’entusiasmo iniziale evocato dall’incipit, tutto resta insomma come ‘congelato’ - proprio a metà strada - arenato in una ‘terra di nessuno’, fatta né di vero cinema né di fumetto…

Il film inizia a perdersi facendo sorgere una duplice impressione: dapprima quella estraniante di assistere a delle scene che sembrano scritte per essere lette su carta, vignetta dopo vignetta, anziché seguite con corrispondente full immersion in una buia sala cinematografica… e in seguito quella forse anche peggiore, di star seguendo un film che si fa nella stessa esplicitazione dei suoi contenuti sempre più superficiale; fumettistico sì, ma ormai in senso deleterio…

Riguardo la prima impressione, sulla qualità (e quantità) complessiva dell’adattamento non mi pronuncio, anche se in linea di massima penso potrebbe anche andar bene replicare intere scene, e finanche gli stessi dialoghi scritti 25 anni fa… come anche non mi scandalizzerei neppure se leggendo Moore scoprissi che le vignette della graphic novel fossero state utilizzate come storyboard dal regista…

Tutto questo, ripeto, potrebbe anche andar bene… e magari starebbe lì a evidenziare l’amore devoto degli autori del film nei confronti della fonte letteraria… se non fosse però che in questo caso sembra poi che a conti fatti manchi… il grande cinema; voglio dire: il rendere il tutto comunque in una degna maniera ‘cine-matografica’, cioè con quelle ‘fotografie in movimento’ che richiedono sempre i loro tempi, che hanno bisogno di ‘respirare’ a loro modo… onde poi poter emergere ‘a fuoco’, ben ‘sviluppate’, dalla ‘camera oscura’ di una sala colma (beh, insomma… questa volta non tanto…) di spettatori…

Qui gli autori del film sembra restino un ‘tantinello’ succubi di Moore, oltre che della Warner: se il diabolico Ozy convince l’umanità con l’‘arma letale’ del telecomando… in questo adattamento ‘contronatura’ l’impressione è che si sia voluto soddisfare il pubblico usando la cartacarbone e infine le forbici: e così via via il senso di ‘estraneamento cinefilo’ cresce, e pur non avendo letto il testo di Moore più volte durante la visione del film la domanda sorge comunque spontanea: ‘Ma questo che cos’è: un fumetto?!?’

Certo, a volte alcune battute sono comunque inserite in maniera efficace, funzionale nonché accattivante… purtroppo poi in molti altri casi resta invece la sensazione ‘onanistica’ di intere scenette costruite in maniera artefatta, semplicemente per regalare una battuta ad effetto all’eroe di turno (penso soprattutto a come è stato scritto il personaggio di Rorschach, specie la parte nel carcere…), onde renderlo molto, ma molto ‘(para)cool’… Anche qui siamo sempre alle solite: il fumetto è una cosa, la realizzazione cinematografica – quandanche la si volesse fedelissima alla fonte originaria - richiederebbe dell’altro…

E veniamo ai contenuti, al ‘cervello’ dell’opera…

Le tematiche di fondo sarebbero interessanti, non c’è che dire, rimandando in sostanza ad un impianto nichilista e gnostico: ci troviamo in un mondo alternativo, che ha accantonato la vera falsificazione della storia umana, quella giudeo-cristiana (Nietzsche dixit)… ‘Dio è morto’ da un pezzo, e pure l’umanità tutta non si sente tanto bene (Woody dixit): è in ‘coma profondo’, ed i suoi stessi eroi ne rispecchiano la decadenza animalesca, i ‘basic instinct’ tipici da esseri ‘pre-adamitici’, sub-umani; non c’è alcuna FEDE che può salvare, ‘per grazia ricevuta’, l’umanità ormai al baratro, non vi è alcun ‘ordine morale universale’… Ma vi sono due superuomini (Dio li fa, e poi – gnosticamente – li accoppia, unendo il ‘buono’ al ‘cattivo’…) che finiranno per andare a braccetto: l’INTELLETTO di Ozy e la VOLONTA’ del Doc, rispettivamente l’anima razionale e quella spirituale del gruppo, il ‘faraonico’ ($$$) re illuminato e il ‘massonico’ (cf. il significato ‘pneumatico’ simboleggiato dal suo color ‘blu-puffo’…) gran sacerdote pronto a offrirsi in ‘a-morevole’ (alfa privativo…) sacrificio, pur di andarsene a ‘puffolandia’… pardon: in un'altra galassia…

Costoro (i due 'superdotati'...) bastano a ‘salvare’ l’umanità conducendola – ‘al di là del bene e del male’, checché ne dica il ‘sanguigno’, ‘pasionario’, Rorschach… - al ‘novus ordo seclorum’, come scritto sulla banconota del dollaro: d’altronde ‘Dio è americano’… E così ‘si fa la storia’, il ‘luci-ferino’ cerchio ciclicamente si chiude per opera di pochi ‘illuminati’, l’orologio dello spazio-tempo in cui tutti sono rimasti imprigionati ha il suo ‘eterno ritorno’, si torna ‘ab ovo’… … E dai ‘pre-adamitici’ della vecchia decadente società – un Occidente ormai obnubilato e senza spina dorsale - si arriva… ad Adamo ed Eva, proprio quelli ab aeterno già arrivati ‘usque ad mala’ (a mangiare dell’Albero della conoscenza): si ritorna al loro ‘lieto fine’, con lei che ha conosciuto la verità sul suo ‘serpentato’ progenitore che ha acceso in lei la vita, ed il nostro gufo notturno che grazie alla donna riscopre la sua stessa origine di cartesiana ‘sex-machine’, macchina la cui spirituale scintilla vitale ha ripreso fuoco (cf. la simbolica fiammata di Archie), psiche che ha integrato il ‘Cavaliere oscuro’ col ‘luminoso Superman’, ed è dunque ormai in pace e libera da blocchi nevrotici del ‘pistone’, pronta a generare tanti piccoli nuovi ‘Clark Kent’ bisognosi di crescere e diventare anch’essi ‘super-men’ nel nuovo mondo consegnatoci riappacificato…

Questi contenuti, dunque, sarebbero interessanti… purtroppo è la realizzazione che nel caso di ‘Watchmen’ alla lunga lascia a desiderare: a parte la capacità di rendere un’atmosfera (Snyder non è Scott: non basta un po’ di pioggia e una voce narrante per rifare ‘Blade runner’ in chiave gnostica… come non basta usare – e pure malamente… [erano finiti i soldi?] - la computer grafica su Marte se poi questa non fa che coprire come una foglia di fico lo scarso spessore dei dialoghi e degli stessi interpreti…), e, sempre in generale, quella di portare avanti un plot giallo con sufficiente pathos tale da non far apparire il tutto un pretesto… ciò che soprattutto dà fastidio assistendo all’evolversi del film è il restare su un piano bidimensionale anche per quello che riguarda l’introspezione psicologica dei personaggi…

E sì che nel film si assiste alla somministrazione (anche lì fumettosa… va be’ l’ucronia, ma anche un po’ di serietà non guasterebbe…) di un test proiettivo come il Rorschach… voglio dire (provocatoriamente): un test che dovrebbe far emergere le psicodinamiche più profonde dello psichismo umano, quel ‘non detto’ che di solito – inconsapevoli - non diciamo neanche a noi stessi… E invece no: si resta in superficie, ed in una maniera molto ‘americana’ si passano in rassegna – personaggio dopo personaggio – una mera serie di quadri sintomatici (l’isolamento schizoide, l’impotenza sessuale, la mania di grandezza, la sociopatia, la psicopatia, l’acting out aggressivo, quello sessuale…), lasciando all’ultima parte della pellicola una malriuscita rappresentazione di più profonde catarsi emotive di stampo più ‘europeo’… Insomma: tanto spazio ai pragmatici ‘inventari di personalità’ – e a battute che ‘dicono tutto’ ma non dicono niente… - più che al Rorschach e al ‘sound of silence’… e quando si tratta di affrontare le cause emotive profonde, si accenna a un pianto del Comico verbosamente commentato, o a un fantasmagorico insight ricevuto su Marte da Spettro di Seta, roba che a ripensarci adesso la Evey sotto la pioggia dei Wachowski… sta proprio su un altro pianeta…

Che dire: qui penso emergano più chiaramente, oltre a quelle dello sceneggiatore, anche le responsabilità del regista: finché ci si limita al ‘compitino’, finché si filmano scene di sesso e violenza esplicita (cose che faceva Cronenberg già negli anni ‘80, ma filmandole a suo modo e soprattutto accompagnandole drammaturgicamente con ben altro materiale [es.: ‘La mosca’]…), abbiamo l’eroe campione di incassi di ‘300’ (quello della serie: ‘America’ facce Sparta…’, solo che Sordi faceva ridere di proposito… ahh, scusa Zack!!), alla Warner va tutto bene, stanno tranquilli… ma quando si tratta di far emergere una visione, una lettura che sia personale, o anche una sintetica interpretazione di quello che si ritiene oggettivamente sia stato il significato più profondo di un capolavoro altrui, o quando infine si tratta di lavorare di fino sui personaggi… ecco che allora nel caso di Snyder ‘sotto il vestito’ (realizzato... in cgi), e la stessa ‘nuda’ pulsionalità del suo cinema… in vero poi non resta un granché.

Certo, meriterebbero in conclusione una menzione speciale sia la colonna sonora che le numerose citazioni cinefile, ‘gioielli’ che impreziosiscono il film e a volte lo salvano da rischiose cadute (cf. la musica Wagner-coppoliana che dà una mano fondamentale nella scena fanta-surreale vietnamita), o ne mascherano i vuoti drammaturgici (cf. il facile ricorso finale a Mozart)…

Fatto sta, e concludo, che tolti pure i ‘gioielli’ (presi a nolo anch’essi… oltre agli altri ‘important artifact’…), per chi ama veramente il cinema questo ‘Watchmen’ continuerà con ogni probabilità a restare, più che ‘una donna da amare’… ‘una ******* da scopare’.

… Provando le emozioni ‘graphic-informatiche’ di un’emoticon ( Smile )...

… e per soli sei euro…


Voto: 2 stellette e ½ su 5; ambizioso cinefumetto ‘iperadattato&disadattato’, che non riesce a ‘crescere’ e ad esprimere cinematograficamente quelle che potevano essere le sue potenzialità più ‘adulte’, ma resta fermo alle ‘adolescenziali’ espressioni da cinema ‘pulsionale e cazzuto’ di Snyder.


Firmato:
Eric J. Mourinho
(Uno che di prostituzione, intellettuale e artistica, se ne intende…)

……………………..

‘E non c’è sesso senza amore’ (A. Venditti)


Ultima modifica di ericrap il Dom 29 Mar, 2009 10:35, modificato 3 volte in totale
Darklight
Ghem-Lord Ghem-Lord
Messaggi: 1554
Località: LV - 426
MessaggioInviato: Sab 21 Mar, 2009 01:44    Oggetto:   

Bellissimo bellissimo, bellissimo.
GAME OVER, MAN! GAME OVER!
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