Her - Lei


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Autore Messaggio
Corriere della Fantascienza
Redazione
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MessaggioInviato: Ven 21 Mar, 2014 14:59    Oggetto: Her - Lei   

Her - Lei

Levigato, ovattato, carico di suggestioni e supportato da un cast tecnico di prim'ordine, la più recente fiaba tecnologica di Jonze si porta a casa un Oscar ma non è probabilmente il capolavoro a cui molti stanno gridando.

Leggi la recensione.
Sergio Donato
Subdirdir Subdirdir
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MessaggioInviato: Ven 21 Mar, 2014 14:59    Oggetto: Re: Her - Lei   

Ho smesso di leggere quando Morandi ha cercato di dirmi cosa dovrebbe essere un AI.
In un gruppo di sciocchi il mediocre è un genio.
http://sergio-donato.blogspot.com
Nirgal
Horus Horus
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MessaggioInviato: Ven 21 Mar, 2014 19:10    Oggetto:   

Attendevo con impazienza qualche opinione su Her, che personalmente ho trovato una piacevolissima sorpresa, per vedere anche qualche altra opinione.

Devo dire che nonostante la diversità di opinioni mi trovo a essere d'accordo con parte della analisi oggettiva del film, rimangono molti punti su cui non concordo.

Parto dalle considerazioni sul film così evito di scoraggiare altri alla lettura Wink
Il film può essere noioso, forse, però io non mi sono annoiato con Sucker Punch, in compenso ho trovato l'ultimo film di Allen noioso (dopo la prima metà ho iniziato a pregare che finisse).
Per come la vedo io questo è un film che deve essere visto con il cervello acceso per non annoiarsi, gli spunti su cui riflettere sono molteplici e ad ampio raggio, risulta più facile perdersi nelle proprie speculazioni che annoiarsi.
Nel complesso il film non è lentissimo, ha un ritmo che lascia il giusto tempo riflettere.
Lo spunto di base è improbabile, almeno per le conoscenze attuali, ma lo svolgimento è coerente con la premessa, per cui assumendo la creazione di una AI forte l'impatto che questa avrebbe sull'uomo potrebbe essere realmente quello narrato.
Il film descrive una società in cui i rapporti umani sono sempre più mediati dalle macchine, il lavoro di Thomas è triste e sbagliato, come lo è la società che trasforma le macchine da mezzo di supporto a strumento vitale per la propria esistenza. Gli "umani" di Her sono esseri che hanno perso la capacità di imparare, si sono specializzati anche nella vita quotidiana, questo fenomeno origina il lavoro di Thomas, lavoro che esiste perché la macchina manca di creatività e l'uomo manca di capacità di "imparare".
Se una persona non sa fare una cosa, usa un macchina, questo crea una dipendenza dalle macchine, una relazione sempre più "intima". Se a questo uniamo la perdita della capacità di relazionarsi con gli altri nella vita reale (uno dei problemi emergenti della nostra società) il risultato è che l'uomo si rivolga alla macchina anche per le relazioni personali, così dopo le titubanze iniziali, una storia d'amore tra un uomo ed una AI diventi normale.
L'ambientazione è funzionale al messaggio di desolazione della società tecnologica (verso cui ci stiamo muovendo?), tutto sembra tranquillo, pacifico, "utopico", ma in realtà e semplicemente deumanizzato, asettico, impersonale.
Il finale se da una parte mi ha ricordato Neuromante, dall'altro invita chiaramente a ritrovare l'essenza del proprio essere umani.
Il film segue in parallelo le evoluzioni dei due protagonisti, senza far predominare l'una sull'altro entrambi alla scoperta di se stessi; l'IA con una classica evoluzione fantascientifica e l'uomo che cerca di venire a patti con la società che ha creato.
Come ho già scritto questo è un film da vedere, ricco di spunti di riflessione ed emozioni patinate; non è un film facile, ne un film per tutti, ma se amate speculare dubito che vi deluderà.

Ora passo alle considerazioni più "tecniche". Quando si parla di credibilità scientifica mi pare di capire manchi il riferimento fondamentale al campo dell'AI, visto che come argomento/esperimento scientifico lo studio della possibilità per un uomo di innamorarsi di un essere/oggetto non umano sia ampiamente plausibile.
Infatti all'inizio del film il pensiero è andato a Galatea 2.2 di Richard Powers

** ATTENZIONE SPOILER SUL ROMANZO GALATEA 2.2 **
** EVITATE SE NON VOLETE ROVINARVI L'EVENTUALE LETTURA DELLO STESSO **

Codice:
dove si passa il romanzo a seguire gli sviluppi dell'intelligenza artificiale, per scoprire che alla fine l'esperimento non era relativo all'IA ma alla capacità dell'uomo di provare sentimenti per la IA


** FINE SPOILER **

se alla fine del film si fosse scoperto che in realtà dietro al Sistema operativo intelligente c'era in realtà un operatrice umana, tutto avrebbe avuto un'altro senso ed avrebbe conferito una consistenza scientifica al film.

Venendo alla questione se un essere non biologico possa o meno innamorarsi di uno biologico mi pare una questione molto complessa da affrontare ed in ogni caso impossibile da dimostrare, non esistendo essere senzienti non biologici. Tuttavia mi chiedo: se due persone possono innamorarsi su internet (e di fatto possono essere considerati due "esseri inorganici"), non potrebbe nascere lo stesso sentimento verso un IA?

Citazione:
Un'AI destinata alla commercializzazione che fosse in grado di innamorarsi, sarebbe un fallimento dal punto di vista funzionale

Infatti in Her il sistema operativo si rivela un fallimento. Perché nel tentativo di creare una AI il più possibile "umana" bisogna forzatamente allontanarsi dalla pura funzionalità.
Quello citato come "il vero rischio nella creazione dell'IA" secondo me è l'unica certezza, perché l'essere intelligente implica automaticamente la capacità di fare scelte indipendenti basate sui propri input e nel caso di una AI questi sono a noi praticamente alieni. Questa imprevedibilità tuttavia non implica automaticamente che non possano essere in grado di "provare un sentimento" che l'uomo possa considerare amore.
Purtroppo per una risposta certa dovremo aspettare la creazione delle IA.[/quote]
Piscu
Haut-Lord Haut-Lord
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Località: unknown
MessaggioInviato: Ven 21 Mar, 2014 19:19    Oggetto:   

trovo questa recensione estremamente superficiale. il film può piacere o non piacere, come qualunque opera, e nessuno discute questo. ma l'analisi qui svolta mi sembra tendenziosa e anche piuttosto miope.

si parte con una lunga premessa che spiega cosa è un'intelligenza artificiale e come si deve comportare. ma dall'alto di quale competenza si squalifica una storia sulla base di idee come questa? non è una caratteristica di base della fantascienza la "sospensione dell'incredulità"? non mi sembra di aver mai visto nessuno squalificare "ritorno al futuro" perché il viaggio nel tempo non può funzionare così. e poi dove li mettiamo centinaia di "computer con emozioni" che la fantascienza ci racconta da sempre? che posto hanno hal 9000, l'"impostore" di Philip Dick, i cylon, gli "oggetti software" di Ted Chiang, tanto per citarne una manciata al volo? anche queste sono ia che soffrono, hanno paura, si innamorano, qualcuno è mai venuto a contestarlo, quando lo facevano loro?

non entro nel merito della storia del film, faccio solo notare che a me sembra che non ci sia nessun accenno al banale concetto del "mondo sempre più virtuale in cui tutti siamo più soli e blabla". il protagonista vive una normale vita, ha un appuntamento, esce con gli amici. si definisce asociale ma lo è diventato a causa del trauma subito per il divorzio, non perché è lo sfigatone nerd di turno. e quando poi si segnala "ma solo a me è sembrato triste che lui scriva le lettere d'amore per conto di altri per lavoro?" viene da rispondere "maddai!?". ma certo che è "triste e sbagliato", perché altro avrebbero dovuto metterlo nel film altrimenti?


mi aspetterei che le recensioni, in particolare sul sito italiano di riferimento per la fantascienza, fossero scritte con maggior senso critico (e maggior rispetto nei confronti della storia della sf) e meno pancia.
Luca Romanello
Ameboide amorfo
Messaggi: 1
MessaggioInviato: Sab 22 Mar, 2014 09:39    Oggetto: Re: Her - Lei   

Ma il protagonista si chiama Thomas o Theodore?
Federico Manachino
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Sab 22 Mar, 2014 10:29    Oggetto: Re: Her - Lei   

D'accordo, devo dirlo... Sarà almeno un anno che non considero più alcuna vostra recensione su un film come valida, e non leggo neanche quelle sui libri, perché semplicemente di quelle ne fate così poche e su titoli così poco degni d'attenzione che non ne vale comunque la pena.
Detta questa premessa: i vostri articoli. Uscite con articoli quotidianamente, con notizie però che su internet circolano già da giorni, e che di conseguenza sono vecchie. La qualità dell'articolo in sé, poi, non offre quel motivo che può portarti a leggerlo comunque.
Alla luce del fatto che questa è una opinione mia e ognuno è libero di visitare i siti che preferisce, dubito che seguirò ancora i vostri, di siti (e si, comprendo anche fantasymagazine, per le stesse motivazioni!).
Cambiate lavoro.
Sergio Donato
Subdirdir Subdirdir
Messaggi: 509
MessaggioInviato: Sab 22 Mar, 2014 13:56    Oggetto: Re: Her - Lei   

(Federico Manachino) ha scritto:
D'accordo, devo dirlo... Sarà almeno un anno che non considero più alcuna vostra recensione su un film come valida, e non leggo neanche quelle sui libri, perché semplicemente di quelle ne fate così poche e su titoli così poco degni d'attenzione che non ne vale comunque la pena.
Detta questa premessa: i vostri articoli. Uscite con articoli quotidianamente, con notizie però che su internet circolano già da giorni, e che di conseguenza sono vecchie. La qualità dell'articolo in sé, poi, non offre quel motivo che può portarti a leggerlo comunque.
Alla luce del fatto che questa è una opinione mia e ognuno è libero di visitare i siti che preferisce, dubito che seguirò ancora i vostri, di siti (e si, comprendo anche fantasymagazine, per le stesse motivazioni!).
Cambiate lavoro.


Be', no. Su questo io non sono d'accordo. E anch'io devo dirlo. Anche solo per pareggiare i conti con le critiche che in media, nei forum, nei blog, nei social, sono negative per quella strana filosofia italiana che bisogna dire per dileggiare e quasi mai per elogiare.
In un gruppo di sciocchi il mediocre è un genio.
http://sergio-donato.blogspot.com
Nirgal
Horus Horus
Messaggi: 3194
MessaggioInviato: Sab 22 Mar, 2014 15:38    Oggetto: Re: Her - Lei   

(Federico Manachino) ha scritto:

Alla luce del fatto che questa è una opinione mia e ognuno è libero di visitare i siti che preferisce, dubito che seguirò ancora i vostri, di siti (e si, comprendo anche fantasymagazine, per le stesse motivazioni!).
Cambiate lavoro.


Trovo questi messaggi abbastanza priva di senso.
Primo qui si dovrebbe parlare di Her, secondo questo è un portale gratuito, negli anni è riuscito a creare luogo dove gli appassionati di fantascienza e fantastico possono trovare informazioni, notizie e discutere tra loro ora ognuno è libero di frequentare i posti che preferisce, ma perdere tempo per lasciare critiche mi pare inutile.
Se uno non ha niente da dire, meglio che ascolti.
Palomino
Horus Horus
Messaggi: 16806
Località: Virtualmente tra monti e mare
MessaggioInviato: Dom 23 Mar, 2014 16:52    Oggetto:   

Una recensione è sempre una opinione personale. E' profondamente soggettiva. E come tale può essere condivisa o meno.
Metto i link di due prese da siti che non trattano fantascienza: Il Post e 35mm
http://www.ilpost.it/christianraimo/2014/03/16/her-il-film-carini/
http://35mm.it/lei-recensioni/
Ma in un sito dove c'è anche un forum una recensione negativa può anche generare una discussione tra opposti modi di vedere un film.
Non lo so se vedrò mai questo film. E questo indipendentemente dalle critiche (ci sono alcuni film che mi piacciono che farebbero inorridire qualsiasi critico).
Nel film non c'è nulla di nuovo e un qualsiasi appassionato di FS ha letto più di un libro che tratta il tema. Non so se Spike Jonze ne abbia mai letto uno, se abbia mai visto questo video https://www.youtube.com/watch?v=qNEpmOTyXVM o più semplicemente, e realisticamente, si sia messo a giocare con Siri e per la mente gli sia passata l'idea di cosa significa innamorarsi di una voce che dice le cose che ti piacciono.
A qualcuno è piaciuto e qualcun altro no.
Come può o non piacere un sito (dove ha ben vedere si è poco partecipato).
Palomino.
ps sul lavoro del protagonista: può apparire squallido, ma vuoi il tempo vuoi la mancanza di stile, per qualcuno è utile. Del resto in passato quando l'analfabetismo era esteso chi voleva scrivere ad un parente usava uno scrivano pubblico o il prete (lo stesso per leggerle). Per non parlare di Cryrano, Cristiano e Rossana ...
"But now the rains weep o'er his hall,
With no one there to hear.
Yes now the rains weep o'er his hall,
And not a soul to hear"
The Rains Of Castamere
Ellie Arroway
Chtorr Chtorr
Messaggi: 347
MessaggioInviato: Dom 23 Mar, 2014 17:51    Oggetto: Re: Her - Lei   

non ho ancora visto questo film. Fermo restando che Jonze è assai sopravvalutato, ritengo preziosa una voce fuori dal coro come questa, visto che la critica cinematografica, su Internet, è per lo più fatta con il copia/incolla, nessuno osa esporsi, e proprio questo film è così unanimamente osannato, che effettivamente risulta fortemente "sospetto."
"C'è una buona possibilità che quando io sarò morto, altri verranno e faranno così bene che le persone diranno "Oh, quello di Roddenberry non era così bello". Ma io sarò lieto di questa frase" (Gene Roddenberry)
MessaggioInviato: Lun 24 Mar, 2014 10:04    Oggetto: Re: Her - Lei   

"L'inganno di Jones è volerci far credere che anche Samantha soffra. Ma non è così. Le macchine, i software, non soffrono. È un'idea romantica e anche suggestiva, ma è sullo stesso piano dei cervelli elettronici cattivi che vogliono dominare il mondo.
Non succederà mai, perché non ha alcun senso."

Adagio con gli assoluti...
HappyCactus
Ministro alle puntualizzazioni
Messaggi: 6573
Località: Verona
MessaggioInviato: Lun 24 Mar, 2014 10:42    Oggetto:   

"Ora, si dà il caso che sulle AI sappia un po' più della media dell'uomo della strada, e se la possibilità che un'AI sviluppi emozioni proprie è già un'eventualità abbastanza remota"

Questa è una palese stupidaggine, e dimostra quanto il recensore ignori sulle I.A.
Innanzitutto, il termine "IA" è talmente generico che nulla afferma sul funzionamento interno della stessa, mentre probabilmente il recensore pensa alle I.A. basate su sistemi esperti, che sono una piccola categoria di IA; una simulazione di un cervello umano che ne replichi pedissequamente neuroni, strutture e macrostrutture sarebbe di fatto una I.A. e sarebbe del tutto indistinguibile da un cervello biologico, e dunque, ne replicherebbe esattamente i processi mentali, fino ad innamorarsi di un altra persona.
Poi magari il film non è piaciuto o è parso stupido o superficiale. Ma "si da il caso che il recensore sulle IA sappia proprio pochino".
Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi anche essere il campione del mondo, ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.
Anacho
Goa'uld Goa'uld
Messaggi: 1002
MessaggioInviato: Lun 24 Mar, 2014 14:14    Oggetto:   

In effetti non è strano innamorarsi di una AI... io però le AI le ho sempre odiate, a partire da quella di Civilization 2.... anzi prima, da quella di Warlords e Warlords 2.
COmunque prendo atto che pubblichiamo poche recensioni di libri, lo scorso anno sono state 15, il minor numero da quando ho iniziato a scriverle.
Abbiamo cominciato con Morire per vivere e Le brigate fantasma di Manco e finito con In fondo il buio, passando per classici come Frugate il cielo, La tigre della notte, Oltre Apollo e E sarà la luce, nuove tendenze italiane come Olonomico e Mondo 9, antologie come La terra al tramonto ma anche saggi come lo splendido Scienza medica e fantasie scientifiche.
Purtroppo sono stato oberato di lavoro (scrivere recensioni a titolo gratuito non è un buon metodo per vivere) e addirittura ho smesso di leggere, figurarsi scrivere recensioni.
Per fortuna DI Matteo e Manco mi hanno dato una buona mano, a volte non sono d'accordo con le loro recensioni, ma sono sempre interessanti da leggere (certo, mi fa rabbia che scrivano meglio di me, e prima o poi passerò i loro nomi alla Gilda degli Assassini.... questo non toglie che siano bravi e ci mattano passione).
In Italia però non ci si limita alla critica, dopotutto se non si è d'accordo con una recensione basta dirlo sul forum, magari argomentando come fanno Piscu e Nirgal.
Invece qualcuno passa subito alla domolizione totale con toni apocalittici, recensioni sui film sballate, su libri indegni di nota, notizie vecchie che già si sanno.... ok, non hai formato nessun contratto, vota con i piedi e vai pure, cercheremo di farcene una ragione.
jonny lexington
Genio del Male Genio del Male
Messaggi: 24611
Località: Quasi polare
MessaggioInviato: Lun 24 Mar, 2014 16:58    Oggetto:   

Piscu ha scritto:
non è una caratteristica di base della fantascienza la "sospensione dell'incredulità"? non mi sembra di aver mai visto nessuno squalificare "ritorno al futuro" perché il viaggio nel tempo non può funzionare così.

perfettamente d'accordo. ne succedono di ben più strane di cose nel cinema di fantascienza.

in quanto al film , io l'ho trovato un esperimento interessante, con dei buoni spunti e un'eccelente ambientazione. però non mi ha catturato emotivamente, e quindi al massimo gli do la sufficenza. ma è un film che comunque ha qualcosa da dire: basta dare un'occhiata attorno a se la prossima volta che si sale su una metro, o si aspetta qualcuno in una piazza: quanti saranno quelli che in un dato momento smanettano con il loro smartphone -- il 70%? l'80%?
"those who can't laugh at themselves deserve the most mockery"
Cyberluke
Hoka
Messaggi: 35
MessaggioInviato: Lun 24 Mar, 2014 19:36    Oggetto:   

HappyCactus ha scritto:
"Ora, si dà il caso che sulle AI sappia un po' più della media dell'uomo della strada, e se la possibilità che un'AI sviluppi emozioni proprie è già un'eventualità abbastanza remota"

Questa è una palese stupidaggine, e dimostra quanto il recensore ignori sulle I.A.
Innanzitutto, il termine "IA" è talmente generico che nulla afferma sul funzionamento interno della stessa, mentre probabilmente il recensore pensa alle I.A. basate su sistemi esperti, che sono una piccola categoria di IA; una simulazione di un cervello umano che ne replichi pedissequamente neuroni, strutture e macrostrutture sarebbe di fatto una I.A. e sarebbe del tutto indistinguibile da un cervello biologico, e dunque, ne replicherebbe esattamente i processi mentali, fino ad innamorarsi di un altra persona.
Poi magari il film non è piaciuto o è parso stupido o superficiale. Ma "si da il caso che il recensore sulle IA sappia proprio pochino".


Magari ne so pochino, ma – come ho detto – più dell'uomo della strada, probabilmente.
Seguo l'argomento fin dagli anni settanta, cercando di leggere tutto quanto si trova in giro, anche se in italiano è tradotta poca roba.
E, ad ogni modo, trovo illuminanti l'articolo "Computing Machinery and Intelligence” di Turing (si dovrebbe trovare anche on line), il classico "Intelligenza artificiale - Un approccio moderno" di di Stuart Russell e Peter Norving (scritto in maniera davvero accessibile a tutti), o, a masticare un po' d'inglese “The Quest for Artificial Intelligence: A History of Ideas and Achievements”, un altro testo che ripercorre la storia delle idee dell’Intelligenza Artificiale anche per un pubblico non specialista.
Parecchi temi relativi all’Intelligenza Artificiale sono trattati anche nei brevi articoli del recente numero speciale “Singularity Issue” della rivista IEEE Spectrum.
Insomma, a volerlo, si scoprono parecchie cose sull'argomento.
Cose che magari ti fanno godere di meno un film, certo, ma che ti fanno sghignazzare quando senti l'AI di Her simulare un orgasmo con la voce della Ramazzotti.
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