Fantascienza "agricola", esiste?


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Autore Messaggio
VITTORIO BARABINO-3
Noiosauro Noiosauro
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MessaggioInviato: Sab 07 Set, 2019 10:13    Oggetto:   

Citazione:
leggendolo meglio, wikipedia sostiene proprio uno SCAMBIO PRECOLOMBIANO per le sweet potato:


che i polinesiani siano arrivati in america e' tutto da dimostrare: invece che le filippine siano state colonizzate dagli ispano-messicani e' un dato di fatto <g>


tornando in topic, sulla fantascienza in classe John Clute <3 ha scritto una voce di enciclopedia in proposito:

http://www.sf-encyclopedia.com/entry/sf_in_the_classroom

sf being studied not only in its own right but because it helps to dramatize issues of ecology, future studies etc...
Fedemone
Ghem-Lord Ghem-Lord
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MessaggioInviato: Mer 18 Set, 2019 12:35    Oggetto:   

Mi ricordo di un rcconto su un agricoltore del futuro che aveva problemi con dei topi fin troppo intelligenti. Alla fine si scoprivano che erano delle mutazioni e adavano presi come essere viventi e non parassiti. (vado a spanne è su un millemondi di qualche anno fa)
OK che non è proprio agricolo, ma trovo difficile una FS "agricola" che no nverta sul periodo pre/post apocalisse ecologica. Non so, probabilmente il campo è ancora aperto per cui ben vengano idee a riguardo!

Per quanto concerne il giorno d'oggi direi che pro capite, il cibo si è moltiplicato esponenzilamente. Oggigiorno possiamo disporre quotidianament edi frutta e verdura, si possono avere carne e pane, senza parlare del cibo confezionato (che non trovo, da ecologista, sbagliato a priori ma gli eccessi di imballaggio ci sono). Basta pensare appunto alle citate castagne, che sostituivano il grano e farinacei in posti dove non si poteva coltivare, oppure alla pellagra, malattia tipica del nord italia dovuta al fatto che si amngiava solo mais, per cui mancava lapporto della lisina, amminoacido indispensabile per le catene proteiche "nobili". Da dedurre che era gente che mangiava mais a colazione, pranzo e cena. Oggi domani, settimane, mesi e anni. Senza variare. E che dire dl sud, che prima dei pozzi artesiani era incoltivabile e dunque poverissimo?
Le patate sono state la benedizione del nord europa: tedeschi mangiano patate, gli inglesi pure (senza contare gli irlandesi, e della famosa carestia del 19 secolo che portò all'immagrazione massiccia negli USA e non ricordo quanti morti), finnici ancora. Quindi cosa significa? CHe mais e patate hanno soppiantato altri cibi in nicchie ecologiche deboli (poco gustosi, basso rendimento, difficoltà di coltivazione, difficoltà di conservazione ecc.). Così come all'estero il kebab è onnipresente proprio perché la cucina lcoale non era altrettanto saporita (e anche moooolto meno varia quindi le ovità attecchiscono) mentre da noi esiste ma è cibo sempre di serie B, cibi più forti vincono contro cibi più deboli.
Il rovescio della medaglia è che l'agricoltura industriale ha una logica differente o quasi. Innanzi tutto è dagli niizi del XX secolo (scusate vado a memoria) che si è compreso il ruolo dell'azoto della crescita delle piante, con la creaizone d fertilizzanti chimici a base azotata (quando prima ci si affidava alla componente "marrone", ossia sterco e foglie secco per l'azoto, mentre la componente "verde" fornisce carbonio - anche qui correggetemi) che hanno reso possibile raccolti di incredibile risultato, prima impossibile.
Tanto per dire, hanno scperto che in Sardegna l'altezza della gente si è drammaticamente abbssata durante il dominio spagnolo causa malnutrizione, mentre mille anni prima c'era una varietà che in quel periodo non esisteva più (!) e da qui conseguenze che si son ripercosse da generazioni...
Certo che i terreni tendono a diventare sterili in poco tempo se non si pratica il maggese (ossai la rotazione delle colture) come è accaduto in africa quando hanno dato la terra gratis in appezzamenti troppo piccoli (mentre grosse fattorie potevano farcela ed erano organizzate per farlo) e la mancanza di nutrienti nel terreno rendono i cibi poco saporiti perché mancano cose come vitamine e altre sostanze. Le piante spesso crescono forzatamente, ma non sono nutrite correttamente... E noi di conseguenza.
Senza parlare poi dell'invasione delle monoculture: le bane ad esmepio. Frutto più mangiato in asosluto sul pianeta, però la sola varietà cavendish è circa il 50% della produzione mondiale, e il 97% dell'esportazione. Ossia se importi importi SEMPRE e SOLO cavendish. E fu una scelta forzata dopo che la precedente versione esportata si è estinta per un parassita (tipo la xylella toh). Manche dopo, si è tornati alla monocultura.
Ma di tutti i cibi esistono versioni locali, probabilmente meno "forti" (ossia rendono meno in quantità per cui meno guadagno, o più delicate, per cui rischi il raccolto ecc.) che sono scomparse o vanno scomparndo. Tipi di fagioli, lenticchie, di carote, cavolo, di quel che voltete, esiston odozzine di varietà che non sono più coltivate. Non epr cattiveria, spesso solo per poca lungmiranza o solo per i costi (vero che molti ne approfitano, ma provate a comprare qualche prodotto IGP, tipo il farro della garfagnana, che costa il triplo... ). Ci sono i cosidetti "grani antichi", ma non so neanche se hanno qualit nutritive comparabili, cosa che non andrebbe sottovalutata visto che molti tipi sono "scomparsi". Ad esempio, chi ha mai visto il sorgo (cereale)? Io so che esiste solo da quando ho letto Sorgo Rosso, ma scopro che esisteva anche da noi... L'orzo, adesso giusto una stranezza per vegetariani oggigiorno, era cibo base in Grecia Antica e la base per la birra, che nacque in egitto mllenni or sono.
Per non dire che il pubblico stesso (anzi, principalmente? difficile dire chi è la causa nei circoli viziosi) che tra tante scelte, fa la scelta più comoda e veloce, senza capire che ad esempio dieta mediterranea (ah, la tanto decantata) non significa pasta e pane, ma diversificare cereali con legumi, accompagnare con vedure, e nelle feste carne e simili (un maiale ti doveva durare un anno o due, esempio, altro che prosciutto tutti i giorni). Certo, e chi lo fa veramente? Chi comprende veramente cosa significa vivere in un paese dove poi coltivare tutto, anziché doverlo importare (vedi tutti i paesi nordici, tanto biasimati per la qualità del cibo), quando non facciamo attenzione cosa, come e quanto ingurgitiamo?
Per cui verrbbe da dire che pro capite, il cibo è aumentato a dismisura, mentre geograficamente si è ridotto notevolmente, costruendo solide (?) monoculture (tipo anche tutti i vitigni della toscana, ah le dolci colline igogliose, ma sono sempre e solo viti e di un tipo solo o due.... non è esattamente il concetto di agricultura che si dovrebbe avere), che mi lasciano fortemente perplesso.
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