I guerreros di William Gibson


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Corriere della Fantascienza
Redazione
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MessaggioInviato: Mar 15 Lug, 2008 06:54    Oggetto: I guerreros di William Gibson   

I guerreros di William Gibson

È in libreria il nuovo romanzo dal padre della narrativa cyberpunk. Non ha gran che di fantascientifico

Leggi l'articolo.
un muspeling
Krell Krell
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MessaggioInviato: Mar 15 Lug, 2008 06:54    Oggetto: Re: I guerreros di William Gibson   

Celo! Smile
(e un giorno potrò anche leggerlo... Rolling Eyes)
Botolo
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 15 Lug, 2008 11:19    Oggetto:   

Temporaneamente abbandonato per mancanza di mood giusto Confused
Non sono bastardo: amo solo farlo. A voi non cambia nulla, ma io rimango con la coscienza più leggera Very Happy
Piscu
Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mar 15 Lug, 2008 16:51    Oggetto:   

già in scaffale. Cool


però devo capire perché nel titolo originale c'è scritto "guerreros". all'inizio non avevo capito che fosse spook country.
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mar 15 Lug, 2008 17:13    Oggetto:   

Piscu ha scritto:
già in scaffale. Cool


però devo capire perché nel titolo originale c'è scritto "guerreros". all'inizio non avevo capito che fosse spook country.


"Spook Country" e "Guerreros" sono i titoli di 2 capitoli consecutivi (se non sbaglio il 34 e il 35). L'editore non ha voluto tradurre nessuno dei due e, a dire la verità, il secondo ha una sua ragion d'essere. Forse per questo è stato privilegiato nella scelta del titolo italiano.

Un caso analogo era già accaduto con American Acropolis.
Ciao,
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Holonomikon
Piscu
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MessaggioInviato: Mar 15 Lug, 2008 17:54    Oggetto:   

sì, ma io mi riferisco al titolo originale riportato insieme alle altre informazioni "tecniche" (copyright, anno, edizioni ecc) all'inizio del libro. capisco, anche se non condivido, che si scelga un titolo diverso in fase di traduzione, ma in quello spazio non dovrebbe essere comunque riportato il titolo con cui è uscita la prima edizione in lingua originale?

american acropolis ha il suo titolo originale riportato "all tomorrow's parties", ma in guerreros c'è scritto solo "guerreros".
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mer 16 Lug, 2008 09:33    Oggetto:   

Piscu ha scritto:
american acropolis ha il suo titolo originale riportato "all tomorrow's parties", ma in guerreros c'è scritto solo "guerreros".


Non avevo capito. Se è come dici tu, si tratta chiaramente di una svista. Quando torno a casa controllo la mia copia. Non avevo notato niente di strano...

Grazie,
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Holonomikon
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mer 16 Lug, 2008 22:14    Oggetto:   

Verificato. Credo che sia tutto in regola, sulla mia copia. Salvo l'attribuzione dei diritti a William Gipson...

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Holonomikon
Piscu
Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Gio 17 Lug, 2008 08:17    Oggetto:   

confermo, ieri sera ho controllato anch'io. ho pensato "ma fammi ricontrollare, onde evitare figure barbine...", e infatti.

sarà che il titolo italiano è messo in evidenza (virgolettato) mentre quello originale che di solito si trova in corsivo era invece scritto semplicemente più in basso, e magari mi è rimasto in mente il primo. sì, sto cercando di giustificare la mia inutile polemica... Firulì firulà
Fedemone
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MessaggioInviato: Mer 10 Ott, 2012 12:30    Oggetto:   

L'ho appena finito di leggere, e devo dire che mi è piaciuto molto. Può sembrare un romanzo piatto, ma è nelo stile che risiede la sua buona fattura. Sostanzialmente tratta le stesse identiche cose di Neuromante, ma se nel 1983 erano fantascienza, adesso sono cose di tutti i giorni: ecco la chiave descrivere un mondo ipertecnologizzato, ma livello popolare, diffuso capillare, quindi deformabile e pieghevole secondo l'abilità e la volontaà delle persone qualsiasi, dei "punk". E se la dvulgazione del cyberpunk ha messo in luce il disagio di vivere in un mondo del genere, le opere originali non puntano a questo, anzi, fanno vedere persone che sono a proprio agio in un mondo del genere. Fluidi in un mondo in costante, vertiginosa accelerazione, ma senza che risentano del minimo shock culturale, cosa che invece ha colpito l'immaignario del pubblico dal 1990 in poi, creando solo delle distopie urbane o poco più. Infatti, fin dall'inizio nel cyberpunk non c'è una critica sociale vera e propria e i lati negativi del "progresso tecnologico" (quando poi in realtà si tratta di ipertrofia capitalistica spiccia cammuffata), non sono mai sottolineati o messi in luce (a parte Sterling, che difatti è sempre stato il più politicizzato), quanto proprio il brivido di essere su una cresta dell'onda il cui limite è dato solo dalla propria affinità tecnologica. Una visione molto americana, per certi versi, no?
Cosa avrebbero in comune un miliardario belga, la criptazione tramite ipod, i complotti cino cubani con l'arte locativa via GPS e il Canada? Nulla, se non il rendere proprio l'idea di un mondo mobile, distanze azzerate, bizzarrie trattate come normalità perché il futuro è questo, ed il futuro è adesso.

Altre note sullo stile, tipo il dettaglio maniacale delle marche, onnipresente. Certo, qualche citazione servirebbe per rendere il mondo più familiare, ma questa frequenza non solo delinea proprio uno stile di vita preciso ma anche la presenza capillare dei "brand" pubblicizzati, la presenza di sottfondo invisibile di un mercato, con i suoi motori e dinamiche (che in effetti erano il fulcro de L'accademia dei sogni, che però devo ancora leggere). Leggere tutta la valanga di nomi di marche mi dà una sensazione poco definibile devo ammettere. Ed infine il mistero centrale del libro forse non è spettacolare come gli amanti dei libri d'azione si aspettano, ma di sicuro è un qualcosa di sentito da chi vive nelle americhe, quindi ualcosa di più profondo di una rivelazione shock, quanto un disagio reale, palpabile e molto probabilmente comune a tutti i lettori anglofoni. Certo, con i problemi che abbiamo in europa e lo scetticismo con cui viene vista la politica internazionale USA, riferimenti all'11 settembre a me personalmente fanno poco effetto, ma posso immaginare che il trauma sia ancora ben vivo laggiù...
HappyCactus
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mer 10 Ott, 2012 17:15    Oggetto:   

Fedemone ha scritto:
L'ho appena finito di leggere, e devo dire che mi è piaciuto molto. Può sembrare un romanzo piatto, ma è nelo stile che risiede la sua buona fattura. Sostanzialmente tratta le stesse identiche cose di Neuromante, ma se nel 1983 erano fantascienza, adesso sono cose di tutti i giorni:

...

Io l'ho detestato. L'ho trovato piattissimo, assolutamente privo di mordente, con un buono stile, ma pur sempre piatto. Niente a che vedere con il Gibson dei vecchi tempi, ho amato per esempio Aidoru, ma Guerreros... niente da fare.
Può essere che l'abbia letto nel momento sbagliato, ma l'ho trovato comunque mancante di tutto quello spirito (ritmo, sense of wonder, qualunque cosa!) che mi aveva fatto innamorare di Gibson e della fantascienza molto tempo fa. E' stato un po' un tradimento, uno chock. Sarà per questo che l'ho detestato?
Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi anche essere il campione del mondo, ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.
Fedemone
Ghem-Lord Ghem-Lord
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MessaggioInviato: Ven 12 Ott, 2012 12:19    Oggetto:   

Cmq è vero, non ha un ritmo forte, anzi, e il sense of wonder è molto sottile, è più il fascino per il moderno in sè, che dello spettacolare. Anche il mistero su cui ruota il romanzo non punta nello strabiliare il lettore, quindi penso stia tutto nell'accettare un tipo di narrazione volutamente uniforme. A me sembra sia stata pensata proprio per far risaltare l'aspetto fantascientifico del quotidiano, con le sue marche e il relativo design, possibilità improbabili per una cosa come il GPS che ha penetrato a fondo le nostre vite e via dicendo.
Insomma, le stesse c ose che accadono in Neuromante erano fantascienza esotica, ora sono più ch euna realtà, una banalità. Oppure, possiamo vedere i tempi moderni con lo stesso occhio, e credere che viviamo in tempi eccitanti se solo volessimo.
HappyCactus
Horus Horus
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Località: Verona
MessaggioInviato: Ven 12 Ott, 2012 14:11    Oggetto:   

Fedemone ha scritto:
Cmq è vero, non ha un ritmo forte, anzi, e il sense of wonder è molto sottile, è più il fascino per il moderno in sè, che dello spettacolare.


Meglio accelerando di Stross, a sto punto allora.
Guerreros mi ha annoiato parecchio, sarà che la tecnologia la vivo tutti i giorni...

Citazione:

Insomma, le stesse c ose che accadono in Neuromante erano fantascienza esotica, ora sono più ch euna realtà, una banalità. Oppure, possiamo vedere i tempi moderni con lo stesso occhio, e credere che viviamo in tempi eccitanti se solo volessimo.


Beh, insomma. Neuromancer ha ritmo, e parecchio anche. Leggerlo oggi ti da le stesse emozioni, forse complice anche un linguaggio complesso che in Guerreros è sparito.
Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi anche essere il campione del mondo, ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.
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