Alastair Reynolds: 10 libri in 10 anni


Autore Messaggio
Corriere della Fantascienza
Redazione
Messaggi: 6396
MessaggioInviato: Mar 30 Giu, 2009 09:23    Oggetto: Alastair Reynolds: 10 libri in 10 anni   

Alastair Reynolds: 10 libri in 10 anni

Proprio mentre è in procinto di sbarcare in Italia con il suo Revelation Space, l'autore gallese firma un contratto da oltre un milione di euro con la Gollancz, confermandosi come uno dei grandi nomi della fantascienza contemporanea.

Leggi l'articolo.
AleMure
Morlock
Messaggi: 62
MessaggioInviato: Mar 30 Giu, 2009 11:08    Oggetto: Re: Alastair Reynolds: 10 libri in 10 anni   

Ciao X, qualche precisazione. La British Renaissance esiste e non me la sono inventata io, semmai la critica inglese stessa (confronta ad esempio Adam Roberts, il quale fra l'altro include, fra i molti altri, proprio Michael Chabon). Inoltre, l'accostamento Reynolds - Star Wars è molto indiretto. Ho solo detto che l'immaginario Star Wars POTREBBE avere creato l'humus ideale per una rinascita della space opera, precisando che poi Reynolds è una voce del tutto originale. Se tuttavia vuoi esplicitare meglio le tue motivazioni, secondo me ne viene fuori un dibattito molto interessante... Smile. Un saluto. Alessandro
Ernesto VEGETTI
Trifide Trifide
Messaggi: 220
Località: BorgomaNERO
MessaggioInviato: Mar 30 Giu, 2009 13:16    Oggetto: Re: Alastair Reynolds: 10 libri in 10 anni   

Alessandro l'Operese ha scritto:
Ciao X, qualche precisazione. <taglio>


Ma X è oramai stato censurato (o si è autocensurato: forza dell'abitudine Laughing ). Ergo la tua precisazione è superflua, forse...
Iterum Rudit Leo
X
Haut-Lord Haut-Lord
Messaggi: 1897
MessaggioInviato: Mar 30 Giu, 2009 13:36    Oggetto:   

Sì, avevo pensato di tenere privata la discussione con Alessandro. Comunque, questo è il commento postato in un primo momento e poi rimosso:

Si parla solitamente di Renaissance in riferimento al panorama scozzese. In ogni caso, Michael Chabon con il British Boom non c'entra e l'accostamento di Alastair Reynolds ([i]space opera + hard sci-fi) con [/i]Star Wars è quanto meno opinabile.

Non conosco l'opera (né letteraria né critica) di Roberts, ma anch'io mi sono ritrovato a parlare un po' inappropriatamente di Rinascimento Britannico, mettendo insieme in una locuzione onnicomprensiva realtà riconosciute - per quanto dai labili confini temporali - come British Boom, Brit Invasion e Nuovo Rinascimento Scozzese. Quindi va bene, era giusto una precisazione che volevo fare perché, in effetti, dell'identificazione di questa British Renaissance con un vero movimento non mi risultavano precedenti occorrenze.

Mi continua a sfuggire comunque l'accostamento di Chabon al panorama britannico, dal momento che anche come influenze e background culturale la sua opera mi sembra difficilmente assimilabile (e, soprattutto, di SF nella sua più vasta produzione mi risultano solo un romanzo ucronico - non solo lontano da Albione, ma anche più yiddish che yankee - e un raccontino umoristico).

Per quanto indiretto, infine, l'accostamento di Reynolds con Star Wars è ingeneroso e fuorviante. La tensione speculativa della space opera di Reynolds è sempre molto potente, lo sfondo sempre curatissimo sotto l'aspetto scientifico, e l'estrapolazione tecnologica sostenuta da una carica tanto forte da portarlo spesso a sconfinare nel cosiddetto filone postumanista. Niente di più lontano, insomma, dalla space opera dal sapore fantasy e retrò ideata da Lucas.

Che Reynolds sia una delle voci più originali emerse nell'ultimo decennio, è fuori discussione. Wink

Ciao e grazie,
X
Ex tenebris, veritas.

Holonomikon
AleMure
Morlock
Messaggi: 62
MessaggioInviato: Mar 30 Giu, 2009 14:37    Oggetto:   

X ha scritto:
Non conosco l'opera (né letteraria né critica) di Roberts, ma anch'io mi sono ritrovato a parlare un po' inappropriatamente di Rinascimento Britannico....


prima di tutto, consiglio a tutti di leggere (o rileggere) l'articolo di X al link, i'm humbled.

per quanto riguarda chabon, confesso che il collegamento comincia a sfuggire anche a me, mi sa che intendevo un altro, stasera vado a rivedere i miei appunti Very Happy

per quanto riguarda la British Renaissance, vedo che tutto sommato è un problema di "targhe".

su star wars invece non ti seguo proprio. non riesco a capire perché dovrebbe essere un accostamento fuorviante e non adeguato. distinguiamo il valore artistico di star wars (discutibile) dal suo valore storico. faccio un esempio: E.E. Doc Smith. Le serie Skylark e Lensman: forse oggi nel 2009, le sue interminabili space opera possono parere stucchevoli e perfino infantili, eppure sono servite ad avvicinare un'intera generazione di lettori alla fantascienza, ma hanno anche contribuito a preparare la generazione successiva di scrittori, che infatti era comunque piu' sofisticata, diciamo così. Non ci vedo nulla di fuorviante nel dire che una persona si possa avvicinare alla fantascienza (e alle space opera) attraverso qualcosa di piu' popolare come Star Wars e poi "evolversi" verso Reynolds, la cui tensione narrattiva hai ben descritto e si pone su ben altro livello.
X
Haut-Lord Haut-Lord
Messaggi: 1897
MessaggioInviato: Mar 30 Giu, 2009 15:16    Oggetto:   

Grazie per le precisazioni, Alessandro. L'articolo che linkavo comunque segnava il passo già pochi mesi dopo la sua stesura. Lo portavo a esempio solo per il discorso di "etichette" che stavamo affrontando.

Alessandro l'Operese ha scritto:

per quanto riguarda la British Renaissance, vedo che tutto sommato è un problema di "targhe".

su star wars invece non ti seguo proprio. non riesco a capire perché dovrebbe essere un accostamento fuorviante e non adeguato. distinguiamo il valore artistico di star wars (discutibile) dal suo valore storico. faccio un esempio: E.E. Doc Smith. Le serie Skylark e Lensman: forse oggi nel 2009, le sue interminabili space opera possono parere stucchevoli e perfino infantili, eppure sono servite ad avvicinare un'intera generazione di lettori alla fantascienza, ma hanno anche contribuito a preparare la generazione successiva di scrittori, che infatti era comunque piu' sofisticata, diciamo così. Non ci vedo nulla di fuorviante nel dire che una persona si possa avvicinare alla fantascienza (e alle space opera) attraverso qualcosa di piu' popolare come Star Wars e poi "evolversi" verso Reynolds, la cui tensione narrattiva hai ben descritto e si pone su ben altro livello.


Ok sul primo punto.

Sul secondo: non ne faccio una questione di valore artistico, ma di modelli di riferimento. Star Wars incarna una space opera che non trova punti di contatto con l'immaginario intriso di tecnologia e inquietudini postumane che ho avuto modo di apprezzare nei lavori di Reynolds che ho letto. Personalmente auspicherei sul serio il passaggio che tu descrivi (non dico "salto di qualità" per non entrare in conflitto con quanto ho sostenuto poche righe sopra Wink ), ma dubito che uno spettatore entusiasta di SW possa trovare altrettanti motivi di esaltazione nell'hard sci-fi di Reynolds, le cui opere sono spessissimo intrise di sfumature grigie quando non proprio cupe, e trasmettono uno spiccato senso del grottesco e del gotico.

Ciao,
X
Ex tenebris, veritas.

Holonomikon
Mostra prima i messaggi di:   
   Torna a Indice principale :: Torna a Commenti sulle notizie Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora

Vai a:  
Non puoi inserire nuove discussioni in questo forum
Non puoi rispondere alle discussioni in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum