Fondazione e la fantascienza d'Italia


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Autore Messaggio
Corriere della Fantascienza
Redazione
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MessaggioInviato: Mar 04 Ago, 2009 09:17    Oggetto: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

Fondazione e la fantascienza d'Italia

Numero quindici per la blasonata fanzine catanese. Pezzo forte del numero un'inchiesta sulla fantascienza italiana, con interviste con molti protagonisti del settore.

Leggi l'articolo.
Bruno Baronchelli
Hoka
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MessaggioInviato: Mar 04 Ago, 2009 09:17    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

Prima di tutto voglio rinnovare i miei complimenti alla redazione di Fondazione per l'ottima rivista che con tanta passione e professionalità (e si vede) continua a pubblicare. Dopo gli, non obbligati, elogi un paio di riflessioni scaturite dall'inchiesta sulla fantascienza italiana.
1) ho notato che in questa "inchiesta", come nelle storiche precedenti e nelle varie "tavole rotonde" che si sono susseguite (a volte un po' malinconicamente) nelle varie convention, manca sempre il punto di vista del "cliente" ovvero di chi , alla fine, decreta il successo o il fallimento delle attività dei vari "addetti ai lavori" (e considerare il "cliente lettore" un non protagonista mi sembra una vera e propria bestemmia).
Ve la immaginate un'azienda che, per capire perché un suo prodotto è andato male o non come auspicato, lo chiede a se stessa o cerca di capirlo solo dalla fredda analisi del venduto invece che fare un'indagine di mercato sui desiderata dei potenziali clienti? Sai quante inutili masturbazioni mentali ne scaturirebbero!
2) Mi sarebbe piaciuto leggere le risposte dei nostri addetti ai lavori alla seguente domanda (parafrasando la penultima): quale è stato il danno più importante che pensate di aver dato al mondo della fantascienza italiana?
S*
Grande Antico Grande Antico
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MessaggioInviato: Mar 04 Ago, 2009 10:06    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

(Bruno Baronchelli) ha scritto:
1) ho notato che in questa "inchiesta"...manca sempre il punto di vista del "cliente"


Vero, Bruno, ma quello che tu chiedi è tutto un altro tipo di inchiesta e tutto un altro ordine di problemi.
Non è che puoi intervistare Bruno Baronchelli per avere il parere "del cliente". Sarebbe certamente un parere molto interessante che personalmente sarei interessatissimo a leggere, ma sarebbe "UN" cliente. Per avere il parere dei lettori devi fare un sondaggio. E devi scegliere molto bene il campione, perché se prendi i lettori di Fantascienza.com, per esempio, avrai certamente risposte diversissime da quelle che otterresti chiedendo ai lettori della Elara (dei quali a detta di Malaguti solo il 13% ha internet, molto meno della media italiana, il che la dice lunga sulla loro età media). Anche se Fondazione avesse chiesto un parere a tutti i suoi lettori, avrebbe avuto comunque un campione sbilanciato (sarebbe tutta gente che bazzica nel fandom).

Citazione:
2) Mi sarebbe piaciuto leggere le risposte dei nostri addetti ai lavori alla seguente domanda (parafrasando la penultima): quale è stato il danno più importante che pensate di aver dato al mondo della fantascienza italiana?


Bella, bella!
Per quanto riguarda i danni causati da me, chiedete pure direttamente a Debora Montanari!
S*
dued
Subdirdir Subdirdir
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MessaggioInviato: Mar 04 Ago, 2009 11:29    Oggetto:   

Bellissimo numero, appena ricevuto, complimenti a tutta la redazione!

Ho iniziato a leggere. L'articolo sul film di Star Trek e' molto articolato e condivisibile Twisted Evil

L'inchiesta sulla fs la leggero' quanto prima con calma, mi incuriosisce molto. Wink
(Claudio C. )
Ospite

MessaggioInviato: Mer 05 Ago, 2009 07:03    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

A nome di Fondazione vi ringrazio per i complimenti. Poi, concordo con Brunos. Sarebbe molto interessante conoscere il punto di vista dei lettori; ma concordo anche con Silvio, in quanto Fondazione non potrebbe offrire una copertura adeguata di tutti i mille risvolti di cui é formato il vasto mondo dei lettori della fantascienza italiana i quali, se pur pochi, si dividono in mille, chiamiamole così, "parrocchie"Smile In quanto ai danni fatti da ognuno di noi alla SF nostrana, bhé! dopo questo numero non vorrei esser costretto a dirspondere: l'aver fatto una inchiesta sulla Fantscienza Italiana Smile
Bruno Baronchelli
Hoka
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MessaggioInviato: Mer 05 Ago, 2009 09:57    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

E' vero quello che scrive Silvio ma il "campione" non è neppure (se la vogliamo buttare sull'accademico) molto significativo per i curatori, editori, scrittori ecc... ecc... Ad esempio sarebbe interessante sapere ANCHE il parere dei curatori, editori che non si interessano di SF & C e di quelli che si sono chiamati fuori dal mondo dei fan ( ho letto casualmente su internet un'intervista sul momento della SF in Italia di Fanucci molto interessante). Non mi sembra comunque che i "soliti" (con tutto il massimo rispetto) 4 o 5 dell'articolo in oggetto "offrano una copertura adeguata di tutti i mille risvolti di cui é formato il vasto mondo della fantascienza italiana" (bella la tua frase, caro Claudio, ma deve valere per tutti e non solo per il povero "cliente"). Io comunque mi chiamavo fuori perchè non si può definire "cliente" chi compra acriticamente tutto. Intendevo dire, e ovviamente mi sono espresso male e quindi fatemelo dire terra terra, che manca sempre "quello che non ha interessi di bottega" o che non deve difendere il suo orticello. Chiamiamolo come ci pare, io avevo proposto di chiamarlo "cliente". Quello che ha il coraggio di dire di smetterla di spacciare ogni testo pubblicato come il libro dell'anno (se non del secolo) e l'autore come il nuovo Calvino. Si perde di credibilità e clienti. Vi è mai capitato di sentire chi (in ufficio, in palestra, sulla spiaggia o dove volete voi) casualmente ha letto uno di questi capolavori e ha detto :"ho letto un'emerita boiata - ah caro Fantozzi che gran maestro che sei stato!- presentata come un capolavoro... pensa che roba devono essere gli altri romanzi dello stesso genere!
X
Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mer 05 Ago, 2009 12:28    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

(Bruno Baronchelli) ha scritto:
Ad esempio sarebbe interessante sapere ANCHE il parere dei curatori, editori che non si interessano di SF & C e di quelli che si sono chiamati fuori dal mondo dei fan ( ho letto casualmente su internet un'intervista sul momento della SF in Italia di Fanucci molto interessante).


Ciao Bruno! Se ti riferisci a questa intervista, la trovo tutto fuorché interessante. Se non era quella, invece, allora mi sentirei di dire che Sergio Fanucci è tra gli editori meno indicati per parlare di SF, considerando che nell'intervista ad Affaritaliani.it spara a zero sul genere e lo fa sbrigativamente (in 4 parole) ma metodicamente (scegliendo più angolazioni).

Che Fanucci abbia sempre voluto emanciparsi dal ghetto, è un dato di fatto. E' altrettanto risaputa la scarsa considerazione in cui Fanucci ha sempre tenuto la fantascienza come etichetta, studiando in questi anni le più fantasiose strategie di fuga dall'immaginario di riferimento, culminate nell'invenzione (programmatica) di etichette maggiormente "presentabili" e/o spendibili, come testimoniano le operazioni AvantPop, Immaginario Questo e Immaginario Quell'Altro.

Da una parte, non si può negare che l'operazione gli sia riuscita. Nei mesi scorsi, essendomi ritrovato a parlare con lettori abitualmente lontani dalla SF, mi sono sentito ripetere a più riprese che PKD non è SF perché non si avvicina all'idea della SF che si erano fatti, e analoga sorte è quella toccata al Vonnegut di Feltrinelli o al Silverberg di Fazi.

Dall'altra rattrista la constatazione che, nella loro frenesia emancipatoria, molti editori non si sono fatti scrupoli a calpestare la dignità del genere. Fanucci è stato tra questi e continua a farlo tuttora, come dimostra l'intervista linkata, dove non si premura di pesare le parole pur sapendo di parlare a un giornalista e a un pubblico distanti dallo scenario della fantascienza, e per questo facilmente manipolabili.

Probabilmente, se anziché vendere Dick come autore fuori dagli schemi e tout-court e riferirlo a un immaginario incentrato sui miti di Hollywood, Fanucci si fosse premurato di ricondurne criticamente l'opera alla culla del suo genere di riferimento, anche la fantascienza avrebbe saputo trarre un vantaggio minimo dal pur giusto e innegabile successo commerciale di Dick.

Invece ci ritroviamo con editori che se ne vanno in giro con il certificato di decesso della fantascienza in tasca, incuranti del fatto che, se quella morte fosse avvenuta davvero, adesso dovrebbero averci in tasca un avviso di garanzia a loro carico con l'accusa di concorso in omicidio aggravato.

Cordialità,
X
Ex tenebris, veritas.

Holonomikon


Ultima modifica di X il Gio 06 Ago, 2009 07:30, modificato 1 volta in totale
S*
Grande Antico Grande Antico
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MessaggioInviato: Mer 05 Ago, 2009 14:48    Oggetto:   

X, condivido ogni parola (va be', magari escluso quell'"averci" nelle ultime righe).
Perché non espandi un po' il testo, lo dettagli, riporti il pezzo di intervista di Fanucci e non ci fai un articolino per Robot, due o tre cartelle?
S*
Lanfranco Fabriani 2
Trifide Trifide
Messaggi: 230
MessaggioInviato: Mer 05 Ago, 2009 15:02    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

X ha scritto:

Invece ci ritroviamo con editori che se ne vanno in giro con il certificato di decesso della fantascienza in tasca, incuranti del fatto che, se quella morte fosse avvenuta davvero, adesso dovrebbero averci in tasca un avviso di garanzia a loro carico con l'accusa di complicità in omicidio.

Cordialità,
X


Condivido al mille per mille

Ciao!

Lanfranco
dued
Subdirdir Subdirdir
Messaggi: 505
MessaggioInviato: Mer 05 Ago, 2009 16:00    Oggetto:   

Una domanda.

Giuro, non provocatoria, senza secondi fini, curiosita' pura. Angelico

Visto che qui si parla di sf e di Fanucci, binomio che sembrava definitivamente scisso, visto che da anni gli italiani la medesima casa editrice li vedeva col binocolo (messo al contrario per allontanarli allo sguardo Wink ), qualcuno mi sa spiegare la pubblicazione di ben tre libri di una autrice italiana, Laura Iuorio, e cioe', un antico vincitore (credo l'unico uscito) del premio Solaria, ripubblicato e si dice rivisto, piu' due seguiti?

Mi e' sembrata una notizia curiosa, ma non se ne parla in alcuna sede.

Percio' chiedo qui, se qualcuno sa rispondermi.
(Claudio C. )
Ospite

MessaggioInviato: Gio 06 Ago, 2009 07:52    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

Facendo parte della Banda di Fondazione mi fa piacere aver scatenato questo popo' di discussione con la nostra intervista...Comunque, risponderò a Bruno riguardo i "clienti" facendo osservare che di clienti puri, non compromessi, la realtà della Fantascienza Italiana ne ha veramente pochi. Praticamente siamo tutti clienti e operatori (chi non ha mai scritto un articolo o un racconto per una fanza qualsiasi?) di Fantascienza, poi ci sono i collezionisti (come Bruno appunto) che acquistano acriticamente. Il cliente lo si trova in libreria e in edicola (anche su internet, per carità, ma non con i numeri dell'edicola e della libreria), e per invadere le edicole e le librerie ci vogliono tirature titaniche, non so se mi spiego. Da questo punto di vista Fanucci è stato un editore contraddittorio, di cui non mi va di elencare i (pochi) meriti e i demeriti. In conclusione, lasciamo (noi di Fondazione) la patata bollente di un'inchiesta su "cosa vuole il lettore medio di fantascienza italiano" a chi ha i mezzi titanici di cui sopra, e speriamo che qualcosa salti fuori!
S*
Grande Antico Grande Antico
Messaggi: 11151
MessaggioInviato: Gio 06 Ago, 2009 08:46    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

(Claudio C. ) ha scritto:
Praticamente siamo tutti clienti e operatori (chi non ha mai scritto un articolo o un racconto per una fanza qualsiasi?) di Fantascienza


Ah no, questo non è vero! Posso smentirti subito! Io personalmente ne conosco almeno due, e si vocifera di un terzo dalle parti di Vercelli!

S*
Lanfranco Fabriani 2
Trifide Trifide
Messaggi: 230
MessaggioInviato: Gio 06 Ago, 2009 09:19    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

S* ha scritto:
(Claudio C. ) ha scritto:
Praticamente siamo tutti clienti e operatori (chi non ha mai scritto un articolo o un racconto per una fanza qualsiasi?) di Fantascienza


Ah no, questo non è vero! Posso smentirti subito! Io personalmente ne conosco almeno due, e si vocifera di un terzo dalle parti di Vercelli!

S*


Io 4! E tutti in ambito accademico. Sussiegosi bibliotecari, ricercatori,
professori associati, che poi, si scopre che sono lettori di fantascienza,
nessuno dei quali ha mai scritto un racconto.
Ciao!

Lanfranco
Bruno Baronchelli
Hoka
Messaggi: 42
MessaggioInviato: Ven 07 Ago, 2009 09:50    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

Chissenefregadifanucci. Non mi è simpatico, non lo frequento e i suoi libri li compro in libreria. Vedo che ho toccato, involontariamente, un nervo scoperto della trbù. L'ho citato perchè CASUALMENTE (usufruisco del servizio di Google sulle segnalazioni degli articoli sugli argomenti di interesse e io, ovviamente, ho indicato come argomento il "fantastico") avevo letto l'articolo un paio di giorni prima che mi arrivasse l'ottima rivista di Claudio e l'avevo trovato interessante SOLO perchè "diverso" dal solito bla bla sentito mille volte. Scusate ma il parere di Fanucci può piacere o no ma non capisco perchè non debba avere la stessa dignità di quelli espressi dei vari partecipanti alle "note" tavole rotonde. C'è stato a Roma una specie di festival della SF con tanto di tavola rotonda (Fantascienza.com ne ha dato notizia) e mi piacerebbe sapere quanti sono andati a sentire, io mi sono rifiutato dopo aver letto il nome dei partecipanti (per fortuna non ho un capo ufficio che mi obbliga, vero Fantozzi?). Un paio di domandine, una precisazione e una curiosità finale. Le domandine: non credete che le esperienze di chi lavora nello stesso campo non possano essere utili? Sicuri che i signori della Mondadori non abbiano nulla a che vedere con il crescente rifiuto della SF (sono anni che mi riesce difficile leggere un Urania) e che il colpevole vada ricercato nel proprietario di una piccola casa editrice al grande pubblico quasi sconosciuta? La precisazione: l'essere collezionista vuol dire essere un cliente che acquista tutto a prescindere dalla qualità presunta del "prodotto" ma sempre solo "cliente" resta. Di certo il sottoscritto non è, non lo è mai stato e non sarà mai un "operatore" .
La curiosità finale: chi decide chi sono le persone indicate a parlare di SF? Sarò strano ma conoscere il parere di un editore che ha stravolto a 360° la "mission" della sua casa editrice lo considero interessante.
Lanfranco Fabriani 2
Trifide Trifide
Messaggi: 230
MessaggioInviato: Sab 08 Ago, 2009 13:10    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

(Bruno Baronchelli) ha scritto:
C'è stato a Roma una specie di festival della SF con tanto di tavola rotonda (Fantascienza.com ne ha dato notizia) e mi piacerebbe sapere quanti sono andati a sentire, io mi sono rifiutato dopo aver letto il nome dei partecipanti (per fortuna non ho un capo ufficio che mi obbliga, vero Fantozzi?). Un paio di domandine, una precisazione e una curiosità finale. Le domandine: non credete che le esperienze di chi lavora nello stesso campo non possano essere utili? Sicuri che i signori della Mondadori non abbiano nulla a che vedere con il crescente rifiuto della SF (sono anni che mi riesce difficile leggere un Urania) e che il colpevole vada ricercato nel proprietario di una piccola casa editrice al grande pubblico quasi sconosciuta? La precisazione: l'essere collezionista vuol dire essere un cliente che acquista tutto a prescindere dalla qualità presunta del "prodotto" ma sempre solo "cliente" resta. Di certo il sottoscritto non è, non lo è mai stato e non sarà mai un "operatore" .
La curiosità finale: chi decide chi sono le persone indicate a parlare di SF? Sarò strano ma conoscere il parere di un editore che ha stravolto a 360° la "mission" della sua casa editrice lo considero interessante.


Se ti riferisci alla cosa al Teatro India, io sono andato a uno degli incontri,
ed è stata un po' un'impresa perché la cosa era pubblicizzata malissimo.
All'incontro a cui sono andato io, e non ero obbligato da un capoufficio,
c'erano un trenta-quaranta persone. La saletta era piccola e due o tre
persone erano in piedi sulla soglia.

Per quanto riguarda le altre domande: Penso che "la rivolta" nei confronti di Fanucci sia avvenuta soltanto perché lo avevi tirato in ballo tu. Per il resto non credo che qualcuno abbia detto che sia colpa di Fanucci se le cose vanno male, sarebbe veramente una stupidaggine troppo grossa. Puramente e semplicemente a qualcuno di noi da fastidio che pubblichi fantascienza ma eviti in tutti i modi di usare l'etichetta, "scippando", in tal
modo al genere un paio di grossi nomi che gli appartengono di diritto.
Questa almeno è la mia opinione e suppongo la stessa cosa intendessero gli altri intervenuti nella discussione a questo proposito.

Non sono sicuro che la colpa sia di Urania, anche se non escludo che
qualche errore possa essere stato fatto, su questo posso dire poco
perché al massimo posso dire se qualcosa piace o non piace a me, ma
io non rappresento i gusti del pubblico. Secondo me la colpa è che
in effetti la fantascienza è diventata scarsamente leggibile. Si è fatta
inutilmentre pretenziosa, inutilmente letteraria e molti degli autori che
circolano non ne hanno la capacità. E' palese che un buon due terzi dei
romanzi che circolano oggi potrebbero essere egregiamente risolti nella
misura di un romanzo breve o di un romanzo lungo, ma purtroppo
questo è quello che gira. E Mondadori stampa quello che trova. Poi,
se vuoi possiamo metterci a discutere ampiamente su questo tema,
che comunque esulerebbe dalla discussione iniziale

Per quanto riguarda la curiosità finale, non so proprio cosa dirti.
Suppongo che ognuno di noi, ogni giorno assegni ad altri il "diritto" di
parlare di qualcosa, sia la fantascienza o la programmazione o la
squadra di calcio. Smile Se invece tu ti riferivi a specifiche occasioni non
l'ho capito.

Ciao!

Lanfranco
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