Fondazione e la fantascienza d'Italia


Vai a pagina Precedente  1, 2
Autore Messaggio
Bruno Baronchelli
Hoka
Messaggi: 42
MessaggioInviato: Sab 08 Ago, 2009 17:00    Oggetto:   

Il fatto di essere stato appena operato al menisco mi costringe ad un riposo forzato e mi permette di dilungarmi su questo "interessantissimo" (?!?) argomento. Mi rendo conto che potrò sembrare un pò polemico e allora scusatemi e concedetemi la buona fede e il fine costruttivo.
Iniziamo dalla fine del post di Lanfranco: la curiosità si riferiva nel sapere chi è che da la pagella agli editori: "...Sergio Fanucci è tra gli editori meno indicati per parlare di SF.... " (Mr. X; a proposito chi è? Scusate l'ignoranza). Mi sembra poi leggermente azzardato questo giudizio su una persona che è cresciuta a pane e fantascienza (periodo della gestione paterna) e poi... non mi voglio ripetere. Infine se il solo citarlo crea una "rivolta".... mamma mia come SIETE messi male! (pensierino dedicato, ovviamente, solo a chi partecipa alla "rivolta").
Ritengo che sarebbe molto utile per agli addetti ai lavori (e interessante per me e quelle altre tre o quattro persone che conoscete come "non" operatori) apprendere non solo il pensiero di Fanucci ( a proposito, sul "nascondere" la SF mi sembra che sia arrivato ben ultimo. Non mi convincete signori rivoltosi!) ma anche quello di Sellerio, Sperling, Baldini e Castoldi, Armenia , Feltrinelli, Keltia, Giunti, Longanesi, Piemme, Rizzoli ecc.. ecc. ecc.., ad esempio sul perchè abbiano chiuso le loro collane dedicate alla SF e se, prima di farlo, abbiano fatto qualche analisi di mercato o si siano limitati al quantitativo del venduto (non pretendo che si siano basati sulle analisi proposte da Kotler).
Non credete che una tavola rotonda con un paio di queste persone possa essere leggermente più interessante?
La Libra/Perseo/Elaria, non è mai andata sul mercato "principalmente" per gli alti costi di distribuzione (non vorrei aver capito male) ma non mi risulta che ci sia da pagare una sovrattassa per i libri di fantascienza. Gli altri come fanno? Forse prorio Fazi, Gargoyle, ISBN, avrebbero qualcosa da dire e insegnare su come pubblicare (anche) SF. Una volta a Fiuggi (per carità cristiana mi mantengo sul vago) alcune motivazioni sul mancato sviluppo della SF italiana mi fecero ricordare un mio collaboratore molto brutto ma con un gran senso dello humor che un giorno se ne uscì così: "Non è vero che io sono brutto, sono le donne che non hanno gusto!".
Forza allora Mondadori e mondadorini con i ricicli dei ricicli, con i romanzi a bassi (presumo) costi per i diritti d'autore (GALOYUYE per il Millemondi Inverno!), con le quote rosa, perdon, italiane (il premio Italia di Urania non è in fin dei conti una quota rosa, aridaje, italiana?) ecc. ecc. tanto non siete voi che pubblicate cose impresentabili, sono i clienti che non hanno gusto e non sanno scegliere.
Una chiosa per Lanfranco: il capo ufficio di fantozziana memoria voleva essere una metafora per dire in modo scherzoso che ormai alle tavole rotonde- sia come attori che come spettatori - partecipa solo chi ha degli interessi specifici nel settore (i famosi "operatori": scrittori, traduttori, curatori, organizzatori di convention, editori ecc...che non hanno proprio alcun bisogno di un capo ufficio"esterno", avendolo incorporato)
S*
Grande Antico Grande Antico
Messaggi: 11151
MessaggioInviato: Sab 08 Ago, 2009 17:15    Oggetto:   

Guarda Bruno, io non credo che ci sia poi tutto questo bisogno di indagini sul perché e per come gli editori non pubblicano fantascienza. Oggi un libro di fantascienza può ambire a vendere duemila copie. Con duemila copie non ci ripaghi gli anticipi richiesti dagli agenti "grossi" - vedi Santachiara che ha gli autori di Ralph Vicinanza che ha la gran parte degli autori grossi di fantascienza.

Allora, devi inventarti cose.
O scopri l'autore nuovo col qual trattare direttamente.
O lavori con agenti "minori" e che hanno una maggiore attenzione al mercato specifico.
O compri i libri in stock in modo da avere prezzi buoni, e poi pubblichi la schifezza accanto al libro decente.
O riesci a vendere il libro di fantascienza a un pubblico non specializzato, evitando di classificarlo come fantascienza.
O pubblichi altre cose che vendono parecchio in modo da assorbire le perdite della sf, almeno finché non ti chiedui chi te lo fa fare di pubblicare sf.

Devo dire che tra tutte queste strategie, forse quella migliori è proprio quella di Fanucci. Se non altro è quella che rischia di trovare nuovi lettori.

Personalmente sono abbastanza convinto che il termine fantascienza oggi sia più dannoso che altro.
S*
jetscrander
Horus Horus
Messaggi: 5856
MessaggioInviato: Sab 08 Ago, 2009 21:02    Oggetto:   

S* ha scritto:
Personalmente sono abbastanza convinto che il termine fantascienza oggi sia più dannoso che altro.
S*


Sad Siamo a questo punto.


zaludozzz
S*
Grande Antico Grande Antico
Messaggi: 11151
MessaggioInviato: Sab 08 Ago, 2009 21:19    Oggetto:   

jetscrander ha scritto:
S* ha scritto:
Personalmente sono abbastanza convinto che il termine fantascienza oggi sia più dannoso che altro.
S*



ovviamente, parlo esclusivamente dal punto di vista commerciale e in ambito librario.
S*S
jetscrander
Horus Horus
Messaggi: 5856
MessaggioInviato: Dom 09 Ago, 2009 10:12    Oggetto:   

S* ha scritto:
jetscrander ha scritto:
S* ha scritto:
Personalmente sono abbastanza convinto che il termine fantascienza oggi sia più dannoso che altro.
S*



ovviamente, parlo esclusivamente dal punto di vista commerciale e in ambito librario.
S*S


Ah ecco!!!! mi hai fatto prendere un colpo, buone vacanze Very Happy


zaludozzz
Lanfranco Fabriani 2
Trifide Trifide
Messaggi: 230
MessaggioInviato: Dom 09 Ago, 2009 10:14    Oggetto:   

S* ha scritto:
Guarda Bruno, io non credo che ci sia poi tutto questo bisogno di indagini sul perché e per come gli editori non pubblicano fantascienza. Oggi un libro di fantascienza può ambire a vendere duemila copie. Con duemila copie non ci ripaghi gli anticipi richiesti dagli agenti "grossi" - vedi Santachiara che ha gli autori di Ralph Vicinanza che ha la gran parte degli autori grossi di fantascienza.

Allora, devi inventarti cose.
O scopri l'autore nuovo col qual trattare direttamente.
O lavori con agenti "minori" e che hanno una maggiore attenzione al mercato specifico.
O compri i libri in stock in modo da avere prezzi buoni, e poi pubblichi la schifezza accanto al libro decente.
O riesci a vendere il libro di fantascienza a un pubblico non specializzato, evitando di classificarlo come fantascienza.
O pubblichi altre cose che vendono parecchio in modo da assorbire le perdite della sf, almeno finché non ti chiedui chi te lo fa fare di pubblicare sf.

Devo dire che tra tutte queste strategie, forse quella migliori è proprio quella di Fanucci. Se non altro è quella che rischia di trovare nuovi lettori.

Personalmente sono abbastanza convinto che il termine fantascienza oggi sia più dannoso che altro.
S*


Adunque, stabilito però che il pubblico non è un deficiente, dovrebbe
risultare chiaro che l'assenza di termine dannoso, si deve accompagnare
a una assenza di contenuto altrettanto dannoso. Mi spiego, suppongo
che sia inutile pubblicare un'avventura spaziale senza il termine
fantascienza, come è inutile pubblicare un'avventura temporale, così
come è inutile pubblicare qualcosa basato su una scoperta scientifica.
Insomma, perché il gioco funzioni si può pubblicare senza l'etichetta
fantascienza soltanto il solito strapallosissimo noir contaminato di
fantascienza o ciò che puoi far passare per un gioco postmoderno.
Posso dire, da lettore di fantascienza, se la tenessero?

Comunque, vorrei far presente quanto segue a te editore, ed eventualmente anche ad altri. Nel corso di alcuni anni, io ho scoperto
dodici persone che leggono fantascienza, anche se magari molto
saltuariamente (meno di un libro l'anno). Altre due le ho scoperte
ieri. Ora, non stiamo parlando di persone che non leggono, e che
magari passano tutto il loro tempo davanti alla televisione, guardando
magari fantascienza, tutto il contrario, leggono molto (magari non molto
al di fuori della loro sfera professionale), non hanno nulla in contrario a
leggere fantascienza ma a quanto pare non se la ritrovano sotto le mani
quando vanno a comperare un libro.

Siamo sicuri che anziché fare un discorso relativo al pubblico che
non compra fantascienza a causa dell'etichetta non bisognerebbe
fare un discorso su come far sì che coloro che sono disposti a
spendere, sia pure saltuariamente, in fantascienza siano nelle
condizioni di farlo?

In ogni modo, un conto e non mettere l'etichetta fantascienza fuori, un altro è quello
di negare più o meno esplicitamente all'interno che il contenuto sia fantascienza.

Ciao!

Lanfranco
Bruno Baronchelli
Hoka
Messaggi: 42
MessaggioInviato: Dom 09 Ago, 2009 10:18    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

Grazie Silvio, hai espresso in modo perfetto quello che avevo cercato di dire e sei andato anche oltre con gli impliciti complimenti all'attività imprenditoriale di Fanucci. Per un vecchio appassionato come me fa male scrivere quello che ha scritto ma non si risolve certo un problema (se tale è o si vuole considerare) negandolo. Si potrebbe cominciare con non spacciare come capolavoro del secolo "la schifezza" o ghettizzando l'autore italiano nel recinto del "premio Urania" praticamente etichettandolo come un "diverso" (e se per un caso fortuito in un anno partecipano solo "schifezze" che si fa? Non si attribuisce il premio o si pubblica la "schifezza? Sai che bella pubblicità per la "SF" italiana!). Di quello che hai scritto condivido tutto ma permettimi di dire che una maggiore attenzione al mercato mondiale e una minore paranoica attenzione ai costi la Mondadori potrebbe permettersela; con la sua potenza mediatica (pubblicità e informazione) potrebbe operare maggiormente sulla leva dei ricavi (vedi caso Troisi) ampliando il mercato (cosa che certo non può immaginare di fare con la novecentesima ristampa inserita nelle collane come Epix , Urania Collezione o Millemondi). Molto probabilmente la Sf non è più minorenne e non piace al suo padroncino.
Infine il cerchio si chiude: dice Silvio "io non credo che ci sia poi tutto questo bisogno di indagini...", e delle tavole rotonde?
Se allora vogliamo solo giocare facciamolo a tutto campo, almeno è più divertente (con buona pace di quei pochi che si prendono ancora sul serio).
dued
Subdirdir Subdirdir
Messaggi: 505
MessaggioInviato: Dom 09 Ago, 2009 12:08    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

Intanto nessuno ha risposto alla mia domanda su Fanucci e la Iuorio. Crying or Very sad
Volevo pero' intervenire su un altro punto di questa interessantissima discussione. Premetto che condivido in linea di massima quello che scrive Lanfranco su opinioni e gusti del lettore. Non mi dilungo perche' al momento non ho il tempo di affrontare la discussione con la calma e la serieta' che richiederebbe. Pero' riguardo a
(Bruno Baronchelli) ha scritto:
... o ghettizzando l'autore italiano nel recinto del "premio Urania" praticamente etichettandolo come un "diverso" (e se per un caso fortuito in un anno partecipano solo "schifezze" che si fa? Non si attribuisce il premio o si pubblica la "schifezza? Sai che bella pubblicità per la "SF" italiana!).


Il premio Urania, con tutti gli indubbi e obiettivi meriti che ha, rimane comunque una vetrina limitata. Anche se qualche tentativo di promuovere piu' italiani (ad esempio Tonani) viene fatto.
Non lo dico come critica, ci mancherebbe, ma come constatazione. Certo, mi si potrebbe dire, hai partecipato, non hai mai vinto, e allora hai il dentino avvelenato. Wink

Non e' cosi'. Non e' del mio caso che parlo, ma di riflessioni sulla base delle opere scelte e pubblicate. Intendo dire che, al di la' dei meriti o demeriti del singolo romanzo partecipante, mi pare ci siano dei criteri nella valutazione di preferenza delle opere e nei gusti della giuria che privilegiano la presenza di certi elementi e scenari narrativi e ne escludono altri.
Quindi, esistono tutta una serie di potenziali romanzi interessanti che non verrebbero neppure presi in considerazione.
Non dico migliori o peggiori di quelli prescelti, solo diversi e ritenuti non compatibili con il premio.

Non e' un caso, pero', che il rilancio dell'Urania e il momento di massimo fulgore sia coinciso con la pubblicazione dei romanzi di Evangelisti, atipici a tutti gli effetti.
Forse, dico forse, un po' piu' di diversificazione e apertura a possibili scenari e contaminazioni ( non sempre e solo horror, thriller, noir Rolling Eyes ) aiuterebbe.

O forse, l'Urania ha quella connotazione, quella impronta, e va bene cosi'. Pero' forse editori con la potenza di fuoco di Mondadori o equipollenti potrebbero osare di piu', come e' stato fatto nel fantasy con la Troisi.
Riservando questo "di piu' " ad altre iniziative e collane, invece di procedere imperterriti con ristampe e poco altro.
S*
Grande Antico Grande Antico
Messaggi: 11151
MessaggioInviato: Dom 09 Ago, 2009 12:57    Oggetto:   

Rispondendo a Lanfranco: no, direi che c'è una gran quantità di sf che può essere letta senza problemi da chi non legge sf abitualmente, e quella può essere venduta senza etchetta. Il caso tipico è quello di crichton, ma ci sono molti autori e molti libri anche di autori più legati al genere.

Per esempio, tutti i libri di Sawyer possono essere letti da chiunque. Hanno un'idea di base di sf, ma quasi sempre è in elemento singolo. Inoltre sono sempre ricchi di considerazioni con le quali si può confrontare chiunque - il rapporto con la religione, il rapporto con la scienza.

Sawyer va fiero di considerarsi scrittore di sf - il suo sito è sfwriter.com - ma secondo me è proprio l'autoreideale per il discorso che facevo prima.

E attenzione: è sf vera, non noir ambientato nel futuro.

Su Fanucci: non ho mai nascosto di ammirarequello che ha saputo fare come imprenditore. Non mi sognerei per esempio di criticarlo perché fa i soldi con i libri per bimbeminkia. Va benissimo per far andare avanti la baracca.

Questo non vuol dire che sia d'accordo con lui quando liquida lasf in due righe dicendo che è morta e sepolta anche perché basta guardare altri media per accorgerei che e una corbelleria.

D'altronde ognuno ha le sue idee. Per esempio, io ho unastima enorme di Lippi, ha una cultura spaventosa nel fantastico e nella letteratura, ma nell'articolo di fondazione dimostra una chiusura totale aprioristica nei confronto della sf televisiva. Un peccato.

S*

sono stato breve perchè scrivevo dall'iphone
Lanfranco Fabriani 2
Trifide Trifide
Messaggi: 230
MessaggioInviato: Lun 10 Ago, 2009 12:53    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

(Bruno Baronchelli) ha scritto:
Grazie Silvio, hai espresso in modo perfetto quello che avevo cercato di dire e sei andato anche oltre con gli impliciti complimenti all'attività imprenditoriale di Fanucci. Per un vecchio appassionato come me fa male scrivere quello che ha scritto ma non si risolve certo un problema (se tale è o si vuole considerare) negandolo. Si potrebbe cominciare con non spacciare come capolavoro del secolo "la schifezza" o ghettizzando l'autore italiano nel recinto del "premio Urania" praticamente etichettandolo come un "diverso" (e se per un caso fortuito in un anno partecipano solo "schifezze" che si fa? Non si attribuisce il premio o si pubblica la "schifezza? Sai che bella pubblicità per la "SF" italiana!). Di quello che hai scritto condivido tutto ma permettimi di dire che una maggiore attenzione al mercato mondiale e una minore paranoica attenzione ai costi la Mondadori potrebbe permettersela; con la sua potenza mediatica (pubblicità e informazione) potrebbe operare maggiormente sulla leva dei ricavi (vedi caso Troisi) ampliando il mercato (cosa che certo non può immaginare di fare con la novecentesima ristampa inserita nelle collane come Epix , Urania Collezione o Millemondi). Molto probabilmente la Sf non è più minorenne e non piace al suo padroncino.
Infine il cerchio si chiude: dice Silvio "io non credo che ci sia poi tutto questo bisogno di indagini...", e delle tavole rotonde?
Se allora vogliamo solo giocare facciamolo a tutto campo, almeno è più divertente (con buona pace di quei pochi che si prendono ancora sul serio).


Premetto che riguardo al Premio Urania sono totalmente d'accordo con
te e penso di aver ripetuto quelle cose talmente tante volteche non ce
la faccio più.

Il discorso di Mondadori e Urania temo sia un pochino differente.
I ricavi di Urania all'interno del grosso ministero che è Mondadori credo siano talmente risibili che ho il sospetto che ogni tanto qualcuno si chieda
perché non chiuderla anche soltanto per risparmiare qualche riga nel
bilancio annuale. Quindi, ipotizzare che Mondadori spinga in
pubblicità mi pare totalmente irrealistico. Inoltre penso di non sbagliare
dicendo che Urania, come ogni altra collana, ha il suo budget fissato all'inizio dell'anno, e se per caso paga di più i diritti di un romanzo deve necessariamente pagare di meno quelli di un altro. Cosa che grosso
modo si potrebbe dire accade per ogni editore, ma mentre un editore
singolo può anche provare a stringere i denti e far slittare il maggiore
esborso sull'anno successivo, è una sua decisione, Urania non credo
proprio che abbia questa autonomia.

Qualche movimento sul fronte degli italiani si vede, ci sono stati dei
casi di opere fuori premio, e questo vuol dire molto, visto che c'è
stato un periodo in cui era ufficiale che vi sarebbe stato il solo italiano
scelto all'interno del premio e non veniva presa in considerazione
nessun altra proposta. Naturalmente poi si tratta di vedere
cosa accadrà realmente, ma le premesse ci sono, e non è che tutti
abbiano un romanzo nel cassetto pronto da dare via.

Ciao!

Lanfranco
Lanfranco Fabriani 2
Trifide Trifide
Messaggi: 230
MessaggioInviato: Lun 10 Ago, 2009 13:11    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

dued ha scritto:
Intanto nessuno ha risposto alla mia domanda su Fanucci e la Iuorio. Crying or Very sad


Dovresti chiederlo a Fanucci Smile Scherzi a parte, sul sito dell'autrice
leggo che ha in ballo un romanzo di fantasy per Fanucci, e comunque
"Il Sicario" viene definito "noir fantascientifico". Sigh!

dued ha scritto:


Non e' un caso, pero', che il rilancio dell'Urania e il momento di massimo fulgore sia coinciso con la pubblicazione dei romanzi di Evangelisti, atipici a tutti gli effetti.
Forse, dico forse, un po' piu' di diversificazione e apertura a possibili scenari e contaminazioni ( non sempre e solo horror, thriller, noir Rolling Eyes ) aiuterebbe.


Ni. In realtà, come dico spesso, senza voler nulla togliere a Valerio, è
stata anche l'epoca in cui I Biplani di D'annunzio hanno venduto uno
sfacelo di copie, anche il secondo romanzo di Mongai aveva venduto
molto, sicuramente più di 10000 copie. Quella, per intenderci, era
l'epoca in cui Urania, almeno con qualche numero, arrivava in libreria,
dove rimaneva qualche mese.
C'era quindi la possibilità di organizzare qualche presentazione, l'autore,
se ci riusciva poteva rimediarsi in qualche modo una pagina su un
giornale. La situazione in questo momento la conosciamo, Urania è
in edicola per un po' meno di un mese. Solitamente con una copia
per edicola, massimo due, comunque, quelle che l'edicolante vende
normalmente. Anche se si riuscisse a essere tempestivi con una
presentazione, gli ipotetici 15 lettori in più dovrebbero fare una fatica
bestiale per trovare il fascicolo (lo so per esperienza, che con due
premi urania mi sono sentito dire mille volte, "ma dove lo posso comperare?"
"Ho girato tutte le edicole di Roma ma non riesco a trovarlo
da nessuna parte", mentre teoricamente il numero doveva essere in
edicola (e il più delle volte ho finito per dare via le copie che mi
ero preso per me). E se anche i 15 nuovi lettori riuscissero ad arrivare
all'agognata copia, questo significherebbe che 15 vecchi lettori
smadonnerebbero perché qualcuno in edicola si è portato via la "loro"
copia.
L'alternativa è il servizio arretrati, 3 volte il prezzo di copertina, che
per un'Urania è una cifra assolutamente irrealistica, quindi la vita
e la morte di un romanzo si esaurisce in quelle tre settimane e in
un eventuale rispecaggio in bancarella.
D'altronde, visto che in queste condizioni il risultato di vendita è
sostanzialmente fisso, non può più avvenire la vendita clamorosa che
possa spingere a ristampare il romanzo o eventuali novità dell'autore in
una collana da libreria.

Opinione personale, naturalmente
Ciao!

Lanfranco
Bruno Baronchelli
Hoka
Messaggi: 42
MessaggioInviato: Mar 11 Ago, 2009 10:00    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

Caro Lanfranco con la risposta a "dued" (?) non fai che confermare il mio pensiero sulla Mondadori: basterebbe una migliore distribuzione e più fantasia (presentazioni, recensioni sui propri quotidiani o settimanali ecc...) per dare un po' di ossigeno alla SF. L'attuale metodo Mondadori è ovviamente perdente: io non investo nella distribuzione, nella pubblicità e nella ricerca di buoni libri (diritti d'autore) con l'ovvio risultato di avere un conto economico negativo. Ma ditemi quale prodotto o servizio al mondo "camperebbe" con la strategia mondadoriana! La mia esperienza trentennale nel marketing mi fa essere maligno: a volte le grandi aziende mantengono sul mercato un prodotto in perdita (potendo stornare i costi) per impedire le "new entry" (l'inglese è dedicato a chi non lo ama, è più "fine" che dire: "nuovi competitori"!)
Una precisazione a quanto detto sulla Mondadori: io "auspicavo" non "ipotizzavo", non sono così ingenuo.
dued
Subdirdir Subdirdir
Messaggi: 505
MessaggioInviato: Mar 11 Ago, 2009 12:47    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

Lanfranco Fabriani 2 ha scritto:
dued ha scritto:


Non e' un caso, pero', che il rilancio dell'Urania e il momento di massimo fulgore sia coinciso con la pubblicazione dei romanzi di Evangelisti, atipici a tutti gli effetti.
Forse, dico forse, un po' piu' di diversificazione e apertura a possibili scenari e contaminazioni ( non sempre e solo horror, thriller, noir Rolling Eyes ) aiuterebbe.


Ni. In realtà, come dico spesso, senza voler nulla togliere a Valerio, è
stata anche l'epoca in cui I Biplani di D'annunzio hanno venduto uno
sfacelo di copie, anche il secondo romanzo di Mongai aveva venduto
molto, sicuramente più di 10000 copie. Quella, per intenderci, era
l'epoca in cui Urania, almeno con qualche numero, arrivava in libreria,
dove rimaneva qualche mese.
C'era quindi la possibilità di organizzare qualche presentazione, l'autore,
se ci riusciva poteva rimediarsi in qualche modo una pagina su un
giornale.


O.K. che erano tempi piu' favorevoli, O.K. che anche romanzi piu' strettamente fs di quelli di Evangelisti poi hanno venduto bene; magari adesso, per le condizioni che tu descrivi, sarebbe piu' difficile iniziare un "trend positivo" (con buona pace di Nanni Moretti Laughing ) come quello.
Ma il mio punto era leggermente diverso: in ogni caso il rilancio in grande stile era coinciso con un'opera e un autore leggermente fuori dai canoni.

Dico solo che la fs in genere avrebbe molte possibilita', un amplissimo ventaglio di possibilita', almeno teoriche, per tornare a incuriosire i lettori, attirare pubblico, magari ricavarsi uno spazietto italico permanente.
Mentre Urania (ripeto, non critica, ma constatazione di fatto), per sua stessa natura privilegia alcuni temi e filoni narrativi su altri.
Esempi, parlando molto in generale: mi pare si preferiscano storie terrestri ad ambientazioni extraplanetarie. (Con l'eccezione di qualche avventura spaziale di stampo classico). Si privilegiano trame cyber thriller noir. Con protagonisti di un certo tipo.
C'e' stato un periodo ucronico. Ora mi pare ci si avvicini di piu' alle nuove tendenze transumaniste.
Va benissimo, e' legittimo, ci mancherebbe. Pero' molte possibilita' e correnti e filoni rimangono comunque fuori.

Ad esempio, un bel romanzo come Rupes Recta della Farris all'Urania non credo avrebbe avuto una possibilita'.
L'ha avuta con la Delos Books, e va benissimo, ma qui si stava parlando delle scelte di un grande editore, che potrebbe osare di piu', anche se la cosa, come dice Bruno Baronchelli, rimane a livello di auspicio.
Poi, insomma, se sbalio corigetemi. Wink

P.S. per Bruno Baronchelli: dued= Milena Debenedetti Smile
Lanfranco Fabriani 2
Trifide Trifide
Messaggi: 230
MessaggioInviato: Mer 12 Ago, 2009 07:24    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

dued ha scritto:

Dico solo che la fs in genere avrebbe molte possibilita', un amplissimo ventaglio di possibilita', almeno teoriche, per tornare a incuriosire i lettori, attirare pubblico, magari ricavarsi uno spazietto italico permanente.
Mentre Urania (ripeto, non critica, ma constatazione di fatto), per sua stessa natura privilegia alcuni temi e filoni narrativi su altri.
Esempi, parlando molto in generale: mi pare si preferiscano storie terrestri ad ambientazioni extraplanetarie. (Con l'eccezione di qualche avventura spaziale di stampo classico). Si privilegiano trame cyber thriller noir. Con protagonisti di un certo tipo.
C'e' stato un periodo ucronico. Ora mi pare ci si avvicini di piu' alle nuove tendenze transumaniste.
Va benissimo, e' legittimo, ci mancherebbe. Pero' molte possibilita' e correnti e filoni rimangono comunque fuori.


Non sono sicuro, probabilmente ne sai più di me, visto che io in questo
momento sto leggendo gli Urania di due anni fa (mentre quelli che
compro adesso si ammucchiano nella pila che andrà in lettura nel 2011)

Se stai parlando della produzione generale, credo che Urania segua
quello che è il mercato angloamericano e il suo andamento. Quello che
mi pare mancare proprio come sottogenere è la military sf, cosa che non
rimpiango. Per il resto mi sembra che venga battuto tutto, se noti una
ciclicità o periodizzazione non escluderei che questa non sia lo specchio
del mercato estero..

dued ha scritto:

Ad esempio, un bel romanzo come Rupes Recta della Farris all'Urania non credo avrebbe avuto una possibilita'.
L'ha avuta con la Delos Books, e va benissimo, ma qui si stava parlando delle scelte di un grande editore, che potrebbe osare di piu', anche se la cosa, come dice Bruno Baronchelli, rimane a livello di auspicio.


Il bellissimo romanzo "Rupes Recta", se fosse passato per il premio
Urania, tranne nel raro caso di uno scontro frontale con un altro
romanzo ugualmente valido, sarebbe passato. Nel caso
appunto dello
scontro, avrebbe avuto ottime possibilità di passare l'anno successivo.

Non voglio in alcun modo sminuire le vittorie dei colleghi, ma
caratteristica del premio Urania (ma anche di altri, soltanto che
il Premio Urania si è scelto un vincolo molto duro: la stampa a
novembre) è che c'è poco da scegliere, sia per
qualità intrinseca dell'opera che per la sua "prontezza". Un romanzo
splendido, ma con dei seri problemi strutturali (che l'autore dovrebbe
riuscire a risolvere nel giro di un paio di mesi, ammesso oltretutto
che lo voglia, perché c'è anche questo piccolo particolare da tener
presente: non puoi dichiarare un vincitore e poi scoprire che quello
non è disposto a toccare nemmeno una virgola e il finale non te lo
risistema, mandi in stampa ugualmente un romanzo sbilenco?)
ben difficilmente potrebbe essere scelto. Alcuni giurati
hanno ammesso che in alcuni anni c'è stato un solo papabile.

Uno spazietto già comincia ad esserci. Se dovesse rimanere
il principio del paio di romanzi l'anno sarebbe roba da vacche grasse.

Ciao!

Lanfranco
dued
Subdirdir Subdirdir
Messaggi: 505
MessaggioInviato: Mer 12 Ago, 2009 11:48    Oggetto: Re: Fondazione e la fantascienza d'Italia   

Lanfranco Fabriani 2 ha scritto:
Non sono sicuro, probabilmente ne sai più di me, visto che io in questo
momento sto leggendo gli Urania di due anni fa (mentre quelli che
compro adesso si ammucchiano nella pila che andrà in lettura nel 2011)

Se stai parlando della produzione generale, credo che Urania segua
quello che è il mercato angloamericano e il suo andamento.


No, mi riferivo solo al premio, agli italiani,e piu' che altro a impressioni/sensazioni relative.

Lanfranco Fabriani 2 ha scritto:
dued ha scritto:

Ad esempio, un bel romanzo come Rupes Recta della Farris all'Urania non credo avrebbe avuto una possibilita'.


Il bellissimo romanzo "Rupes Recta", se fosse passato per il premio
Urania, tranne nel raro caso di uno scontro frontale con un altro
romanzo ugualmente valido, sarebbe passato. Nel caso
appunto dello
scontro, avrebbe avuto ottime possibilità di passare l'anno successivo.

E' di questo, appunto, che non sono cosi' convinta. Ma basandosi su sensazioni c'e' poco da discuterne.

Lanfranco Fabriani 2 ha scritto:

Uno spazietto già comincia ad esserci. Se dovesse rimanere
il principio del paio di romanzi l'anno sarebbe roba da vacche grasse.



Su questo, invece, sono d'accordissimo.
Mostra prima i messaggi di:   
   Torna a Indice principale :: Torna a Commenti sulle notizie Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Vai a pagina Precedente  1, 2

Vai a:  
Non puoi inserire nuove discussioni in questo forum
Non puoi rispondere alle discussioni in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum