L’umano e disumano di Nessun uomo è mio fratello. Intervista


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Corriere della Fantascienza
Redazione
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MessaggioInviato: Dom 01 Nov, 2009 17:40    Oggetto: L’umano e disumano di Nessun uomo è mio fratello. Intervista   

L’umano e disumano di Nessun uomo è mio fratello. Intervista a Clelia Farris.

Esce nella collana Odissea della Delos Books il romanzo vincitore dell’omonimo Premio, ex aequo con quello di Paolo Lanzotti. Ne parliamo con l’autrice.

Leggi l'articolo.
MessaggioInviato: Dom 01 Nov, 2009 17:40    Oggetto: Re: L’umano e disumano di Nessun uomo è mio fratello. Interv   

L'articolo mi sembra buono, non conosco l'autrice del romanzo perchè non amo molto la fantascienza, ma essendo curiosa,ho letto l'articolo; auguri quindi al giornalista x l' intervista e all'autrice del romanzo, che devo dire mi ha incuriosita, forse lo leggerò ciao.
samuele nava
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Mar 03 Nov, 2009 23:00    Oggetto:   

Un romanzo che mi sento di consigliare. L'autrice porta avanti di pari passo le rivelazioni sul "mondo delle Vittime e dei Carnefici"" e la storia del protagonista. Succede sempre qualcosa, gli sviluppi sono continui. Forse delle tre parti la centrale è la meno coinvolgente, dal mio punto di vista, soprattutto in confronto, contrasto di certo voluto, con l'incalzante ultima parte, che ha un ritmo da thriller investigativo.
I rapporti tra i protagonisti esemplificano la dicotomia Carnefice-Vittima: i rapporti Padre-Figlio, Maestro-Allievo, Medico-Paziente, Padrone-Operai. Ma viene presentata anche l'Età Adulta come Carnefice della Giovinezza, la Consapevolezza e il Disincanto come Carnefici dell'Ingenuità. E poi, naturalmente, il Destino come Carnefice del Libero Arbitrio. Il destino di natura e il destino sociale e famigliare.
Non ho colto i riferimenti alla Sardegna, chiaro che sono solo serviti all'autrice per avere un terreno solido, reale, da usare per l'ambientazione. Di sardo, magari, ho trovato un'atmosfera "rurale" famigliare alla "Padre padrone" in alcuni momenti della prima parte.
In conclusione, e scusate la lungaggine di questa pseudo-recensione, un pensiero ispiratomi dalla lettura: il destino è carnefice del Libero Arbitrio, sì, però il Libero Arbitrio può essere Carnefice di ogni Carnefice.
Un saluto, Sam.
ammiraglio_naismith
Chtorr Chtorr
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MessaggioInviato: Mer 04 Nov, 2009 07:14    Oggetto: Re: L’umano e disumano di Nessun uomo è mio fratello. Interv   

Ho letto solo le note di copertina e mi appresto a ordinare il romanzo. In questi giorni ci si chiede cosa può fare la sf per una società sempre più alla deriva, sempre più violenta, sempre meno a misura d'uomo. La sf può anticipare e denunciare. Questo mi pare un esempio per tutti. Avanti così. Smile
Irene Vanni
Blobel Blobel
Messaggi: 164
Località: PI
MessaggioInviato: Gio 05 Nov, 2009 12:54    Oggetto: Re: L’umano e disumano di Nessun uomo è mio fratello. Interv   

(vittoria sordelli) ha scritto:
auguri quindi al giornalista x l'intervista.


Grazie Smile
Clelia
Morlock
Messaggi: 59
MessaggioInviato: Gio 05 Nov, 2009 22:19    Oggetto:   

Citazione:
auguri quindi al giornalista x l' intervista e all'autrice del romanzo, che devo dire mi ha incuriosita, forse lo leggerò ciao.

Grazie per gli auguri

Citazione:
Non ho colto i riferimenti alla Sardegna, chiaro che sono solo serviti all'autrice per avere un terreno solido, reale, da usare per l'ambientazione. Di sardo, magari, ho trovato un'atmosfera "rurale" famigliare alla "Padre padrone" in alcuni momenti della prima parte.

I riferimenti alla Sardegna sono presenti soprattutto nella prima e nella seconda parte del romanzo: mi sono ispirata ai luoghi, come la laguna di Oristano e le saline di Cagliari, ai balli tradizionali, alla ricorrenza delle anime, alla ribellione contro i baroni dello stagno di Cabras. Anche l'uso del termine tzio, tzia per indicare una persona anziana che non ti è parente è tipico della Sardegna (ma ho scoperto anche della Cina).


Citazione:
In questi giorni ci si chiede cosa può fare la sf per una società sempre più alla deriva, sempre più violenta, sempre meno a misura d'uomo.

Può indignarsi e non piegarsi al conformismo della violenza

Ciao Clelia
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