Nessun uomo è mio fratello


Autore Messaggio
Corriere della Fantascienza
Redazione
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MessaggioInviato: Mar 23 Mar, 2010 11:51    Oggetto: Nessun uomo è mio fratello   

Nessun uomo è mio fratello



Leggi la recensione.
ammiraglio_naismith
Chtorr Chtorr
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MessaggioInviato: Mar 23 Mar, 2010 11:51    Oggetto: Re: Nessun uomo è mio fratello   

Il romanzo è molto ben scritto, anche se non è esattamente il mio ritmo narrativo preferito. Clelia Farris conferma la sua predilezione per i temi dell'impegno e della riflessione sull'evoluzione di temi quali la cosiddetta diversità e la progressiva perdita di identità del genere umano. Se posso fare un unico appunto ho trovato troppe pause e cadute di ritmo durante la mia lettura, ma con ogni probabilità a farmi parlare è solo la mia cronica necessità di un alto livello di testosterone nella narrativa di genere. Ad averne, di autori come la Farris... Complimenti vivissimi all'autrice. Smile
Clelia
Morlock
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MessaggioInviato: Mar 23 Mar, 2010 19:59    Oggetto: Re: Nessun uomo è mio fratello   

Grazie per i complimenti.
Sul ritmo non hai tutti i torti, però non ho ancora capito se sia un mio problema "tecnico" e dovrei sforzarmi di velocizzare la narrazione, o se si tratta del mio passo e quindi farmene una ragione.
Ciao.

Clelia
l'Anto
del Consiglio dei Grigi del Consiglio dei Grigi
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MessaggioInviato: Mar 23 Mar, 2010 20:40    Oggetto:   

A me il ritmo nella prima parte è piaciuto molto, Clelia, mentre nella seconda mi risultava un po' troppo lento per lo svolgimento dei fatti.
Ecco, mi ha lasciata un po' perplessa il collegamento tra la prima parte e la seconda, come se fossero due racconti diversi e uniti solo, appunto, dal ritmo.

Tanti complimenti per l'argomento trattato.
Clelia
Morlock
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MessaggioInviato: Mer 24 Mar, 2010 20:42    Oggetto: Re: Nessun uomo è mio fratello   

Nella seconda parte del romanzo ho cercato di creare un'atmosfera di sospensione, di attesa, in cui il protagonista si ripiega su se stesso. Credo che la sensazione di stacco fra la prima e la seconda parte sia dovuta a questo.
Ciao.

Clelia
l'Anto
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MessaggioInviato: Mer 24 Mar, 2010 23:08    Oggetto:   

capisco, sì.

Però la prima parte mi è piaciuta di più Smile
Anacho
Goa'uld Goa'uld
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MessaggioInviato: Gio 25 Mar, 2010 14:04    Oggetto:   

l'Anto ha scritto:
capisco, sì.

Però la prima parte mi è piaciuta di più Smile


Io non vedo discontinuità nel romanzo, il protagonista segue un percorso quasi heinleiniano, lasciandosi trascinare dagli eventi nella prima parte, per poi passare al contrattacco (il carattere materno non è scomparso, evidentemente) nella seconda.
Ho trovato fantastica l'esplorazione di alcuni possibili rapporti Carnefice/Vittima, e altri me ne venivano alla mente mentre leggevo, mi sono anche chiesto se esistesse un detective assoldato dai Carnefici, farebbe veramente comodo scoprire chi è la propria Vittima.
Per questo ho trovato la seconda parte incalzante, quasi frenetica, cosa strana in un romanzo dove l'azione e i colpi di scena non sono molti (per quanto ben dosati).

Anacho
l'Anto
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MessaggioInviato: Gio 25 Mar, 2010 15:16    Oggetto:   

Anacho ha scritto:
mi sono anche chiesto se esistesse un detective assoldato dai Carnefici, farebbe veramente comodo scoprire chi è la propria Vittima.


e ancora più comodo sapere chi è il nostro carnefice Very Happy
Di solito per queste cose c'è lo psicologo Smile
ammiraglio_naismith
Chtorr Chtorr
Messaggi: 307
MessaggioInviato: Gio 01 Apr, 2010 12:44    Oggetto: Re: Nessun uomo è mio fratello   

Ma non vi pare che questo romanzo sarebbe stato meglio su uno scaffale mainstream, oppure in una categoria un po' meno compromessa col "genere" e con la sf in particolare? Perché l'ambientazione è bella, evocativa, forte, di denuncia, ma un po' indeterminata; c'è inoltre un intento da manifesto sociale molto forte. A tratti mi è parso addirittura un romanzo fantasy. Detto ciò, però, sono assolutamente convinto che con qualche sterzata Clelia può aspirare a riconoscimenti ben più importanti e al di fuori di questa famiglia fantascientifica...
Anacho
Goa'uld Goa'uld
Messaggi: 1002
MessaggioInviato: Ven 02 Apr, 2010 10:46    Oggetto: Re: Nessun uomo è mio fratello   

(ammiraglio_naismith) ha scritto:
Ma non vi pare che questo romanzo sarebbe stato meglio su uno scaffale mainstream, oppure in una categoria un po' meno compromessa col "genere" e con la sf in particolare? Perché l'ambientazione è bella, evocativa, forte, di denuncia, ma un po' indeterminata; c'è inoltre un intento da manifesto sociale molto forte. A tratti mi è parso addirittura un romanzo fantasy. Detto ciò, però, sono assolutamente convinto che con qualche sterzata Clelia può aspirare a riconoscimenti ben più importanti e al di fuori di questa famiglia fantascientifica...


Sicuramente il romanzo di Clelia può essere letto anche da chi non apprezza la fantascienza, bisogna vedere se un editore non di fantascienza sarebbe disposto a pubblicarlo.
Per chi legge e pubblica FS è normale accettare che ti appaia una C o una V da qualche parte e che per questo tu potresti uccidere o essere ucciso da un amico o da tua moglie/marito o da chiunque abbia il segno corrispondente.
Per chi non fa parte della casta dei privilegiati fantascientifici potrebbe diventare ostico immergersi in un mondo così simile e così differente dal nostro.
Certo, se Clelia un domani diventasse una scrittrice di mainstream affermata sarei contento per lei, se per farlo smettesse di scrivere FS un po' mi dispiacerebbe.
Piscu
Haut-Lord Haut-Lord
Messaggi: 1934
Località: unknown
MessaggioInviato: Lun 19 Apr, 2010 17:17    Oggetto:   

letto anch'io, e posso dire che mi è piaciuto, pur con qualche riserva.

intanto, come è già stato fatto notare, c'è una certa sproporzione tra la prima parte (narrata al passato) e la seconda (al presente). nella prima si può forse parlare della "formazione" del protagonista, ma a parte il rapporto con il padre e qualche personaggio che ritorna brevemente poco di quanto avviene allora ha una influenza diretta sulla seconda parte, che contiene invece i temi più profondi del romanzo, concentrati in pochi capitoli. insomma, una prima parte che è soprattutto "atmosfera" e una seconda "contenuto", almeno per come l'ho assimilato io.


inoltre ho un paio di perplessità sull'idea di fondo della storia, e vado in spoiler:

non ho capito se la comparsa dei "marchi" sia un'evoluzione spontanea della specie, una deliberata ingegneria genetica globale, o se si tratti di una specie di mondo alternativo in cui è sempre esistita. forse la cosa non ha molta importanza per le considerazioni che vengono fatte, ma sarebbe interessante sapere se si tratta di una situazione ricercata o naturale.

e poi, se ogni carnefice ha una sua specifica vittima, e l'intepretazione del marchio non è una cosa immeidata (si usano strumenti appositi) come può il carnefice conoscere qual è la sua vittima e approfittarne? e, tra miliardi di individui, quante probabilità ci sono che vittima e carenifce vengano a contatto?




nonostante queste perplessità è stata una buona lettura, coinvolgente, e sono d'accordo con chi dice che potrebbe benissimo affacciarsi sugli scaffali "mainstream" piuttosto che rimanere relegato nel nostro ghetto di seguaci della sf.
Paladino
Hoka
Messaggi: 48
MessaggioInviato: Mar 14 Set, 2010 12:03    Oggetto:   

Sperando di far cosa gradita, segnalo questa mia recensione al libro.


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