Umano >> Postumano >> Inumano


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Corriere della Fantascienza
Redazione
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MessaggioInviato: Dom 19 Giu, 2011 12:16    Oggetto: Umano >> Postumano >> Inumano   

Umano >> Postumano >> Inumano

Aggiornamento degli obiettivi: considerazioni sulle barriere umane e postumane e ridefinizioni del concetto di vitalità.

Leggi l'articolo.
7di9
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Dom 19 Giu, 2011 12:16    Oggetto: Re: Umano >> Postumano >> Inumano   

Bella riflessione, Sandro. Smile

Il mio contributo: ipotizzando per assurdo che, attraverso un upgrade, la conoscenza diventi Conoscenza, cosa ci assicura che per l'abiologico la felicità sia più accessibile, più a portata di "mente"? Davvero il male dell'uomo è solo nel suo essere carne bidimensionale? E se persino il suo "spirito" (e con ciò intendo tutto ciò che non è carne, quindi non necessariamente incorporeo, ma che, per esempio, dalla carne deriva o dalla carne prescinde) fosse "malato"?

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Domenico "7di9" Mastrapasqua
zoon
Blobel Blobel
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MessaggioInviato: Dom 19 Giu, 2011 13:19    Oggetto:   

grazie, domenico Smile

posso dirti (anzi, ribadirlo, visto che l'ho affermato nell'articolo) che per convinzione personale il concetto di bene e male per la nostra razza dipende da ciò che è nocivo alla nostra sopravvivenza di essere biologici. semplificando e in teoria, eliminando il biologico e rimanendo pura energia, il male si assottiglia e ben più difficilmente si corre il rischio di estinzione, quindi di essere preda del cosiddetto maligno.
Che buio sia. Fuori e dentro la connessione

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MessaggioInviato: Dom 19 Giu, 2011 15:29    Oggetto: Re: Umano >> Postumano >> Inumano   

L'idea della liberazione della vita dal vincolo del supporto fisico del sacco di carne è antica: dalle religioni alla filosofia, tutto sembra tendere verso questo obiettivo. Un obiettivo che, chissà, magari verrà raggiunto solo tra qualche secolo. Eppure noi siamo qui. La nostra vita non è inutile, perché abbiamo la possibilità di testimoniare la pre-singolarità, e le nostre parole, compresa questo piccolo scambio, avrà la stessa importanza della pietra scheggiata dal primo cacciatore...
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Lun 20 Giu, 2011 22:49    Oggetto:   

Le riflessioni di Sandro forniscono sempre raffiche di stimoli per le nostre metacortecce mai abbastanza evolute... Wink Rileggendo il suo articolo nel reticolo cartesiano delle mappe psichiche di Ballard, evocate da un altro bell'articolo di questo numero di Delos, sono stato colto da un'immagine epifanica, forse estemporanea, magari fuori luogo. Ma mi domando, anche a mo' di provocazione: non possiamo considerare dopotutto l'espressione artistica come un tentativo di esternazione della coscienza volto al superamento delle barriere dimensionali e dei limiti spaziali e temporali connaturati al nostro esistere biologico?

Un'opera d'arte, quale che sia la sua forma (letteraria, cinematografica, musicale, etc.), non riscrive i confini della personalità del suo autore, estendendoli al di là della sua durata vitale come una sorta di persistenza non-biologica della coscienza? Certo, da un punto di vista strettamente post-umano, non è la stessa cosa di sostenere che un individuo sopravviva alla propria natura biologia. Ma trovo comunque che in qualche modo i prodotti dell'ingegno costituiscano da sempre costrutti che codificano in maniera compiuta l'intelletto, la sensibilità, l'ispirazione, la visione del mondo, del loro artefice.

Parafrasando un'antica e obsoleta reclame, gli stimoli del postumano sono tutt'intorno a noi. Già da tempo... Rolling Eyes

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Ex tenebris, veritas.

Holonomikon
zoon
Blobel Blobel
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MessaggioInviato: Mar 21 Giu, 2011 10:40    Oggetto:   

impossibile darti torto, ragasso. impossibile. uscire dal proprio carapace biologico per lasciare se stessi in un romanzo, racconto, musica, film, sia per le generazioni successive sia per sopravvivere come energia, oltre la propria vita biologica, è un traguardo che non è di facile raggiungimento. poi, purtroppo, per l'individuo che crea arte si ritorna sempre al corpo biologico, che invecchia, deperisce. gli stimoli del postumano sono già tutt'intorno a noi, vero, e qualcuno anche dentro noi, ma se la cosa continuasse esponenzialmente fino a farci trascendere la qualità fisica che abbiamo, rimanendo "vivi" e "senzienti", coscienti dell'enormità che c'è "oltre" la nostra vita biologica e limitata, penso che ne guadagneremmo tutti.

intanto, son d'accordo, raccogliamo tutto quello che è possibile, e godiamocelo Wink
Che buio sia. Fuori e dentro la connessione

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7di9
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Mar 21 Giu, 2011 11:41    Oggetto: Re: Umano >> Postumano >> Inumano   

@ X: illuminante, a questo proposito, la prefazione di Guido Antonelli a SuperNeXT, che, seppure in maniera (ovviamente) diversa, parla proprio di postumanismo o comunque di postumanesimo ex arte.
Domenico "7di9" Mastrapasqua
MessaggioInviato: Mar 21 Giu, 2011 13:36    Oggetto: Re: Umano >> Postumano >> Inumano   

Tutto ciò che siamo, pensiamo, facciamo è possibile solo grazie al fatto
che SIAMO un corpo.
Un corpo limitato e sensibile, attraente e ripugnante, forte e fragilissimo.
Pensieri ed emozioni che sono resi possibili da neuroni, sangue, viscere ed ormoni.
Tutti i nostri limitati progressi morali (l'umanità, la fratellanza,
il riconoscimento dell'Altro) sono stati resi possibili dalla presa di
coscienza della "sacralità" (passatemi il termine, anche laicamente parlando)
del corpo: senza corpo noi non ci siamo.

Io non so cosa accadrà fra 100, 1000 o un milione di anni: forse sarà
inevitabile una trasformazione in energia senziente ... ma qualunque cosa che
questa energia sarà, penserà, farà non ci riguarderà ... sarà radicalmente
diverso da noi e noi non POSSIAMO FISICAMENTE giocare al suo gioco.

Comunque, noi non lo vedremo. Cresceremo, creeremo, ameremo, invecchieremo
e (ahimè) moriremo nei nostri corpi ... Malgrado tutto ciò, ovviamente auguro
a tutti una lunga vita e l'augurio di poter esprimere al meglio le
potenzialità che il nostro corpo ci mette a disposizione.
senji
Horus Horus
Messaggi: 2697
Località: toscana
MessaggioInviato: Mer 22 Giu, 2011 11:07    Oggetto:   

Che bella discussione!!

Molto interessante davvero, anch'io mi sono trovato spesso in pensieri molto simili a quelli suddetti e dell'articolo di Sandro e fa piacere "scoprire" che altre persone la pensano in modo tanto analogo al tuo.

Si, anch'io ritengo che questa nostro confinamento in corpi biologici tanto limitati ed oppressi da un'infinità di bisogni ed obblighi fisiologici sia una terribile prigionia per il nostro spirito. Spirito che una volta libero ed "espanso" nell'immensità dell'universo potrebbe raggiungere potenzialità oggi inimmaginabili.
Certo, oggi è impensabile scindere la parte spirituale da quella carnale e, come già detto, è possibile che l'una sia il frutto dell'altra, inscindibilmente legate e collegate. Ma potrebbe anche non essere così, oppure potrebbe non esserlo in futuro ... chi può dirlo?
Anch'io penso che sostanzialmente l'Umanità sia un cancro nocivo per questo pianeta e se oggi stesso potessimo espanderci nella galassia cosa Le faremmo? Probabilmente saremmo un cancro anche per lei... Noi uomini siamo così strani e complessi, abbiamo grandi potenzialità ma anche abissi così profondi e bui che .... Frrrreddoooo
Basti pensare questo: se oggi magicamente l'umanità scomparisse dalla faccia della Terra, così di punto in bianco ... che danno ne potrebbe venire? Danno?! Nessun danno, non solo il pianeta non si accorgerebbe della nostra mancanza come un danno ma ne avrebbe certamente un sacco di benefici... Crying or Very sad

Però, insomma, che tutta la nostra evoluzione, il nostro essere senzienti e superiori ... sia un terribile errore, uno sbaglio evolutivo (o che altro? un terribile e cinico esperimento di una razza superiore?) è dura da pensare... che la nostra esistenza sia del tutto priva di significato e di scopo è un macigno difficile da digerire...
Per questo io mantengo ancora un po' di speranza e forse se domani riusciremo anche ad affrancarci da queste prigioni di carne forse potremmo... evolverci davvero.
Mirsky
Hoka
Messaggi: 35
MessaggioInviato: Lun 03 Ott, 2011 10:13    Oggetto:   

Vorrei citare soprattutto Greg Egan e le sue visioni che mi portarono a riflessioni simili, ponendo però l'uomo in una scomoda posizione centrale di responsabilità verso il proprio ambiente ma ancora di più come mezzo evolutivo necessario nella linea di creazione dell'universo. Con l'uomo e l'evoluzione "digitale" che esso avrà, l'universo ha preso autocoscienza e spiegherà se stesso.


L'universo disse "io penso quindi sono".
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