Lost: una scena tagliata svela il segreto


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Lord of Chaos
Eloi Eloi
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MessaggioInviato: Lun 01 Ago, 2011 16:46    Oggetto:   

Stai facendo confusione.
Per prima cosa, vanno separati i telefilm serializzati da quelli a episodi auto conclusivi. E' chiaro che non ha molto senso confrontare Lost con Hercules/Xena, o con Buffy e Xfiles, o Smallville - almeno, non finché si deve dare un giudizio complessivo.
Nella rinascita dei telefilm dell'ultimo decennio, Lost è stato il primo a proporre una struttura altamente serializzata, e questo spiega buona parte dell'iniziale successo. Non è un caso che in molti abbiano cercato di copiarlo pari pari, fallendo appunto perché l'elemento sorpresa era esaurito. Anche serie come BSG o True Blood in realtà non raggiungono la complessità della sua trama orizzontale.
Un'altra caratteristica che ha contribuito al successo di Lost è l'abbondanza di misteri e indizi che vengono aggiunti ogni singola puntata. C'è un motivo se vadano di moda Dan Brown e i film sui misteri dei templari.
Ultima ma non meno importante, la forza dei sentimenti e dell'immedesimazione. Tra i naufraghi c'è un tipo per ogni spettatore, e interagiscono secondo schemi ben calcolati, spesso giocando sugli opposti (il professionista di successo che si innamora della fuggitiva, religioso vs ateo, la brava ragazza e il ribelle con la chitarra, ...), mentre le puntate personaggio-centriche solidificano il rapporto con lo spettatore. Il contrasto "misteriosa isola nel presente"/"mondo reale nei flashback" permette un'immedesimazione di livello ancora più avanzato, simile a quella che sperimenta un lettore di fantasy: il processo cioè di pensare a cosa si avrebbe fatto in quella particolare situazione, al posto di quel personaggio.

Riassumendo, il successo di Lost non è dovuto al fatto di essere "solo Hardcore", perché altrimenti lo stesso sarebbe dovuto succedere con tante altre serie, che invece non hanno superato la prima stagione (Flashpoint, The Event). E' invece dovuto a una scaltra ideazione, seguita da una sceneggiatura di qualità.
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MessaggioInviato: Lun 01 Ago, 2011 19:29    Oggetto:   

Lord of Chaos ha scritto:
Stai facendo confusione.
Per prima cosa, vanno separati i telefilm serializzati da quelli a episodi auto conclusivi. E' chiaro che non ha molto senso confrontare Lost con Hercules/Xena, o con Buffy e Xfiles, o Smallville - almeno, non finché si deve dare un giudizio complessivo.


No, non faccio confusione.
Non c'è questa separazione tra episodi autoconclusivi e "telefilm serializzati". I serial hanno solitamente una trama ampia e generale che si dipana lungo tutta la loro durata e sottotrame autoconclusive per ogni singola puntata. Con varie eccezioni, ovviamente.
Così è per tutti i serial che hai citato, questa è la formula generale e che Lost non ha rispettato. In questa sua eccezionalità forse c'è parte del appeal che ha riscosso. Poi certo la sceneggiatura, l'idea scaltra, il suo sviluppo. Ce ne sono a decine di buoni prodotti che non avranno mai il successo di Lost.
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MessaggioInviato: Mar 02 Ago, 2011 01:38    Oggetto:   

L01CYL8 ha scritto:

No, non faccio confusione.
Non c'è questa separazione tra episodi autoconclusivi e "telefilm serializzati". I serial hanno solitamente una trama ampia e generale che si dipana lungo tutta la loro durata e sottotrame autoconclusive per ogni singola puntata. Con varie eccezioni, ovviamente.


Forse non era chiaro, ma quando parlo di telefilm serializzati mi sto riferendo al termine tecnico americano "Serial Drama".
In un serial caratteristico ogni singola puntata contribuisce allo sviluppo della trama, senza che vi siano episodi indipendenti o filler: è il caso di Twin Peaks (giusto per nominare un cult), di 24, di Heroes, BSG, Caprica, ..., Lost. In nessuna delle serie che ho nominato ci sono episodi auto-conclusivi - in BSG forse attorno alla 2° o 3° stagione, ma ritornò subito in rotta.

I serial di cui tu parli sono in realtà definiti Procedural Drama, in cui cioè ogni singola puntata ha una trama auto-conclusiva. Erano una struttura in origine caratteristica dei Crime (e questo spiega il termine procedural), ma oggi la si trova praticamente ovunque (nei medical, nelle serie sci-fi, commedie, ...). Generalmente una trama di sfondo, spesso sottile e fumosa o che interviene in una manciata di puntate a stagione (magari la premiere e il finale), unisce gli episodi perché così si ha più materiale e non si corre il rischio di estraniare lo spettatore. Esempi sono Castle, House, CSI & co., gli Star Trek, XFiles e Fringe...

E' una distinzione chiara e che c'è da tempo. Non è stata inventata da Lost, né rinnovata o riportata in auge da esso. Ognuno dei due modelli ha punti deboli e forti - i Serial necessitano di una trama più solida e ogni puntata sotto tono provoca danni considerevoli, ma d'altra parte iniziano col botto e tengono più stretti gli ascoltatori; i Procedural sono più semplici da girare, durano più serie senza problemi, ma sono generalmente di minore qualità e hanno ascolti più ballerini.

Ripeto: Lost non ha fatto così tanto successo perché è "hardcore", ma per ben altri motivi. Wink
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MessaggioInviato: Mar 02 Ago, 2011 08:47    Oggetto:   

L01CYL8 ha scritto:
I serial hanno solitamente una trama ampia e generale che si dipana lungo tutta la loro durata e sottotrame autoconclusive per ogni singola puntata. Con varie eccezioni, ovviamente.


Non la metterei così.
Direi piuttosto che da una parte ci sono le serie con episodi eutoconclusivi, dall'altra le serie completamente serializzate, e in mezzo tutta una gamma di vie di mezzo.
Una volta quasi tutte le serie erano del tutto autoconclusive, era proprio una regola finire l'episodio con un "reset" che sistemasse le cose in modo da ripartire sempre dalle stesse condizioni iniziali. Star Trek serie classica per esempio è così, tant'è che puoi rimescolare tutti gli episodi, incluso pilot e finale, senza che cambi nulla.
Le soap opera sono sempre state l'estremo opposto, serializzazione totale. Per un certo tipo di serie, meno impegnativa, è più vantaggiosa la prima impostazione; per serie più di nicchia la seconda. Tuttavia in tempi recenti è diventato comune l'inserimento di una sottotrama "fil rouge", che aiuta anche una serie episodica a far tornare gli spettatori di settimana in settimana.
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MessaggioInviato: Mar 02 Ago, 2011 13:32    Oggetto:   

Quindi in accordo con te, LoC, gli hardcore telefilm si chiamano serial drama, mentre i casual sono detti procedural drama.
S*, tu aggiungi che negli ultimi tempi c'è stata una certa qual commistione dei due modelli, ma tutto ciò, a parte essere correttamente didascalico, non sposta di una virgola le ragioni di un successo che è, come sempre, frutto di una pluralità di fattori, ma che tanta parte deve al format di serial drama con elementi weird. Ecco perché le soap sono seguite, prima di loro i fotoromanzi, prima di loro i racconti radiofonici. Una storia che si dipana lungo tutta la sua linea temporale, da hardcore audience. Più correttamente, da serial drama audience. Smile
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MessaggioInviato: Mer 03 Ago, 2011 14:34    Oggetto:   

E' proprio sbagliata la metafora. La divisione tra serial e procedural non ha nulla a che vedere con un'audience hardcore o casual: sono semplicemente due modalità diverse per produrre un telefilm.
Lost, nonostante la tua classificazione, ha spopolato anche e soprattutto tra gli spettatori che, in ambito videogame, non esiteresti a definire casual: non particolarmente fedeli, spesso bisognosi disperatamente del riassunto a inizio puntata, meno legati alla trama e più interessati ad un salto sporadico nel bel mondo dell'isola magica.
In opposto, uno show tendenzialmente procedural quale Fringe può attirare spettatori ben più impegnati, ma in virtù dei temi e degli sviluppi delle puntate, non del format. Conosco persone che non si perdono mai una puntata di Dr. House, e che ne ricordano a perfezione i casi delle primissime stagioni: non proprio casual, direi...

E, in ogni caso, se per te il successo di Lost è dovuto in tanta parte solo all'essere un "serial drama con elementi weird", devi spiegarmi anche perché Flashforward e The Event e molti altri show sono crollati così miseramente. Wink
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MessaggioInviato: Mer 03 Ago, 2011 15:31    Oggetto:   

Lord of Chaos ha scritto:
E' proprio sbagliata la metafora. La divisione tra serial e procedural non ha nulla a che vedere con un'audience hardcore o casual: sono semplicemente due modalità diverse per produrre un telefilm.
Lost, nonostante la tua classificazione, ha spopolato anche e soprattutto tra gli spettatori che, in ambito videogame, non esiteresti a definire casual: non particolarmente fedeli, spesso bisognosi disperatamente del riassunto a inizio puntata, meno legati alla trama e più interessati ad un salto sporadico nel bel mondo dell'isola magica.
In opposto, uno show tendenzialmente procedural quale Fringe può attirare spettatori ben più impegnati, ma in virtù dei temi e degli sviluppi delle puntate, non del format. Conosco persone che non si perdono mai una puntata di Dr. House, e che ne ricordano a perfezione i casi delle primissime stagioni: non proprio casual, direi...


Non capisco come fai a sostenere una cosa del genere.

È evidente che il procedural è più adatto al casual e il serial all'hardcore. Ci possono essere eccezioni visto che possono influire altri fattori. Ma è chiaro che il serial è fatto per fidelizzare gli spettatori, da cui ia creazione di un pubblico hardcore.

Il pubblico di Lost era il pubblico più hardcore che si sia mai visto, altro che casual.
E tanto Fringe quanto House hanno fortissime componenti serial. House ha un arco narrativo che caratterizza ogni stagione.

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MessaggioInviato: Mer 03 Ago, 2011 23:03    Oggetto:   

Lord of Chaos ha scritto:
E, in ogni caso, se per te il successo di Lost è dovuto in tanta parte solo all'essere un "serial drama con elementi weird", devi spiegarmi anche perché Flashforward e The Event e molti altri show sono crollati così miseramente. Wink


Perché fatti male o meno bene? No, non voglio scivolare sul filo dell'arcinoto rasoio Ockhamiano, ma se tutte le serie fatte con la medesima cura e con lo stesso format riscuotessero l'identico successo allora saremmo alla "serializzazione emotiva" dell'audience, non più del prodotto. Sarebbe un formidabile strumento di controllo di massa, ma questo è un altro discorso.

Il successo di una serie forse dipende dalla quantità di "leve emotive" che riesce ad attivare nella pluralità degli spettatori, generalmente suddivisi in target di appartenenza, ma tu stesso mi hai detto che l'audience di Lost era tra la più varia, dal ragazzino, al trentenne, alla signora in là con gli anni.
L'originalità della storia, ma come Lost ce ne sono state altre, forse più originali, sicuramente di minor successo.
L'hype dato al prodotto, l'enfasi che i mass media hanno riservato alle notizie riguardanti Lost e che ha attirato per curiosità un bacino d'utenza sempre più grande, ma anche qui: diverse serie pubblicizzate e "pompate" dai media allo stesso modo, non hanno avuto lo stesso successo.
La bravura degli attori? Non conosco Lost così bene da poterlo affermare, ma di attori bravi ce ne sono anche in altre serie meno fortunate.

Insomma, questi fattori hanno in varia misura contribuito, ma l'elemento primo ed evidente del successo di Lost è stato lo sviluppo di un romanzo nelle sue stagioni, dove un episodio sussegue e sviluppa il precedente, senza unità di tempo e spazio, ma con la coralità di un'unica storia raccontata da varie angolazioni. Un romanzo, insomma.
Come romanzate sono le soap opera e tutti i serial drama, anche Twin Peaks aveva un'affezionata e attenta hardcore audience.
Quindi no, non credo che la metafora sia sbagliata, ma penso che il formato di racconto scritto in "flusso di varie coscienze" sia il principale motivo di successo e dell'interesse che ha riscosso Lost.
A questo punto poco importa se la storia sia stata pensata completamente all'inizio o aggiustata in corso d'opera, è il prodotto ad essere notevole, non il suo confronto con altri, magari più lineari e coerenti.
Come ho scritto all'inizio non sono stato affascinato da Lost, mi rendo conto di essere minoranza, ma intuisco che il suo successo tanto debba alla modalità di racconto della storia che alla storia in sè. Più tutto quello che ho scritto sopra.
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MessaggioInviato: Dom 07 Ago, 2011 17:46    Oggetto:   

S* ha scritto:

Non capisco come fai a sostenere una cosa del genere.

È evidente che il procedural è più adatto al casual e il serial all'hardcore. Ci possono essere eccezioni visto che possono influire altri fattori. Ma è chiaro che il serial è fatto per fidelizzare gli spettatori, da cui ia creazione di un pubblico hardcore.

Il pubblico di Lost era il pubblico più hardcore che si sia mai visto, altro che casual.
E tanto Fringe quanto House hanno fortissime componenti serial. House ha un arco narrativo che caratterizza ogni stagione.

S*


Premettendo che per me casual/hardcore è una divisione che non ha senso né per i videogiochi (almeno da 4-5 anni a questa parte) né tanto meno per i telefilm, forse non siamo d'accordo sulla definizione dei termini. Se però proprio vogliamo definirli, per me oggi la differenza tra hardcore e casual è l'impegno mentale richiesto, non l'ammontare di tempo che si spende. Per dire, se uno gioca a Farmville, su facebook, cinque ore al giorno, io lo ritengo sempre un giocatore casual, perché, nonostante il tempo speso, mancano importanti caratteristiche come la necessità di concentrazione, di pratica, di competizione, di conoscere a fondo le meccaniche di gioco. Al contrario, un giocatore con "equipaggiamento" costoso e di qualità (mouse e tastiera, per esempio), membro di un clan con cui partecipa a competizioni, profondamente concentrato mentre gioca, è hardcore anche se gioca saltuariamente e per meno tempo del giocatore dell'esempio precedente. Ormai i videogiochi sono sufficientemente accettati e inseriti nella nostra società (in Italia non ancora) che un discorso di tempo ha poco significato; giusto per citare un esempio: se io gioco ad X in modo disimpegnato, leggero e saltuario, ma poi lo guardo giocare da altri per ben più tempo (il fenomeno degli e-sport), cosa sono, hardcore o casual?
Lo stesso per i telefilm. Una casalinga che guarda Beautiful stirando o cucinando, anche se lo fa regolarmente, non sono così sicuro sia hardcore. O, ancora, la ragazzina che guarda il telefilm sui vampiri perché c'è il bel protagonista, e lo fa ogni lunedì con precisione millimetrica e se ne frega per il resto della settimana, è casual? E chi registra uno show e lo guarda quando ha voglia, anche accumulando diverse puntate, ma sa a memoria le vecchie e si riguarda spesso le repliche, magari scrivendone su forum e blog, è casual o hardcore? O è casual solo se è un procedural, e hardcore se è un serial?

Lasciando senza risposta questa domande, Lost ha comunque avuto una massiccia base di spettatori casual. Chiaramente ne ha avuti molti, per proporzione, anche hardcore, che però, rispetto ad altri show, sono stati più "rumorosi", secondo me a causa delle tante insensatezze della trama che cercavano disperatamente di spiegare - sono quelli che discutono sui forum, che scrivono su lostwiki, etc. Il grosso degli spettatori però non si è mai preoccupando più di tanto dei misteri dell'isola, quanto piuttosto dello sviluppo della trama e soprattutto dei personaggi e delle loro relazioni. Era fidelizzato? Sì [forse non così tanto, guardando i grafici]. Hardcore? No. E infatti il series finale ha dimostrato che il target erano gli spettatori più interessati alle emozioni che quelli ai misteri e alla scienza.
Si potrebbe discuterne a lungo, magari sulle percentuali di spettatori impegnati rispetto agli altri, o su quanto un canale generalista come Fox abbia interesse a costruire uno show complesso. La butto lì, senza controllare, ma credo anche che i rating di Lost siano, come composizione, decisamente più simili a serie leggere e casual che impegnate - un pubblico più spalmato come età, e una maggiore presenza femminile.

Le prime stagioni di House erano decisamente procedural, un caso ogni puntata che si conclude alla fine dei 45 minuti. Nelle ultime 2 (3?) stagioni sì, c'è stata una serializzazione, ma buona parte degli spettatori lo seguono da ben prima che succedesse.
Fringe era un cattivo esempio, è vero - non mi venivano in mente procedural sci-fi che siano ancora in onda, a meno di considerare Warehouse13 o Sanctuary, cosa che preferirei non fare. Però anch'esso era iniziato come procedural alla X-Files, con un evento paranormale ogni puntata (e, guarda caso, quando si è serializzato ha iniziato a perdere spettatori...).

Citazione:
ma penso che il formato di racconto scritto in "flusso di varie coscienze" sia il principale motivo di successo e dell'interesse che ha riscosso Lost.

Citazione:
intuisco che il suo successo tanto debba alla modalità di racconto della storia che alla storia in sè.

Non voglio essere pignolo, ma se si sostiene che sia stato il formato la causa principale del successo di Lost, la conseguenza logica è che, indipendentemente dai contenuti, la maggior parte dei telefilm con un formato simile dovrebbero avere un successo paragonabile.
La storia dimostra il contrario. Quindi non è una tesi sostenibile.
La divisione hardcore/casual non ha alcun significato per quanto riguarda il successo di una serie. Lo hanno solo per quanto riguarda la fidelizzazione - ed anche questo è un assunto che, ultimamente, si sta rivelando non più così tanto sicuro.
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MessaggioInviato: Dom 07 Ago, 2011 19:04    Oggetto:   

La divisione tra hardcore/serial e casual/procedural è tanto evidente quanto applicabile, ad libitum, a qualsiasi tipologia di prodotto: dall'opera d'arte alla musica, al colore dei calzini. (oggi mi sento molto hardcore e mi infilo 'sti calzini fuxia, domani passo al casual e ne pesco due spaiati!) Laughing

Il punto è che ho inizialmente postulato questa differenziazione proprio per rendere evidente la specificità di Lost con gli altri serial della sua generazione; S* lo ha scritto parlando di trama fil rouge che fidelizza gli spettatori dei procedural.
Te lo ripeto: in un periodo in cui i procedural hanno una trama generale ed i serial drama tendono a risolvere ogni puntata con una sottotrama autoconclusiva di poca importanza per l'evoluzione del racconto, la particolarità di Lost è stata proprio quella di differenziarsi dagli altri con una modalità di sviluppo della storia altamente ed esclusivamente serial drama/hardcore, escludendo a priori lo spettatore occasionale che si sarebbe quasi certamente annoiato pescando una puntata a caso e guardandola per decidere se lo show facesse per lui.
È stata una scelta coraggiosa, rischiosa, ma che in questo caso ha premiato.

p.s.: quanto al grafico che hai postato, oscillare tra 12 e 22 milioni di persone nell'arco di 6 sei stagioni USA è altamente fidelizzante, se dai un'occhio ai crolli che le serie hanno ultimamente dopo la prima stagione.
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