L'orlo della Fondazione


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Corriere della Fantascienza
Redazione
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MessaggioInviato: Mer 16 Ott, 2013 23:57    Oggetto: L'orlo della Fondazione   

L'orlo della Fondazione



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MessaggioInviato: Mer 16 Ott, 2013 23:57    Oggetto: Re: L'orlo della Fondazione   

La seconda fondazione è diventata una minaccia!?! °_O
The Fox
Cylon Cylon
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MessaggioInviato: Gio 17 Ott, 2013 12:00    Oggetto:   

E senza il fantasma!
Recenso
Trifide Trifide
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MessaggioInviato: Ven 18 Ott, 2013 00:33    Oggetto:   

Il fantasma è la Terra.
Faria
Vogon Vogon
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MessaggioInviato: Sab 19 Ott, 2013 13:15    Oggetto:   

è golan trevise, non goran
Antha
Antha
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MessaggioInviato: Dom 20 Ott, 2013 18:09    Oggetto:   

Romanzo che all'epoca dell'uscita (credo nel 1985, in Italia, due/tre anni dopo l'edizione USA), accolsi con molte aspettative.
Ero - e in parte sono tutt'ora - un vero appassionato del più volte celebrato stile "evocativo" di Asimov; quella sorta di procedere notarile, che lasciava poco spazio ad avventure cosmiche nel senso stretto. La trilogia, per quanto in alcuni tratti un poco scolastica nella sua evoluzione, conservava nel 1985, e conserva oggi, la forte prerogativa di avere nelle vicende Storiche narrate e nel quadro di insieme (il “contesto”) – ovvero quella Galassia di cui Asimov faceva e fa perennemente avvertire il “brusio” - i veri protagonisti assoluti. Poi, da grande quale era, Asimov era anche riuscito nella sua trilogia a creare delle valide spalle a questi due immensi protagonisti (Hardin, su tutti), anche se volutamente sempre e solo tali.
Con L’Orlo della Fondazione Asimov confermava gli ottimi spunti di fondo e la sua maestria di narratore, pur andando invece in questo caso a proporre la più marcata incidenza del fattore umano nella trama. Fattore umano incarnato in due memorabili protagonisti degli accadimenti (Trevize/Gendibal). All’epoca Asimov era certamente un autore più maturo, che poteva benissimo permettersi di districarsi in un approccio diverso del suo celebre trittico; e anche con questo nuovo romanzo convince, pur spostando l’attenzione alle vicende “spicciole”. Al brusio di sottofondo, Asimov sostituisce il pathos della ricerca ai limiti del leggendario (Io, Terra, sono leggenda). A mio avviso meglio, molto meglio sarebbe stato, se avesse mantenuto esclusivamente questa rotta.
Invece, se da un lato Asimov sazia e convince per la coerente impostazione delle pulsioni dei due antagonisti (simili e contrapposti, come due differenti facce della stessa medaglia), e per il citato pathos che accompagna la “ricerca” dell’uno e il “tallonamento” dell’altro, dall’altro lato finisce poi per svilire il tutto con la virata… “super galattica”, che il romanzo prende a un certo punto.
Quasi che l’autore trovasse la necessità di ribadire con forza il marginale ruolo degli uomini o rafforzare piuttosto la sua iniziale idea di fornire un tutore/manovratore super partes delle vicende umane: quello che conoscevamo con il nome di Sheldon prima, di Seconda Fondazione poi e di Gaia in quest’ultimo “Orlo” (…salvo poi fornircene un’ulteriore nel finale del successivo romanzo “Fondazione e Terra”…prodomico forse, ed in tal senso incompiuto, a potenziali conflitti intergalattici).
Romanzo che vale comunque la pena di leggere. Con l’amara sensazione, peraltro, che avrebbe potuto essere il migliore di tutto questo ciclo storico, se non avesse voluto esplorare ipotesi troppo fantasiose
"Grandi erano gli Antha: così è scritto nell'Unico Libro della Storia; più grandi forse di ogni altro Popolo Galattico..."
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