Il fantastico: narrativa di bassa lega, o letteratura?


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Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 22 Gen, 2018 17:53    Oggetto:   

Fedemone ha scritto:

Per quanto riguarda di classici latini, dovrebbero essere imprescindibile, ma nella realtà sono relegati in un cantuccio uccio uccio. La loro qualità è intatta, ma oramai sono fuori orizzonte dalle letture di chiunque (o quasi), e il loro status è diventato - purtroppo - quasi fittizio, tenuto a galla dagli studi, non dall'amore che provocano. Senza gli studi sarebbero nell'oblio.
Ma vogliamo usare un metodo che possa permettere a nuove forme letterarie (o nuove forme d'arte se vogliamo) tra i classici, il "rischio" è che come ci entri (oggetto vissuto da tutti come imprescindibile) ci può paradossalmente uscire (oggetto fuori dal linguaggio comune, universalmente noto)...

Ma Omero per dire: non e' che l' Odissea non sia notevole o che non possa essere inserito in contesto fantacientifico.
Anzi Simmons l' ha usato all' interno dei vari Ilyum Olympus ecc.
Ma e' quello che Simmons ha aggiunto a far diventare fantascienza quei romanzi ha aggiunto ben altro: il "classico" ha per lo piu' una connotazione estetica, tradisce il gusto di Simmons a mescolare vecchio e nuovo.
Semplicemente non si puo' pensare di ricondurre tutto alla cultura greca classica.
Non e' cosi', per quanto ci si possa arrampicare sugli specchi non conclude tutta la base culturale, occidentale o meno.
 
Albacube reloaded
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 22 Gen, 2018 18:40    Oggetto:   

Che poi, se vogliamo essere più precisi, tutto il mondo antico classico noi lo vediamo attraverso la lente medioevale, essendo poche le fondi direttamente giunte dagli antichi latini e greci.
E la lente medioevale viene inoltre rifocalizzata nei periodi successivi; insomma senza rivoluzione francese e rivoluzione industrial-scientifica, temo non avremmo la nostra amata sf.
Ciò senza togliere niente a tutti i classici (che noia, che barba quando tocca studiarli, però poi...)
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mar 23 Gen, 2018 11:33    Oggetto:   

Alba3 mi stai trascurando una belle botta di umanisti, così! Non sono arrivato, come sono, a inizio Cinquecento per nulla, sapessi quanti me ne sono sorbiti.

Grazie a tutti per i contributi, ho capito meglio quello che volevate dire.

Della cultura greca ho parlato di un aspetto estetico (per quanto, l'estetica per un italiano dovrebbe essere uno degli aspetti più importanti, guarda un non italiano come Steve Jobs quanto la curava, quanto un prodotto Apple deve essere "bello" da vedere toccare tenere in mano).
Perchè se no si può parlare di ciò che millanta prima di me hanno detto, dei Greci inventori della democrazia, della logica, della filosofia, dello sport e delle Olimpiadi, etc..
Senza contare di quanto siamo imbevuti di grecità, nei nomi e nel parlare, dai giorni della settimana, che richiamano gli dei romani, copie dei dei greci, alla Nike che è parola greca, all'Europa che è parola greca, a Talete e Pitagora che erano greci, alle commedie che sono divertenti, alle tragedie che ecco, le vere tragedie sono le tragedie greche (Shakespeare mi perdoni), insomma non si finisce più.

Conoscere i classici in generale ci serve poi anche, quando leggiamo un libro o vediamo un film, a dire, sì bello, ma l'hanno già fatto 2500 anni fa, per dire.
Albacube reloaded
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 23 Gen, 2018 13:56    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:
Alba3 mi stai trascurando una belle botta di umanisti, così! Non sono arrivato, come sono, a inizio Cinquecento per nulla, sapessi quanti me ne sono sorbiti.

Beh dai, il medioevo arriva quasi agli inizi del '500 e comunque non sottovaluto certo i periodi successivi, quel che volevo dire è che a volte mitizziamo l'evo antico senza considerare che le testimonianze dirette sono scarsissime (vedi i colori delle statue che ricordavi, cosa che forse si può recuperare direttamente solo da testimonianze collaterali, vedi le decorazioni delle tombe etrusche) e che tutto quello che viene dopo non è neutro al riguardo.

Però che la nostra attuale sf sia più figlia dell'illuminismo piuttosto che dell'umanesimo, questo mi sento di poterlo affermare, senza peraltro voler creare scale di valori (questo detto avendo studi umanistici alle spalle).
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mar 23 Gen, 2018 15:04    Oggetto:   

Quest'ultimo concetto che mi dite e che forse sono finalmente riuscito ad afferrare mi lascia perplesso, nel senso che nonho un'opinione al riguardo, servirebbe più tempo per rifletterci.
Paolo7
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 23 Gen, 2018 16:46    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:

Conoscere i classici in generale ci serve poi anche, quando leggiamo un libro o vediamo un film, a dire, sì bello, ma l'hanno già fatto 2500 anni fa, per dire.

Mi hai fatto tornare in mente Joseph Campbell...
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 23 Gen, 2018 19:07    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:
Della cultura greca ho parlato di un aspetto estetico (per quanto, l'estetica per un italiano dovrebbe essere uno degli aspetti più importanti, guarda un non italiano come Steve Jobs quanto la curava, quanto un prodotto Apple deve essere "bello" da vedere toccare tenere in mano).  

Innanzi tutto ormai dovremmo essere ormai tutti tendenzialmente cittadini del mondo ovvero legati a piccolissimi confini umani e non piu' a limitati confini regionali o nazionali.
I nazionalismi beceri di ritorno sono principalmente spie ed avanguardie un po' imbranate di un cambiamento di prospettive di questo tipo.
Pero' tendenzialmente e dovremmo sono prospettive ed auspici.
A voler continuare a dividere secondo una tipica classificazione cultura occidentale e cultura orientale, se parti dal mediterraneo lato grecia, viri verso spagna e portogallo e ti sposti verso il nord teutonico fino ad arrivare agli anglofoni troverai PROFONDISSIME differenze culturali su aspetti fondanti della cultura, della visione del ruolo dell' uomo, della vita ecc.
Gli italiani vanno a morire in Svizzera: c'e' una ragione se in Svizzera e' possibile porre termine e' legalmente possibile finire i propri giorni in una mainera diversa dall' Italia.
Parliamo di rapporto e concezione di vita e morte, non bruscoli.
Ed e' il paese mediterraneo a nascondere l' ineluttabilita' della morte.
Ma ci sono montagne di altre palesi differenze: parli di arte, confronta la manifestazione del sacro nei quadri spagnoli rispetto a quelli italiani o, prendo spunto da un qualche documentario straniero doppiato in italiano in circolazione con i soliti anni di ritardo, confronta il rinascimento italiano con quello nord europeo.
Cambia tutto, in maniera profonda e sintomatica di una profonda differenza culturale.
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Mer 24 Gen, 2018 09:42    Oggetto:   

Su quanto dici non ci piove, le differenze per me sono poi il sale dlla vita, mi parli di cose che conosco benino e quanto dici non fa una grinza.

Condivido anche che cittadini del mondo siamo una cippa, meglio, in parte un po' tutti, ma poi in fondo una cippa. Sarebbe bello, certo, bellissimo.
Fedemone
Ghem-Lord Ghem-Lord
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MessaggioInviato: Mer 24 Gen, 2018 11:58    Oggetto:   

Attenzione, che quando pdei classici, non è per la questione di "base delle cultura", perché sono d'accordo che essa non la esaurisce e che è stato messo tanto (ed è sopratutto quel di più a fare la differenza tra fantastico e FS), ma proprio sulla questione di considerare un libro "un classico".
Quindi l'impatto del libro sulla cultura moderna, che da un lato fa entrare (e quindi, di per contro, uscire dai classici, anche se è un concetto nuovo) entrare libri dall'olimpo dei classici (e stavamo pensando se la FS possa mai diventare "un classico", o se vale la pena di classificare come classico un libro scritto così o cosà) e dall'altro è proprio il libro a socmparire dalla cultura moderna, che come "classico" pensa ad altri mezzi - con un impoverimento generale.

Quesot perché,hai ragione, i classici latini o greci sono solo un esempio di un discorso più ampio, sulla nostra cultura e sull'anima di un paese rispetto un altro.

E sarebbe proprio ottima materia per un ottimo libro...


Ultima modifica di Fedemone il Gio 25 Gen, 2018 09:58, modificato 1 volta in totale
Davide Siccardi
Horus Horus
Messaggi: 5857
MessaggioInviato: Mer 24 Gen, 2018 21:09    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:

Condivido anche che cittadini del mondo siamo una cippa, meglio, in parte un po' tutti, ma poi in fondo una cippa. Sarebbe bello, certo, bellissimo.


Prospettive ed auspici.
big bang
Scaraburra
Messaggi: 9
MessaggioInviato: Ven 02 Feb, 2018 09:58    Oggetto:   

Dividere Occidente da Oriente è sicuramente poco attuale, ma purtroppo è ancora una verità culturale.
Facciamo un esempio concreto: com'è possibile che un'opera come Il Libro dei Re di Firdusi, il massimo poema della cultura araba e mediorientale in generale, abbiamo come unica traduzione ED EDIZIONE (!!) italiana
big bang
Scaraburra
Messaggi: 9
MessaggioInviato: Ven 02 Feb, 2018 09:59    Oggetto:   

... QUELLA DI FINE 800??

(scusate, si era chiuso il collegamento)
big bang
Scaraburra
Messaggi: 9
MessaggioInviato: Ven 02 Feb, 2018 10:02    Oggetto:   

Considerate che Firdusi, dai pochi occidentali che lo conoscono veramente, viene paragonato a Dante e Omero, quindi non è proprio una quisquiglia... evidentemente siamo ancora impregnati di volontà di divisione e separazione.
Già è difficile convivere col "diverso", di questi tempi, figuriamoci se bellamente ne ignoriamo i vertici culturali!
Fedemone
Ghem-Lord Ghem-Lord
Messaggi: 1608
MessaggioInviato: Ven 02 Feb, 2018 12:16    Oggetto:   

Beh, effettivamente ammetto di non conoscere Firdusi, ma me ne interesserò.
Però la frase stessa da te scritta implica un po' di cose: "viene paragonato a... ", singifica che esiste un consenso di studiosi che lo conoscono. La nomea di Firdusi si estende agli studi accademici universitari standard di lettere? Se no, è una carenza effettiva, se sì è anche normale che gli studi della scuola superiore (licei in genere hanno letteratura nel piano di studi) si limitino alle aree geografiche di appartenenza e abbiano al massimo infarinature.
Dubito che poemi cinesi o sanscriti siano studiati, se non in ambiti canalizzati in aree decisamente specifiche. Anzi è già tanto che si legga Dante a scuola e dopo gli studi rimane poco o nulla nella cultura degli italiani.
Cosa potrebbe dare, studiare un Firdusi (come un Li Yu o chi per lui) se neanche quelli "italiani" rimangono? Se si continuano gli studi appositi mi pare giusto che sia noto, altrimenti...

E soprattutto, aiuterebbe la percezione comune che un racconto che diverge dall'esperienza quotidiana sia a priori messo in un gradino più basso?
Davide Siccardi
Horus Horus
Messaggi: 5857
MessaggioInviato: Ven 02 Feb, 2018 16:01    Oggetto:   

big bang ha scritto:
Dividere Occidente da Oriente è sicuramente poco attuale, ma purtroppo è ancora una verità culturale.
Facciamo un esempio concreto: com'è possibile che un'opera come Il Libro dei Re di Firdusi, il massimo poema della cultura araba e mediorientale in generale, abbiamo come unica traduzione ED EDIZIONE (!!) italiana

Come e' possibile che i paesi anglosassoni mettano il giudizio al centro del processo legislativo nonostante siano paesi occidentali?
Come e' possibile che i giudici in alcuni paesi occidentali vengano eletti, suggerendo dunque un rapporto dell' uomo rispetto alla giustizia di totale controllo?
Dove collochiamo i paesi che gravitano attorno al vecchio leviatano sovietico?
Siamo sicuri che la Germania identifichi chiaramente la cultura nord europea?
I sudamericani sono occidente?

La questione non e' chiedersi se si puo' includere porte sull' oriente in un ipotetico percorso culturale omogeneo ma semmai riconoscere che al netto dei lunghi tragitti compiuti assieme durante millenni di storia le differenze culturali tra paesi se non regioni sono talmente forti da rendere preossoche' inutili tentare di ridurre ad una divisione politica e neppure geografica tra occidente ed oriente.
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