Da Nuovi argomenti un numero dedicato alla fantascienza


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Corriere della Fantascienza
Redazione
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MessaggioInviato: Lun 08 Dic, 2014 09:53    Oggetto: Da Nuovi argomenti un numero dedicato alla fantascienza   

Da Nuovi argomenti un numero dedicato alla fantascienza

La rivista fondata da Alberto Moravia dedica un numero al nostro genere, anche se è difficile capire metodo e motivazioni

Leggi l'articolo.
Micronaut
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 08 Dic, 2014 09:54    Oggetto: Re: Da Nuovi argomenti un numero dedicato alla fantascienza   

Passi Moravia ai suoi tempi, ma oggi giorno come si fa a non sapere cosa sia la fantascienza? Bisogna chiudersi in casa e non guardare la televisione, non andare al cinema, non entrare il libreia; mi sa che è possibile per intellettuali stantii, che non sanno come va il mondo, con buona pace di Yambo e Peter Kolosimo.
Faramir
Cylon Cylon
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MessaggioInviato: Lun 08 Dic, 2014 10:19    Oggetto: Re: Da Nuovi argomenti un numero dedicato alla fantascienza   

Ma il 451 nel titolo vuole essere un calembour? Come Fahrenheit 451? O è un invito implicito a *bruciare* questo numero di NA?
Davide Siccardi
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 08 Dic, 2014 11:42    Oggetto: Re: Da Nuovi argomenti un numero dedicato alla fantascienza   

(Micronaut) ha scritto:
Passi Moravia ai suoi tempi, ma oggi giorno come si fa a non sapere cosa sia la fantascienza? Bisogna chiudersi in casa e non guardare la televisione, non andare al cinema, non entrare il libreia; mi sa che è possibile per intellettuali stantii, che non sanno come va il mondo, con buona pace di Yambo e Peter Kolosimo.


Credo che far introdurre a Pincio il volume sia una sorta di dichiarazione di intenti formalmente poi resa dallo stesso nello scrivere un editoriale di Urania come se non esistesse piu', stando almeno a quanto riportato dal Corriere.
Questo tipo di pubblicazioni non si pone come obbiettivo ne' la divulgazione ne' la riscoperta critica.
Sono l' equivalente cartaceo, critico e letterario dei finti documentari, con una nota malinconica nei confronti di un' aspettativa del futuro che in realta' non corrisponde ne' a quella presente ne' a quella passata.
I romanzi di Pincio non sono tanto diversi da questo metro stilistico e questi obbiettivi narrativi.
Certo sbattere in copertina Urania e tirare in ballo Il marziano in cattedra e' provocatorio e, si, certamente non sarebbe piaciuto a Moravia neppure nel senso di critica al genere.
D' altro canto Nuovi Argomenti e' pubblicato dalla Mondadori.

Comunque le premesse non invogliano l' appassionato alla lettura: probabilmente apprezzeranno i denigratori del genere che non conoscono, con tanto di pacche sulle proprie spalle "bene ho fatto a non leggere sta roba, perfino i "miei" autori non possono che far altro che qualche esercizio di stile lontana eco di esperimenti lettarari che certamente sono falliti" e fan dei singoli autori.

Ad ogni modo il vero numero 451 di Urania e' "Ed egli maledisse lo scandalo" di Reynolds, romanzo bello ed insolito ristampato non tanti anni fa su Urania Collezione.
Magari qualcuno si avventurera' in ardite congetture.
All' assalto del fortino!
"Siamo nella follia a norma di legge" - Andrea Zucchi
Gino Roncaglia
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Mar 09 Dic, 2014 23:29    Oggetto: Re: Da Nuovi argomenti un numero dedicato alla fantascienza   

Naturalmente ciascuno giudica i contenuti del fascicolo - singolarmente e collettivamente - come meglio crede: la cosa non mi turba, e mi sembra anzi giusta e naturale.

Per quanto mi riguarda, e per quanto riguarda il mio articolo, vorrei fare due sole osservazioni:

1) non avevo certo alcuna intenzione di fare il punto sulla situazione (o sulla storia) della scrittura di fantascienza in Italia. E' una storia lunga e complessa, che richiederebbe ben altro spazio e sicuramente anche ben altre competenze. Il mio intervento, di poche pagine, propone solo - come dice chiaramente il titolo - alcune *note*, concentrandosi su un periodo specifico, gli anni '60 e '70 (e anche questo lo dice chiaramente il titolo). E' buffo che si rimproveri all'articolo di "fermarsi"... a quello che è programmaticamente il tema che quell'articolo intende trattare. E' un po' come rimproverare a un articolo che proponga delle osservazioni su alcuni episodi della guerra dei trent'anni di fermarsi al Seicento... non è che "si ferma" al Seicento: parla del Seicento (e solo di alcuni aspetti del Seicento).

2) personalmente mi sembra poi un po' fuori posto l'aria di sufficienza con cui si critica il fatto che io citi "addirittura Kolosimo". Ovvio, Kolosimo - che pure un po' di (mediocrissima) fantascienza l'ha scritta - non è un autore di particolare rilievo nel panonrama italiano: Aldani, Curtoni, Catani e tanti altri sono di ben altra levatura. Ma chi ha vissuto quegli anni sa che Kolosimo ha avuto un ruolo di assoluto rililevo in un mondo che all'epoca era percepito da molti lettori (e dallo stesso Kolosimo: basta guardare le note dei suoi libri) come in qualche misura 'vicino' a quello della fantascienza. Molti lettori hanno scoperto Urania sui libri di Kolosimo. E non è davvero un caso che Kolosimo scrivesse regolarmente su 'Oltre il cielo'. Chi sottovaluta il ruolo che 'Oltre il cielo' (che all'epoca, ebbene sì, parlava anche di UFO!) ebbe in quegli anni, forse non sa poi tanto bene cos'era la fantascienza in Italia alla fine degli anni '50 e all'inizio degli anni '60. Quasi tutti gli autori 'validi' di fantascienza italiana (comunque si interpreti il giudizio) sono venuti dopo... ma non sono nati dal nulla.

Detto questo, per carità, le mie osservazioni saranno anche "banali" (forse non così tanto, se davvero c'è chi pensa che la storia della fantascienza italiana di quegli anni non abbia alcuna relazione con figure come Kolosimo o con riviste come Planète). Questo è un libero giudizio, e se da un articolo di nove pagine, programmaticamente non sistematico, ci si aspetta un'analisi esaustiva della storia della fantascienza italiana, è sicuramente anche un giudizio corretto.

La questione poi delle scente editoriali complessive del fascicolo ovviamente riguarda il curatore e non me. Ma, proprio perché ho frequentato abbastanza la fantascienza dell'epoca delle fanzine e dei 'collettivi' (e continuo a leggere tanta fantascienza, anche italiana), le accuse di "scarsa rappresentatività" mi lasciano un po' perplesso. Certo, in Italia ci sono moltissimi autori e critici 'professionali' di fantascienza. Alcuni, ottimi. Se lo scopo fosse stato quello di offrire un quadro rappresentativo della fantascienza italiana, si sarebbero dovuti senz'altro coinvolgere (e si sarebbero lamentate comunque scelte ed esclusioni). Ma lo scopo può essere anche quello, forse meno ambizioso ma credo non meno interessante, di mettere semplicemente insieme persone che guardano alla fantascienza da una prospettiva un po' diversa da quella tradizionale degli 'addetti ai lavori'. Ogni fanzine, ogni circolo o collettivo aveva un proprio punto di vista. Suggerirei di pensare a questo numero di Nuovi Argomenti (e mi perdonerà Carlo Mazza Galanti per il paragone, che non vuole essere irriverente) un po' come a una fanzine, che propone alcuni testi e alcuni punti di vista un po' diversi da quelli abituali. Niente di più, e niente di meno.

Ultimissima osservazione. Vedo molte voci che, giustamente, si levano a ricordare i tanti nomi che hanno fatto e fanno la storia della fantascienza italiana. Fra questi nomi, anche in questo thread, compare quello di Ugo Malaguti. Malaguti è stata figura polemica, controversa, spesso (e talvolta a ragione) poco amata, ma è stata sicuramente una delle figure più rilevanti della fantascienza in Italia. Oggi Malaguti è malato, è stato operato per la seconda volta pochi giorni fa, deve essere operato nuovamente fra poche settimane, e non ha un soldo in tasca. Sarebbe bello che il mondo della fantascienza italiana riuscisse a mobilitarsi un po' anche su questi temi, e che oltre a ricordare i nomi, fosse anche capace di aiutare un po' le persone. In questo caso, finora ha saputo farlo molto poco. Permettetemi allora di approfittare di questa occasione per ricordare che lo si può aiutare con un bonifico sul conto corrente della Cassa di Risparmio di Ferrara intestato a UGO MALAGUTI, IBAN IT85 R 06155 02402 000000000278.
S*
Grande Antico Grande Antico
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MessaggioInviato: Mer 10 Dic, 2014 09:44    Oggetto: Re: Da Nuovi argomenti un numero dedicato alla fantascienza   

Salve Gino, benvenuto su Fantascienza.com.
Grazie delle tue osservazioni, che contribuiscono a chiarire il tuo punto di vista. Lecitissimo, per carità, così come di per sé è perfettamente lecito il tuo saggio; il punto critico della faccenda è soprattutto il fatto che Nuovi argomenti ha pubblicato uno speciale sulla fantascienza italiana senza minimamente parlare della fantascienza italiana. Se la colpa non è dei due saggi allora è di chi li ha scelti.

In quest'ottica, non mi pare che qualcuno ti rimproveri di fermarti agli anni settanta, ma si rimprovera il fatto che entrambi gli articoli si fermano a quell'epoca; visto che Urania era in qualche modo usata come termine di riferimento, com'è possibile che non venga neppure nominato il Premio Urania, che è nato nel 1989 e che ha rappresentato così tanto per la fantascienza italiana? Per fare una metafora sullo stile della tua, è come se un critico musicale scrivesse un saggio sulla storia dell'opera e si fermasse al 1850.

Kolosimo sarà stato certamente popolare, ma ha dato un contributo alla fantascienza? Nessuno. Tu dici che molti hanno iniziato a leggere Urania dai suoi scritti, personalmente non ho mai sentito nessuna testimonianza del genere, e gente che legge fantascienza ne conosco parecchia.
Su Oltre il cielo scriveva ben altra gente, da Aldani a Pestriniero a Catani.

Il suggerimento di pensare a Nuovi Argomenti come a una fanzine invece mi piace. Credo che la polemica nasca un po' dal fatto che molti considerano Nuovi Argomenti una rivista prestigiosa che si occupa di letteratura, e si risentono del fatto che se un certo ambiente notoriamente snob nei confronti della narrativa di genere per una volta si occupa di questi argomenti e lo fa ignorando del tutto l'esistente. Probabilmente l'errore è proprio questa sopravvalutazione della rivista.

Naturalmente ci associamo agli auguri a Ugo.
S*
Gino Roncaglia
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Mer 10 Dic, 2014 23:55    Oggetto:   

Er... scrivi "non mi pare che qualcuno ti rimproveri di fermarti agli anni settanta". Beh, non per essere pignolo, ma nella recensione si rimproverava proprio (cito letteralmente) "la costrizione della panoramica finale di Gino Roncaglia sulla fantascienza in Italia a due soli decenni: gli anni ’60 e gli anni ’70. Tralasciando tutto ciò che c’è stato prima, dalla protofantascienza agli anni ’50. E tutto ciò che è venuto dopo". Come avrei potuto sensatamente parlare in meno di nove pagine (il limite che mi era stato assegnato, e che ho anzi lievemente sforato) di tutto, dalla protofantascienza delle "Astronavi dei Savoia" a oggi, mi sfugge. Il punto è proprio che "la panoramica finale di Gino Roncaglia sulla fantascienza in Italia" non era né voleva essere né in alcuna parte sostiene di essere una "panoramica sulla fantascienza in Italia": basta leggere il titolo per capire che l'intenzione è tutt'altra (e la sola, credo, compatibile con quei limiti di spazio): alcune note e riflessioni - non certo esaustive - su un periodo specifico.

Né, credo, il riferimento a 'Urania' nel titolo - che mi sembra semplicemente evocativo - implica in alcun modo una pretesa di esaustività o un riferimento alla storia di Urania. Ma sugli scopi generali dell'antologia la persona giusta per rispondere è ovviamente il curatore: a me è stato chiesto un intervento, narrativo o saggistico, senza alcun particolare vincolo (proprio perché non ci si è mai proposti di fare una storia o una enciclopedia o di fare il punto sulla fantascienza italiana), e io ho optato appunto per la forma delle 'note' su un periodo che ho vissuto e che mi sembrava (e mi sembra) interessante. Periodo sul quale pure ci sarebbe senz'altro - ovviamente - molto altro da dire.

Su Kolosimo ho già risposto largamente nel dibattito su questo intervento, in cui trovi credo una significativa testimonianza non già del rilievo di Kolosimo come autore di fantascienza (tesi che non ho mai sostenuto) ma del collegamento che esisteva fra le tematiche affrontate da Kolosimo e l'immaginario di chi in quel periodo si avvicinava alla fantascienza. Certo che su Oltre il cielo scrivevano ben altri autori, a partire da Aldani... ma non non dimentichiamo appunto che ci aveva scritto, e parecchio (12 pezzi), anche Kolosimo: prova credo filologicamente abbastanza difficile da contestare del fatto che almeno in quella rivista (come ben sappiamo, fondamentale per la storia della fantascienza italiana dell'epoca) e almeno per un periodo i due mondi erano di fatto accostati. Dopodiché, ribadisco: il riferimento a Kolosimo riguarda due paragrafi - neanche mezza pagina - di un articolo di nove pagine. Il mio articolo non sostiene affatto che la fantascienza italiana sia figlia di Kolosimo (sarebbe una tesi ovviamente assurda), e parla di Kolosimo solo incidentalmente (anche se, credo, non arbitrariamente).
S*
Grande Antico Grande Antico
Messaggi: 11151
MessaggioInviato: Gio 11 Dic, 2014 08:15    Oggetto:   

Gino Roncaglia ha scritto:
Er... scrivi "non mi pare che qualcuno ti rimproveri di fermarti agli anni settanta". Beh, non per essere pignolo, ma nella recensione si rimproverava proprio (cito letteralmente) "la costrizione della panoramica finale di Gino Roncaglia sulla fantascienza in Italia a due soli decenni: gli anni ’60 e gli anni ’70. Tralasciando tutto ciò che c’è stato prima, dalla protofantascienza agli anni ’50. E tutto ciò che è venuto dopo".


Scusami Gino, capisco che questa ondata di critiche sia difficile da gestire tutta assieme, ma la frase che citi l'ha scritta Giovanni De Matteo sul suo blog, nel mio articolo riguardo al tuo articolo si dice: "In coda, Gino Roncaglia firma il secondo saggio, analizzando temi piuttosto banali per chi è abituato a occuparsi di questo genere (si disserta se lo scopo della fantascienza sia o meno voler prevedere il futuro, di fantascienza e astronautica, si arriva persino a toccare gli UFO); se gli autori italiani citati da Pincio erano Landolfi e Yambo, Roncaglia cita addirittura Kolosimo. Anche qui la "storia" si ferma agli anni Settanta."

Citazione:
Né, credo, il riferimento a 'Urania' nel titolo - che mi sembra semplicemente evocativo - implica in alcun modo una pretesa di esaustività o un riferimento alla storia di Urania.


Esaustività? Ma quale esaustività? Avete fatto un numero sulla fantascienza italiana senza parlare di fantascienza italiana. Non vi si accusa di non aver fatto un discorso completo, ma di non aver neppure cominciato a fare un discorso.
Su Kolosimo, il punto non è che hai parlato di Kolosimo, ma, ancora, che non hai parlato di nessun altro.

Alla fine mi pare che ci sia davvero poco da discutere, Nuovi Argomenti ha fatto un numero dedicato alla fantascienza basato sul nulla. Una cosa di sicuro l'ha ottenuta: di riunire tutto il mondo della fantascienza italiana, solitamente diviso, in una critica unanime.

S*
Gino Roncaglia
Ameboide amorfo
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MessaggioInviato: Gio 11 Dic, 2014 23:05    Oggetto:   

Giusto, ma nella tua formulazione il "si ferma agli anni '70" è addirittura letterale, non mi pare dunque che tu possa scrivere che nessuno mi rimproveri di fermarmi agli anni '70 Smile

Che io non abbia parlato di nessun altro oltre a Kolosimo è semplicemente falso, basta rileggere l'articolo (che è stato misteriosamente trasformato in un articolo su Kolosimo, di cui si parla in due righe su nove pagine). Articolo che comunque, ripeto, come dice il titolo propone alcune "note" e NON una storia della fantascienza italiana di quegli anni. Ovvio, mancano una infinità di nomi e di cose, semplicemente perché lo scopo non era quello (e non sarebbe stato raggiungibile in quello spazio, e non sarei stato la persona giusta per farlo). La mia prima idea era di parlare solo di "A come Andromeda", tanto poco il proposito era quello di offrire una storia o una rassegna sulla fantascienza italiana (in un fascicolo peraltro quasi esclusivamente narrativo).

Continuo personalmente a non capire perché, fra i tanti modi possibili per parlare di fantascienza, non debba essere considerato legittimo – in particolare da parte di una rivista non di settore come NA – anche quello di chiedere a persone attive e presenti nel panorama culturale italiano, ma che non si occupano professionalmente di fantascienza, di confrontarsi su tematiche fantascientifiche. Il risultato non piace? Nessun problema, ciascuno è libero di giudicare singolarmente e collettivamente quei contributi, e di considerarli brutti, banali o irrilevanti. Ma se si va a cercare in quel fascicolo qualcosa di completamente diverso da quello che è, e si rimprovera a quel fascicolo di non essere qualcosa di completamente diverso da quel che mi pare volesse essere - cioè appunto una raccolta di brevi 'confronti personali' con la fantascienza da parte di quel gruppo di autori - la critica a mio avviso è a sua volta di scarso interesse...

Comunque - cononscendo il mondo della fantascienza italiano - se il risultato dell'operazione (che mi riguarda solo come autore di quell'articolo, non ho nessuna responsabilità editoriale o di altro genere) è di averlo unito su qualcosa, è davvero un grande risultato Smile
S*
Grande Antico Grande Antico
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MessaggioInviato: Ven 12 Dic, 2014 23:12    Oggetto:   

Gino Roncaglia ha scritto:
Giusto, ma nella tua formulazione il "si ferma agli anni '70" è addirittura letterale, non mi pare dunque che tu possa scrivere che nessuno mi rimproveri di fermarmi agli anni '70 Smile


Ok, mi pare di aver già spiegato il punto: non ha senso pubblicare saggi sulla fantascienza in Italia e fermarsi agli anni settanta. Va benissimo che un saggio si fermi agli anni settanta se ce n'è un altro che parte dagli anni settanta e copre gli anni successivi. Non c'è. Come dicevo, se non sono sbagliati i saggi sono sbagliate le scelte di chi li ha selezionati.

Citazione:
Che io non abbia parlato di nessun altro oltre a Kolosimo è semplicemente falso, basta rileggere l'articolo (che è stato misteriosamente trasformato in un articolo su Kolosimo, di cui si parla in due righe su nove pagine).


Forse la versione che ho io è tagliata, non so cosa dirti. Sono citati scrittori americani, sono citati Curtoni, Montanari e Malaguti ma in qualità di curatori.
L'unico scrittore italiano citato a me risulta Kolosimo.

Peraltro, voglio dire, il tema dell'articolo sono le percezioni della fantascienza, quindi è in sostanza un testo autobiografico, quindi tutto è giustificabile, anche la parzalità. L'errore non è il saggio ma il ruolo che gli viene dato, e in effetti tu stai qui a difendere una cosa di cui il colpevole in realtà è solo Galanti.

"Abbiamo affidato la riflessione teorica sul genere e le ragioni delle sue alterne fortune in Italia a un solido e sostanzioso controcanto critico concentrato nei saggi di Tommaso Pincio e Gino Roncaglia" dice nell'introduzione. Mi pare evidente che tu rifiuti questo ruolo per il tuo saggio. Forse ci prova Pincio dimostrando peraltro di saperne ben poco sull'argomento. Quindi qui non solo non c'è nulla di solido o sostanzioso, ma non c'è neppure la riflessione teorica sulle sue "alterne fortune in Italia".

Galanti poi dice "considerati dallo studioso la soglia oltre la quale iniziò nella penisola la diffusione di un immaginario fantascientifico progressivamente più ricco e complesso di quello tradizionalmente legato all’esplorazione spaziale". Con tutta la buona volontà non leggo questa cosa nel tuo articolo.

D'altra parte Galanti prima dice che ha voluto scegliere autori che non si occupano di fantascienza ma poi da questi stessi racconti trae conclusioni generali sull'approccio italiano alla fantascienza.

Non so, per me abbiamo già parlato troppo di un "libro" mediocre messo insieme senza competenza e frettolosamente. Mi piacerebbe che si parlasse così tanto dei libri di vera fantascienza italiana, quelli belli.

S*
HappyCactus
Ministro alle puntualizzazioni Ministro alle puntualizzazioni
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Località: Verona
MessaggioInviato: Lun 15 Dic, 2014 13:33    Oggetto:   

Io da lettore, personalmente trovo incomprensibile la scelta di autori inesperti del genere. Come dire, faccio un saggio sulla matematica ma scelgo dei relatori che si occupano di filosofia teoretica. Per quanto possano essere illustri e competenti nella filosofia teoretica, il contributo che possono portare alla matematica è quanto meno modesto.
A meno che non volessi screditare il genere stesso, come a dire: guardate quanto è facile parlare di matematica, non serve esser professori.
Credo che l'intento non fosse questo (lo spero), però il messaggio che passa è questo.
Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi anche essere il campione del mondo, ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.
(Kruperia K)
Ospite

MessaggioInviato: Lun 15 Dic, 2014 15:57    Oggetto: Re: Da Nuovi argomenti un numero dedicato alla fantascienza   

Ho appena letto il post sull'altra pagina (ho anche commentato) intitolato "Il meglio della settimana dei Nuovi Argomenti" e se l'approccio è avere un complesso di esclusione ma allo stesso tempo bollare la letteratura come "quella cosa che se la leggi ti annoi" non c'è da stupirsi se poi quando viene fatto un numero di Nuovi Argomenti sulla fantascienza il curatore fa determinate scelte – quali che siano le sue ragioni, fosse anche in mala fede, se la SF italiana fosse meno superficiale e più presente non avrebbe potuto ignorarla con tanta facilità... Perché non mandare a Galanti in risposta un 2-3 racconti belli di autori DOC? Se ci si limita a piagnucolare è naturale che chiunque penserà che i racconti belli non esistono.
S*
Grande Antico Grande Antico
Messaggi: 11151
MessaggioInviato: Lun 15 Dic, 2014 17:26    Oggetto: Re: Da Nuovi argomenti un numero dedicato alla fantascienza   

(Kruperia K) ha scritto:
Ho appena letto il post sull'altra pagina (ho anche commentato) intitolato "Il meglio della settimana dei Nuovi Argomenti" e se l'approccio è avere un complesso di esclusione ma allo stesso tempo bollare la letteratura come "quella cosa che se la leggi ti annoi" non c'è da stupirsi se poi quando viene fatto un numero di Nuovi Argomenti sulla fantascienza il curatore fa determinate scelte – quali che siano le sue ragioni, fosse anche in mala fede, se la SF italiana fosse meno superficiale e più presente non avrebbe potuto ignorarla con tanta facilità... Perché non mandare a Galanti in risposta un 2-3 racconti belli di autori DOC? Se ci si limita a piagnucolare è naturale che chiunque penserà che i racconti belli non esistono.


Anche qui ti consiglio di rileggere la pagina a cui ti riferisci per capire quello che c'era scritto.
Peraltro, nessuno piagnucola. Siamo vissuti benissimo senza Nuovi Argomenti fino ad oggi, e vivremo bene anche domani. Gli sfortunati sono i lettori di quella rivista, ai quali viene proposta una cosa senza senso.
S*
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