Venezuela verso il disastro


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Davide Siccardi
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MessaggioInviato: Gio 28 Mag, 2015 16:16    Oggetto:   

HappyCactus ha scritto:

Forse perché il sistema non è la soluzione, si pretende che vi sia a tutti i costi una soluzione esogena, calata dall'alto, per questo genere di problemi, quando invece la soluzione è nella responsabilità personale, ma il sistema per definizione la elimina.
Lo stato (quello pervasivo come quello socialista, applicato in Italia in tutto il suo splendore) è il problema, non è la soluzione. Tutto qui.


E questo e' un problema culturale, molto piu' difficile da risolvere di qualunque problema "tecnico".
Saranno stati i tanti colonizzatori? L' abitudine a vivere nella gloria passata? Scarsa fiducia nelle possibilita' proprie?
Avere un padrone, essere schiavi ma mugugnosi e pretendere che il padrone sia pure benevolo.

Mah.
All' assalto del fortino!
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Davide Siccardi
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MessaggioInviato: Gio 28 Mag, 2015 16:57    Oggetto:   

HappyCactus ha scritto:
[

Se può farlo lo stato, lo può fare il privato. E il privato, che magari è anche stakeholder del progetto, o vi partecipa in regime di non-monopolio, può farlo con migliore produttività, non dovendo sostenere i costi della burocrazia e delle inevitabili prebende - non necessariamente dolose, a gestire soldi non tuoi come fa lo stato la disattenzione è all'ordine del giorno.
Un esempio concreto è la statale X in Sicilia, costruita in 30 giorni da un consorzio di privati per ovviare alle lentezze dello stato che avevano isolato il comune di non-ricordo-dove per oltre un anno.


Oppure l' esempio opposto: la regione Liguria.
La Regione Ligura ha burocraticamente dormito sugli appalti aggiudicati per la messain sicurezza del territorio ( ma tutto legale eh! c'era un ricorso, ed anche se in realta' i lavori sarebbero legalmente potuti partire nel casino allucinante che e' legislazione-comunicazionetraenti-chiarezzanelladivisionedellecompetenze semplicemente chi ha vinto non riceveva il via ai lavori) e lo scorso inverno e' successo di tutto.

Poi pero' la Paita (si proprio lei, non Burlando) ne ha combinata una notevole: presentazione della documentazione per il rimborso danni "non correttamente compilata".
Che vuol dire che dentro la richiesta c'erano un paio di comuni che non avevano diritto a rimborsi.
Ed era gia' successo in passato.
Ed era gia' stato intimato alla regione Liguria di non fare certi scherzi.
E si e' rischiato di perdere i rimborsi (le domande delle altre regioni sono state accettate subito).

Ora questo e' lo Stato, con tutti i suoi poteri e le sue esclusive e le sue "tutele della legalita'".
Oggi la Paita si presenta alle regionali: chiedersi perche' una cosi' palese debolezza non venga sfruttata dagli altri partiti politici.
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MessaggioInviato: Ven 29 Mag, 2015 09:09    Oggetto:   

Mi piace molto questa tabella, Istat 2015, tanto che la ripropongo in questa pagina...



Notare le due colonne, costo del lavoro e Valore Aggiunto.
Nel costo del lavoro dovrebbe essere computato anche i contributi, che però non sono versati, e dunque il costo reale è più alto.
Per chi non l'avesse capito, e in Italia stimo essere un buon 99.99% di persone, il nostro è un sistema a ripartizione e non a capitalizzazione. Ciò significa che i contributi versati non servono ad alimentare la vostra pensione futura, ma a pagare quella dei pensionati attuali. Significa che se lo stato non versa i contributi dei propri dipendenti, tali contributi 1) sono contabilizzati e quindi concorrono a costruire la pensione futura, 2) non contribuiscono effettivamente al pagamento delle pensioni dei pensionati di oggi e 3) qualcun altro nel privato paga al posto dello stato.
La naturale conseguenza, fissato il costo del lavoro, è che il lavoratore guadagna di meno. Senza considerare che almeno 60 miliardi di ammanco di tali contributi arrivano dalla fiscalità generale. E significa che tutti contribuiscono a pagare la pensione ai pensionati attuali senza che tali contributi siano effettivamente contabilizzati.

Quindi fate voi quanto sottovalutato è il costo del lavoro nel pubblico.

Bella truffa, eh?
Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi anche essere il campione del mondo, ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.
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MessaggioInviato: Ven 29 Mag, 2015 14:37    Oggetto:   

Davide Siccardi ha scritto:
Un po' piu' seriamente, per capire quale e' il problema dell' Italia:
la start up Cocontest sviluppata da giovani italiani... in pratica mette on line le richieste di chi ha bisogno di progetti di architettura all' interno di una comunita' di architetti ...e li mette in concorrenza per aggiudicarsi il lavoro sulla base della qualita' del progetto...
Bene in Italia 9 architetti eletti alla Camera (per 4 diversi schieramenti politic) hanno proceduto con interpellanza parlamentare e di conseguenza il Consiglio nazionale dell' ordine ha denunciato la startup all' Antitrust.
Noi in Italia ragioniamo cosi', merito e liberta' sono subordinati a qualcuno dall' alto che decide per noi e non intende perdere neppure un millimetro dei suoi privilegi... Ma senza dubbio il problema e' l' estorsione pardon l' evasione fiscale.

Non conoscevo il caso. Spero che le motivazioni sia di chi ha fatto le interpellanze sia dei fondatori di Cocontest, siano ragionevoli (anche se tutte opinabili).

Per quel poco che ho letto, ho percepito pareri discordanti. Oltre ad aver appreso che altri parlamentari hanno invece espresso opinioni critiche sull’interpellanza (segno che almeno la dialettica esiste… in un partito poi, fin troppa ultimamente).

Personalmente mi trovo più propenso a sposare le idee di chi porta innovazioni piuttosto di chi vi si oppone. Se quelli del Cocontest hanno fatto una pubblicità con un video un poco irriguardoso (… tra l’altro verso la stessa categoria che offrirebbe il servizio), non mi pare la fine del mondo.
Più strutturata è invece l’obiezione che l’offerta professionale data da un Architetto debba rispondere a seri requisiti (pensaunpo’ mi tocca richiamare un cavallo di battaglia di chi difende gli ordini...); ma anche qui mi permetto di concedermi un certo margine e desiderare che sia il mercato a decidere chi deve sopravvivere e chi no.

Ovviamente se si accetta che sia il mercato a decidere, si devono accettare anche alcuni assunti e alcune conseguenze che ne derivano.
Non ci devono essere tariffari minimi o “cartelli vari” (devono essere i professionisti validi a conquistarsi la “facoltà” di tenere le parcelle più alte). Per quanto ovvio si deve avere consapevolezza che non sempre ci può essere piena corrispondenza tra qualità offerta e quello che ti fanno pagare. Per certi lavori ci deve essere l’assunzione di precise responsabilità (insomma se ti chiamo per darmi qualche idea su come arredare al meglio la casa per recuperare spazio, è un conto… se entri nel merito dei muri da abbattere per farlo è un altro). E quant’atro. Ma il tutto, in sintesi, nell’interesse e in piena coscienza e libertà di scelta, sia del libero professionista, sia del consumatore/cliente..

Tanto per dire, praticamente tutto il contrario di quanto stanno mettendo in piedi i tassisti e i Giudici contro Uber.

Ma il tutto mi pare che abbia poco a che vedere con la questione del più o meno Stato. Qui evidentemente difetta il buon senso (per me recentemente ne ha fatto difetto anche la Corte Costituzionale, pensaunpo’).
Se 8 architetti/parlamentari entrano in merito a una questione che riguarda la loro categoria, cosa c’entra lo Stato?
Che poi, a ben guardare, com’è che le interrogazioni le fanno così di sovente proprio i politici riconducibili a qualche ordine privato?
Magari se al parlamento avessimo meno architetti, avvocati (soprattutto,), medici, giornalisti, (… ma poi rappresentano correttamente la percentuale di quelli che ci sono in Italia… o sono un tantino in eccesso…?), magari avremmo meno difese dei privilegi e più libertà… nel comparto privato.
Perché vedete, se chiedete alla gente se gli sta bene poter comprare farmaci, avere consulenze di qualsiasi genere, prendere taxi/affini ovunque e a prezzi concorrenziali, vi dice che gli sta bene.
Poi singolarmente le leve e le leggi pare invece le manovrino i farmacisti, gli architetti, gli avvocati, i taxisti, i baroni universitari e i lobbisti vari.
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MessaggioInviato: Ven 29 Mag, 2015 16:03    Oggetto:   

Antha ha scritto:

Magari se al parlamento avessimo meno architetti, avvocati (soprattutto,), medici, giornalisti, (… ma poi rappresentano correttamente la percentuale di quelli che ci sono in Italia… o sono un tantino in eccesso…?), magari avremmo meno difese dei privilegi e più libertà… nel comparto privato.


La public choice, la teoria dei giochi e più banalmente l'esperienza di tutti i giorni dimostra esattamente il contrario.
Il log rolling è anche noto con il termine "voto di scambio" e consiste nello scambio di favori ossia nella tutela dei propri interessi e di coloro che ci possono ritornare il favore.
In pratica, anche avessimo rappresentanti delle maggiori categorie equamente distribuiti in parlamento, otterremmo soltanto la tutela di *quelle* categorie attraverso scambi di voti per interessi reciproci. E dato che non puoi rappresentare tutte le categorie, tutte quelle possibili, ecco che si ottiene uno stato che tutela alcuni a scapito di altri.
Quindi il problema non è se gli 8 parlamentari fanno l'interrogazione, il problema è che è proprio lo stato che non dovrebbe regolamentare i settori economici con norme puntuali, ma al massimo garantire il rispetto dei principi generali, per esempio, nella fattispecie, la corretta informazione pubblicitaria, il rispetto dei contratti, il rispetto della buona fede e l'assunzione della responsabilità personale.
Perché vedi, è davvero irrilevante ai fini della sicurezza se un architetto è iscritto o no ad un ordine, dato che il prerequisito è solo il pagamento della tassa annuale (e poco altro), non la corretta esecuzione dei lavori. Quest'ultima, viceversa, è garantita dalla corretta informazione, dall'assunzione della responsabilità personale e dalla formazione professionale. Cosa che gli ordini, di per sé, non sono in grado di garantire.
Il discorso del prezzo è una palese idiozia sesquipedale. Se è vero che un buon lavoro si può fare raramente con un prezzo basso (raramente, non "mai"), è viceversa vero che un pessimo lavoro si possa fare anche con prezzi astronomici, cosa garantita dalle tariffe minime.
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Davide Siccardi
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MessaggioInviato: Ven 29 Mag, 2015 17:01    Oggetto:   

Antha ha scritto:

Non ci devono essere tariffari minimi o “cartelli vari” (devono essere i professionisti validi a conquistarsi la “facoltà” di tenere le parcelle più alte).


Oggi il cartello c'e' ed e' l' ordine degli architetti che fa quello che fanno tutti gli ordini: chiudono il mercato, imponendo il passaggio da chi in sostanza tramanda di padre in figlio la posizione conquistata magari tre generazioni fa, impone orari di lavoro e stipendi da fame a chi neo laureato (ma neanche tanto, magari laureati da molti anni) semplicemente non ha spazio e senza risorse economiche non ha modo di mostrarsi fuori dai suoi confini cittadini o regionali per non dire nazionali.

Antha ha scritto:

Ma il tutto mi pare che abbia poco a che vedere con la questione del più o meno Stato. Qui evidentemente difetta il buon senso (per me recentemente ne ha fatto difetto anche la Corte Costituzionale, pensaunpo’).


E' lo stesso principio: si impone un ordine superiore per legge che impone un passaggio che ovviamente non puo' che essere usato nel suo aspetto piu' deleterio.
Si offre un potere fortissimo di chiusura verso l' esterno.
Frutto della stessa mentalita' ed imposto nella stesas maniera, per legge: ovviamente poi non ci sono politici di primo piano che propongano l' abolizione degli ordini professionali.

E l' unica cosa che gli ordini di fatto fanno contro i loro iscritti e' imporre il pizz... cioe' il pagamento di iscrizione e previdenza.
Un amico medico testualmente mi disse "posso fare le peggio cose, dimenticarmi una pinza nella pancia di qualcuno, far crepare sotto i ferri qualcun altro e non ci sono problemi. ma se mi permetto di non pagare tanto per cominciare mi radiano e poi comincia il calvario".

Tanto per spiegare quanto l' ordine professionale tuteli i cittadini.
D' altro canto siamo tutti consapevoli dell' infima qualita' dell' informazione in Italia, no?

Questo succede quando si impone con la scusa della "morale" un controllo superiore sull' agire dei privati per "tutelare i cittadini".
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MessaggioInviato: Ven 29 Mag, 2015 18:55    Oggetto:   

Arrivata giusto oggi dall'ordine degli ingegneri di Andria e Barletta, l'attività di progettazione, direzione lavori, ecc ecc ecc ... per i servizi informatici è compito degli ingegneri ICT.
Adesso si ride, come prima cosa farò causa alla Apple, anzi no, alla Telit che è italiana, alla Grundig, e poi a tutti coloro che in Italia fanno elettronica, informatica o quant'altro, per esercizio abusivo della professione...
ahahahahah... Ma va cagare.

PS: per una volta qualcosa che andrebbe a mio favore, ma una delibera del genere fa talmente ribrezzo che me ne vergogno.
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Davide Siccardi
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MessaggioInviato: Ven 29 Mag, 2015 20:16    Oggetto:   

HappyCactus ha scritto:
Arrivata giusto oggi dall'ordine degli ingegneri di Andria e Barletta, l'attività di progettazione, direzione lavori, ecc ecc ecc ... per i servizi informatici è compito degli ingegneri ICT.
Adesso si ride, come prima cosa farò causa alla Apple, anzi no, alla Telit che è italiana, alla Grundig, e poi a tutti coloro che in Italia fanno elettronica, informatica o quant'altro, per esercizio abusivo della professione...
ahahahahah... Ma va cagare.



Certo: mica puoi scegliere chi fa meglio il lavoro, "deve" esserci un filtro di chi decide per te.

Questo intendevo Antha.
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MessaggioInviato: Sab 30 Mag, 2015 20:51    Oggetto:   

Davide Siccardi ha scritto:
HappyCactus ha scritto:
Arrivata giusto oggi dall'ordine degli ingegneri di Andria e Barletta, l'attività di progettazione, direzione lavori, ecc ecc ecc ... per i servizi informatici è compito degli ingegneri ICT.
Adesso si ride, come prima cosa farò causa alla Apple, anzi no, alla Telit che è italiana, alla Grundig, e poi a tutti coloro che in Italia fanno elettronica, informatica o quant'altro, per esercizio abusivo della professione...
ahahahahah... Ma va cagare.



Certo: mica puoi scegliere chi fa meglio il lavoro, "deve" esserci un filtro di chi decide per te.

Questo intendevo Antha.

E a me pareva di aver di aver chiarito che certi filtri non li gradisco neppure io.
Quello che ci divide è che personalmente non denigro il concetto di Stato perchè diversi suoi esponenti sono dei cialtroni.
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MessaggioInviato: Sab 30 Mag, 2015 21:18    Oggetto:   

Antha ha scritto:

E a me pareva di aver di aver chiarito che certi filtri non li gradisco neppure io.
Quello che ci divide è che personalmente non denigro il concetto di Stato perchè diversi suoi esponenti sono dei cialtroni.


Non e' che denigro il concetto di Stato, e' che lo Stato ha esteso troppo i suoi confini.
I cialtroni sono la conseguenza ovvia, non casuale.
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MessaggioInviato: Lun 01 Giu, 2015 09:13    Oggetto:   

Antha ha scritto:

E a me pareva di aver di aver chiarito che certi filtri non li gradisco neppure io.
Quello che ci divide è che personalmente non denigro il concetto di Stato perchè diversi suoi esponenti sono dei cialtroni.


Ti rendi però conto che se hai dubbi sulle intenzioni del privato, proprio perché privato, dovresti a maggior ragione averle dal pubblico, dato che non è assolutamente automatico (anzi) che chi diventa un esponente del pubblico diventi improvvisamente un santo, vero?
Che cosa è che rende un individuo "buono", solo il fatto di diventare parte dello stato?
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MessaggioInviato: Lun 01 Giu, 2015 09:19    Oggetto:   

Davide Siccardi ha scritto:
Antha ha scritto:

E a me pareva di aver di aver chiarito che certi filtri non li gradisco neppure io.
Quello che ci divide è che personalmente non denigro il concetto di Stato perchè diversi suoi esponenti sono dei cialtroni.


Non e' che denigro il concetto di Stato, e' che lo Stato ha esteso troppo i suoi confini.
I cialtroni sono la conseguenza ovvia, non casuale.


Neanche io lo denigro tout-court. C'è Stato e stato, come c'è Legge e legge. Lo Stato accettabile è quello minimo, quello al massimo indotto dalla Legge, tutto rigorosamente con la lettera maiuscola. Per la differenza con lo stato e la legge (minuscoli), rimando alla lettura di "La Legge" di Bastiat.
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Fedemone
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MessaggioInviato: Gio 04 Giu, 2015 15:27    Oggetto:   

HC: "Forse perché il sistema non è la soluzione, si pretende che vi sia a tutti i costi una soluzione esogena, calata dall'alto, per questo genere di problemi, quando invece la soluzione è nella responsabilità personale, ma il sistema per definizione la elimina.
Lo stato (quello pervasivo come quello socialista, applicato in Italia in tutto il suo splendore) è il problema, non è la soluzione. Tutto qui."

HC: "Ti rendi però conto che se hai dubbi sulle intenzioni del privato, proprio perché privato, dovresti a maggior ragione averle dal pubblico, dato che non è assolutamente automatico (anzi) che chi diventa un esponente del pubblico diventi improvvisamente un santo, vero?
Che cosa è che rende un individuo "buono", solo il fatto di diventare parte dello stato?"

Siccardi: "E questo e' un problema culturale, molto piu' difficile da risolvere di qualunque problema "tecnico".
Saranno stati i tanti colonizzatori? L' abitudine a vivere nella gloria passata? Scarsa fiducia nelle possibilita' proprie?
Avere un padrone, essere schiavi ma mugugnosi e pretendere che il padrone sia pure benevolo. "

Ci sono tante ottime parole qui, ma purtroppo sono meno ottimista sulle soluzioni.
Non che abbia benché da ridire su concetti base come:
- non è la forma di governo a renderlo migliore o peggiore (lo è solo per chi tifa questo o quel partito)
- molto stato non garantisce nulla. Il problema più che alla democrazia Greca va ricondotto alla domanda retorica di Giovenale: Chi custodisce i custodi? E da allora la soluzione non si è trovata: chi ha in mano il potere non dà nessuna garanzia di come lo usi
- la soluzione sta nell'etica personale. Che sebbene per molti versi sia migliore di quanto si creda, la realtà e la storia ci insegna che è vero anche il vice versa. CI vuole cultura, promozione di atteggiamenti virtuosi e via dicendo... La fantascienza vuole rendere le persone migliori tramite trattamenti fisici/materiali, la storia invece ci insegna - tramite filosofia, letteratura, religioni (non le istituzioni religiose) - a migliorarci....
- la soluzione che il privato sia automaticamente meglio del "pubblico" mi lascia perplesso se le male premesse non vengono elimnate: un sacco di soldi che girano accoppiati a nessuna responsabilità. Ciò rovina pubblico, privato, migliori e peggiori intenzioni. E poi serve un sistema immunitario agli arrivisti e parassiti, che son bandieruole (vanno con chi vince) e sono il lato più perverso del do ut des prima citato (ci si dà una mano sì, ma nell'aggirare leggi e far soldi sulle spalle degli altri). Finché l'accoppiata malevola e assenza di anticorpi sono le premesse, nessun sistema potrà mai funzionare, purtroppo.

E poi di economia ne so poco (a torto o a ragione), ma so ad esempio che la ricetta dei Chicago Boys usata nel sud america ha alzato molto la fascia media (quella che fa, alcuni dicono citanod infrastrutture e città) ma impoverito molto gli altri (senza tirare in ballo atteggiammenti assolutamente nefasti usati dalle grosse multinazionali). E questo non è quello che vorrei focalizzare l'attenzione ma sulla questione di cosa ci si aspetta da uno stato a questo punto, in maniera da poterlo definere meglio (e quindi nel caso migliore farlo ritrarre entro certi confini specific, ad oggi fin troppo oltrepassati).
Ossia da ocme si sia passato da stato come apparato burocratico che accompagna il vincitore/stato/tribù più forte (e da cui si aspetta servitude e tirannia egabelle) all'evoluzione del contratto sociale, ossia stato come fonte di mutua assicurazione/aiuto reciproco minimo. Quello che Spencer invoca a gran voce a sostituzione dello stato.
Ma temo che lo stato esista proprio per provvedere anche a coloro che nella stupidtà, ignoranza, cattiva lungimiranza, eccetera, non sanno gestire sé e i proprio futuro (es. mettere soldi da parte per la vecchiaia, oggi incaranta nel nostro paese come INPS).
Da una parte è giusto non avere niente di obbligatorio e lasciare tutto alle decisioni del singolo ma così si rischia davvero di incappare nelle conseguenze nefaste del darwinismo sociale: lasciando che chi ha fatto un errore sia del tutto fuori dal giro di soccorso e aiuto (che a parte lo trovo non molto ammissibile umanamente, difficilmente questo porterà costoro alla semplice scomparsa come vorrebbe la teoria, ma solo ad una vita infernale).

Ovviamente non ho soluzioni di nessun tipo, ma almeno uno sfogo su un forum uno lo può avere Smile
Tobanis
Antinano Antinano
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MessaggioInviato: Gio 04 Giu, 2015 16:32    Oggetto:   

Andrebbe anche detto che la soluzione all'italiana prevede la libertà del singolo di fare quello che vuole, senza le responsabilità, però.

Perchè se da noi imperversa il perdonismo, non si può lasciare la libertà al singolo, che arriverà piagnucolando come gli idioti che REGOLARMENTE VENGONO beccati TUTTI da carabinieri, polizia, etc... che non se ne può più, anche come delinquenti, i nostri politici non valgono nulla.

Allora, se il singolo vuole la libertà, paga.

Invece qua si depenalizza il falso in bilancio (in USA, dove hai la libertà, se falsifichi i conti, vai in galera senza passare per il via, ma non per scherzo). Ora pare si torni indietro.

LIbertà di evadere, ma senza controlli.
IN USA, evadi, galera. Anche se ti chiami Wesley Snipes e non hai evaso sto granchè.

La corruzione, che in Europa è punita sugli 8 anni di galera, ora si parla (ma non è definito) di portarla anche in Italia su quelle cifre. In USA sono 20 anni di galera.

Gli USA non sono il Paradiso, mi stanno pure sulle palle (si fa per dire), ma almeno sono più seri, e non vige il perdonismo. Loro si fidano, il cittadino è responsabile (e colpevole) di cioò che fa, e se freghi, paghi. Qua se freghi, applausi.
Qua siamo i soliti Pulcinella, a ogni livello.
HappyCactus
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MessaggioInviato: Gio 04 Giu, 2015 17:04    Oggetto:   

Tobanis ha scritto:
Andrebbe anche detto che la soluzione all'italiana prevede la libertà del singolo di fare quello che vuole, senza le responsabilità, però.


Ok, ora tocca a me: ci sono un inglese, un francese e un italiano, che....

Laughing


Scusa, non ho resistito...

La questione è l'esatto contrario. Non c'è libertà di fare quello che vuole, anzi. Ma se il singolo lo fa, non è responsabilizzato, sia che sia una cosa legale o che sia una cosa illegale. Se è illegale, dipende da quanto bravo è a farla. Questo è darwinismo sociale, non quello citato nel post più sopra.
In più non hai la possibilità di difenderti né di esser difeso, perché la giustizia e la forza, di cui lo stato è l'unico depositario, ti è preclusa.
Per cui ecco che vincono i più furbi e i più violenti.
Ve l'immaginate una scena come l'inseguimento di Roma negli USA?

Citazione:


Invece qua si depenalizza il falso in bilancio (in USA, dove hai la libertà, se falsifichi i conti, vai in galera senza passare per il via, ma non per scherzo). Ora pare si torni indietro.

LIbertà di evadere, ma senza controlli.





Ma anche no, abbiamo il sistema di controllo finanziario più sofisticato al mondo. La GdF ha tutte le capacità di incrociare le banche dati finanziarie di tutti i possibili soggetti (banche assicurazioni finanziarie ecc...). Ma Mafia Capitale continua a prosperare.
Sai perché ? perché chi è in grado di influenzare il potere, politico o giudiziario, fa leggi e sistemi a proprio uso e consumo.
Ma noi continuiamo a volere più stato, perché in fondo, prenderlo in cu*o ci piace. E allora via con le giustificazioni alla lotta all'evasione, che colpisce chi non è in grado di essere coerente con gli studi di settore, che sono in genere i soggetti in crisi, cioè i più deboli, via alle tasse regressive come le imposte di bollo, che penalizza i piccoli depositi, perché patrimoniale è bello, caccia al rentier, schifosi ricchi che vivono di rendita.
In fondo, all'italiano che vota a sinistra, prenderla nel sedere piace.
Quello che vota a destra è talmente beota che non se ne accorge ( https://twitter.com/Camelotdestra/status/606471303554580481 ).
Gli altri, vabbè, poracci, meglio soprassedere.

Scusate, ma alla lunga tutta questa discussione mi amareggia parecchio...
Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi anche essere il campione del mondo, ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui.
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