Asimov


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Autore Messaggio
Krax [7288]
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MessaggioInviato: Dom 27 Giu, 2004 07:59    Oggetto: Io, Robot   

Ho appena finito di leggere Io, Robot e devo dirvi che, nonostante mi sia abbastanza piaciuto, ne sono rimasto davvero deluso xchè mi era stato dipinto come una specie di capolavoro che, invece, a parer mio nn è.
Ora vorrei sapere se tutti i libri di Asimov sono così... come dire...ah!(so che mi scannerete per questo)poco originali, troppo canonici; capite cosa intendo?
Annarita Petrino
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Dom 27 Giu, 2004 08:55    Oggetto: Re: Io, Robot   

Krax ha scritto:

>Ho appena finito di leggere Io, Robot e devo
>dirvi che, nonostante mi sia abbastanza
>piaciuto, ne sono rimasto davvero deluso xchè mi
>era stato dipinto come una specie di capolavoro
>che, invece, a parer mio nn è.
>Ora vorrei sapere se tutti i libri di Asimov
>sono così... come dire...ah!(so che mi
>scannerete per questo)poco originali, troppo
>canonici; capite cosa intendo?

Poco originali? Rispetto a cosa? Alcuni considerano Io robot il vademecum della fantascienza, me compresa ma il mio non è un parere obiettivo perchè io sono una fan sfegatata di asimov e lo considero il mio maestro. Sull'edizione che ho io di questo libro che è quella tascabile della Bompiani c'è persino scritto Il testo fondamentale della fantascienza.

Poco originali hai detto? Stiamo parlando dello scrittore che ha messo su carta le tre leggi della robotica. In ogni caso è sempre una questione di gusti ed evidentemente a te non piace lo stile di Asimov. Io Robot è un insieme di racconti uniti da un ideale filo conduttore, (pubblicati anche separatamente) e che meglio identificano le problematiche relative ai robot e alle loro leggi. Questo ne fa un capolavoro unico. Ma ripeto, è una questione di gusti.

Per quanto riguarda gli altri libri, se non ti è piaciuto questo credo tu possa risparmiarti la fatica di leggere tomi come il ciclo della fondazione o quello dei Robot.

Annarita
MessaggioInviato: Dom 27 Giu, 2004 12:36    Oggetto: Re: Io, Robot   

Bé dunque Io, Robot è una collezione di vari racconti che erano stati scritti separatamente. Si parla di "pietra miliare della fantascienza" proprio perché per l aprima volta ci troviamo di fronte ad un'opera completa che unisce short stories di fantascienza che hanno un unico filo conduttore, ma bisogna ricordarsi che ognuna di queste è indipendente sia come genesi che come pubblicazione originaria. Inoltre ogni racconto è un piccolo tassello in una possibile "storia dei robot" (che tra l'altro non si esaurirà con Io,Robot, ma con altre raccolte ed il primo ciclo dei robot se proprio vogliamo). Che non emozioni può anche essere accettabile: se giungi al libro con l'aspettativa di un mega-racconto di suspance bé allora i tuoi presupposti sono erronei. Ma se prendi il libro come un inizio, una genesi di tutta una letteratura ed una scienza bè allora...direi che "masterpiece" è un termine sin troppo poco elogiativo. Molti dei racconti, parlo ora da un punto di vista più personale, li ho trovai avvincenti, avventurosi ed affascinanti. Certo il racconto è un genere che ben si discosta dal romanzo, nonché dal ciclo. Ti consiglio comunque di procedere nella lettura dei classici di Asimov, indirizzandoti proprio alla trilogia della Fondazione, un insieme di avventure che sono prorpio una via di mezzo tra il racconto ed il romanzo, con un'avventura e soprattutto un'ondata di emozioni che poche volte troverai in letteratura. Se ho ben capito da dove nasce la tua delusione per Io, Robot (come al solito sono sempre le aspettative ed i presupposti che fregano l'uomo nelle considerazioni, nonché nei giudizi...aimè animo umano!) troverai nella trilogia della Fondazione un degno appagamento (miraccomando, la trilogia, non l'intero ciclo!)!
Wey

PS: ovviamente queste sono solo le mie posizioni, nate da riflessioni del tutto personali...
MessaggioInviato: Lun 28 Giu, 2004 12:53    Oggetto: Re: Io, Robot   

Krax ha scritto:

>poco originali, troppo
>canonici; capite cosa intendo?

Temo che ti sia risposto da solo. Io Robot E' il canone. Prima di Asimov c'era un modo di parlare dei robot (di solito macchine che si ribellano ai propri creatori) dopo Asimov la fantascienza è cambiata al punto che le tre leggi della robotica sono quasi "reali". Non so quanta fantascianza tu abbia letto o visto prima di accingerti a leggere questo libro. Indubbiamente certi robor paiono scopiazzati (per dire) da DATA di Star Trek, c'è solo da ricordare chi è nato prima.
Io ho avuto la fortuna di iniziare proprio da Asimov ("il meglio di", per l'esattezza), come molti di noi, e il "già visto" ci rimanda proprio a queste letture.
Se me la permetti, una considerazione di stile.
Asimov era uomo di scinza, pratico. Lo stiule è scarno, essenziale, chiaro. Le cose vengono dette una volta, non ci si perde in descrizioni infinite e la delineazione dei caratteri è tratteggiata con pochi, rapidi colpi di penna. Se ami stili pomposi o contorti (tipo Tolkien che ogni personaggio lo chiama con 6 nomi diversi e se non hai appunti ti perdi, lascia e riprende i personaggi lungo il cammino, è lento nelle destrizioni...) allora sì! cambia autore.
Ciao
CassiopeA
crazy diamond
*Foffomante* *Foffomante*
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MessaggioInviato: Lun 28 Giu, 2004 16:10    Oggetto: Re: Io, Robot   

Weyoun_0 ha scritto:

>Bé dunque Io, Robot è una collezione di vari
>racconti che erano stati scritti separatamente.
>Si parla di "pietra miliare della fantascienza"
>proprio perché per l aprima volta ci troviamo di
>fronte ad un'opera completa che unisce short
>stories di fantascienza che hanno un unico filo
>conduttore, ma bisogna ricordarsi che ognuna di
>queste è indipendente sia come genesi che come
>pubblicazione originaria. Inoltre ogni racconto
>è un piccolo tassello in una possibile "storia
>dei robot" (che tra l'altro non si esaurirà con
>Io,Robot, ma con altre raccolte ed il primo
>ciclo dei robot se proprio vogliamo). Che non
>emozioni può anche essere accettabile: se giungi
>al libro con l'aspettativa di un mega-racconto
>di suspance bé allora i tuoi presupposti sono
>erronei. Ma se prendi il libro come un inizio,
>una genesi di tutta una letteratura ed una
>scienza bè allora...direi che "masterpiece" è un
>termine sin troppo poco elogiativo. Molti dei
>racconti, parlo ora da un punto di vista più
>personale, li ho trovai avvincenti, avventurosi
>ed affascinanti. Certo il racconto è un genere
>che ben si discosta dal romanzo, nonché dal
>ciclo. Ti consiglio comunque di procedere nella
>lettura dei classici di Asimov, indirizzandoti
>proprio alla trilogia della Fondazione, un
>insieme di avventure che sono prorpio una via di
>mezzo tra il racconto ed il romanzo, con
>un'avventura e soprattutto un'ondata di emozioni
>che poche volte troverai in letteratura. Se ho
>ben capito da dove nasce la tua delusione per
>Io, Robot (come al solito sono sempre le
>aspettative ed i presupposti che fregano l'uomo
>nelle considerazioni, nonché nei giudizi...aimè
>animo umano!) troverai nella trilogia della
>Fondazione un degno appagamento (miraccomando,
>la trilogia, non l'intero ciclo!)!
>Wey
>
>PS: ovviamente queste sono solo le mie
>posizioni, nate da riflessioni del tutto
>personali...

Condivido parola per parola quanto detto da Wyounm precisando che ha differenza sua (se non ricordo male; in caso contrario mi scuso con Weyonum per la gaffes), io come Krax (come sopra per Weyonum)sono anche un grande estimatore di Dick.
Può essere che ti sei accostato prima a quest'ultimo autore (o a qualcuno di simile) Krax e rispetto a lui consideri Asimov "canonico"??? Ho colto nel segno???
Però, a parere mio l'accostamento è insostenibile:sono autori troppo diversi, con stili e finalità del tutto differenti (non di meno li considero entrambi due veri pilastri della fantascienza).
Io ho scoperto ed imparato ad amare la fantascienza grazie ad Asimov (avevo 14-15 anni quando lessi per la prima volta la trilogia delle fondazioni) e a tanti anni di distanza non riesco ancora a trovare una parola per decivere le sue opere, diversa da: "immense"

Un saluto
Crazy Diamond


Quaoar
Horus Horus
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MessaggioInviato: Mar 29 Giu, 2004 15:56    Oggetto: Re: Abissi d'Acciaio e Sole Nudo   

Krax ha scritto:

>Ho appena finito di leggere Io, Robot e devo
>dirvi che, nonostante mi sia abbastanza
>piaciuto, ne sono rimasto davvero deluso xchè mi
>era stato dipinto come una specie di capolavoro
>che, invece, a parer mio nn è.
>Ora vorrei sapere se tutti i libri di Asimov
>sono così... come dire...ah!(so che mi
>scannerete per questo)poco originali, troppo
>canonici; capite cosa intendo?

La poca originalità nasce dal fatto che Asimov è stato il modello cui si sono ispirati molti scrittori e che quindi le sue tematiche siano state digerite e ripresentate, fritte rifritte e condite in con altre salse, in svariati libri, spesso mediocri. Resta comunque il fatto che sono i discepoli ad avere scopiazzato il Maestro e non viceversa.
Originalissimo per l'epoca in cui è stato concepito - quella dei computer a valvole grandi quanto palazzi - era infatti il cervello positronico, vera anticipazione dei computer quantistici di cui adesso si stanno studiando le basi.
Tuttavia non è solo l'aspetto tecnico a fare del nostro Asimov un grande: è interessantissimo anche tutto l'aspetto "sociale" della narrativa asimoviana: le grandi e iperaffollate magalopoli-formicaio-utero sotterranee di Abissi d'Acciaio, con tutte le problematiche annesse e magistralmente sviluppate della convivenza in ambienti ristretti... e questo non basta ancora perché in questo inquietante scenario avveniristico, Asimov ci inserisce un'avvincente romanzo giallo con una strana coppia di investigatori formata da un uomo ed un robot, attraverso la quale si esplorano le problematiche dell'interazione uomo-macchina. Nel romanzo successivo di questa serie, Il Sole Nudo, la stessa coppia di investigatori viene trasportata su Solaria, un pianeta con problematiche opposte a quelle della Terra: sottopopolato, 20 mila abitanti in tutto, dove ciascuno a un'immensa tenuta e vive da solo in una torre-città servito come un principe da migliaia di robot. E' interessantissima anche la caratterizzazione psicologia dei solariani, che interagiscono telematicamente e hanno orrore del contatto umano diretto, così come il terrestre Baley, vissuto sempre in città sotterranee affollatissime, soffre di agorafobia e ha paura del cielo aperto...
Personalmente li ho trovati dei capolavori. Come si fa a dire che Asimov non è originale?


MessaggioInviato: Mar 29 Giu, 2004 21:23    Oggetto: Re: Abissi d'Acciaio e Sole Nudo   

Luigi ha scritto:

>Krax ha scritto:
>
>>Ho appena finito di leggere Io, Robot e devo
>
>>dirvi che, nonostante mi sia abbastanza
>>piaciuto, ne sono rimasto davvero deluso
>xchè mi
>>era stato dipinto come una specie di
>capolavoro
>>che, invece, a parer mio nn è.
>>Ora vorrei sapere se tutti i libri di Asimov
>
>>sono così... come dire...ah!(so che mi
>>scannerete per questo)poco originali, troppo
>
>>canonici; capite cosa intendo?
>
>La poca originalità nasce dal fatto che Asimov è
>stato il modello cui si sono ispirati molti
>scrittori e che quindi le sue tematiche siano
>state digerite e ripresentate, fritte rifritte e
>condite in con altre salse, in svariati libri,
>spesso mediocri. Resta comunque il fatto che
>sono i discepoli ad avere scopiazzato il Maestro
>e non viceversa.
>Originalissimo per l'epoca in cui è stato
>concepito - quella dei computer a valvole grandi
>quanto palazzi - era infatti il cervello
>positronico, vera anticipazione dei computer
>quantistici di cui adesso si stanno studiando le
>basi.
>Tuttavia non è solo l'aspetto tecnico a fare del
>nostro Asimov un grande: è interessantissimo
>anche tutto l'aspetto "sociale" della narrativa
>asimoviana: le grandi e iperaffollate
>magalopoli-formicaio-utero sotterranee di Abissi
>d'Acciaio, con tutte le problematiche annesse e
>magistralmente sviluppate della convivenza in
>ambienti ristretti... e questo non basta ancora
>perché in questo inquietante scenario
>avveniristico, Asimov ci inserisce un'avvincente
>romanzo giallo con una strana coppia di
>investigatori formata da un uomo ed un robot,
>attraverso la quale si esplorano le
>problematiche dell'interazione uomo-macchina.
>Nel romanzo successivo di questa serie, Il Sole
>Nudo, la stessa coppia di investigatori viene
>trasportata su Solaria, un pianeta con
>problematiche opposte a quelle della Terra:
>sottopopolato, 20 mila abitanti in tutto, dove
>ciascuno a un'immensa tenuta e vive da solo in
>una torre-città servito come un principe da
>migliaia di robot. E' interessantissima anche la
>caratterizzazione psicologia dei solariani, che
>interagiscono telematicamente e hanno orrore del
>contatto umano diretto, così come il terrestre
>Baley, vissuto sempre in città sotterranee
>affollatissime, soffre di agorafobia e ha paura
>del cielo aperto...
>Personalmente li ho trovati dei capolavori. Come
>si fa a dire che Asimov non è originale?
>
>
>

Pienamente d'accordo...però al termine "sociale" sostituirei quello di "umanistico"...
Annarita Petrino
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Gio 01 Lug, 2004 12:45    Oggetto: Re: Abissi d'Acciaio e Sole Nudo   

Io concordo, il ciclo dei Robot di cui questi romanzi fanno parte è geniale. Ci sono così tanti colpi di scena da spingerti ad arrivare col fiato sospeso fino all'ultima pagina e tra le altre cose è propro dalla lettura di questi romanzi che mi è venuta l'ispirazione per scrivere i miei.
gray [1927]
Ospite

MessaggioInviato: Ven 02 Lug, 2004 08:10    Oggetto: Re: Abissi d'Acciaio e Sole Nudo   

Luigi ha scritto:

>Originalissimo per l'epoca in cui è stato
>concepito - quella dei computer a valvole grandi
>quanto palazzi - era infatti il cervello
>positronico, vera anticipazione dei computer
>quantistici di cui adesso si stanno studiando le
>basi.

Tant'è vero che l'androide Data di Star Trek: The Next Generation (anni '90) è modellato proprio a partire dal cervello positronico di Asimov. Nel senso che il creatore di Data (quello che esiste solo nella finzione, per intenderci) si è ispirato proprio ai romanzi di Asimov per la creazione della sua "macchina"...
Un saluto
Quaoar
Horus Horus
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MessaggioInviato: Lun 12 Lug, 2004 19:09    Oggetto: Re: che fine hanno fatto i solariani?   

gray ha scritto:

>Luigi ha scritto:
>
>>Originalissimo per l'epoca in cui è stato
>>concepito - quella dei computer a valvole
>grandi
>>quanto palazzi - era infatti il cervello
>>positronico, vera anticipazione dei computer
>
>>quantistici di cui adesso si stanno
>studiando le
>>basi.
>
>Tant'è vero che l'androide Data di Star Trek:
>The Next Generation (anni '90) è modellato
>proprio a partire dal cervello positronico di
>Asimov. Nel senso che il creatore di Data
>(quello che esiste solo nella finzione, per
>intenderci) si è ispirato proprio ai romanzi di
>Asimov per la creazione della sua "macchina"...
>Un saluto

Nella prefazione a "I Robot e l'Impero" il Maestro manifestava la sua intenzione a scrivere un seguito.
Il romanzo infatti si chiude con Giskard che a causa di un insanabile conflitto etico si pianta in un irrimediabile crash e Daneel che resta solo con il compito immane di badare alla colonizzazione della galassia, senza però chiarire il mistero della sparizione dei solariani.
Qualcuno sa dirmi se Asimov ha effettivamente scritto il seguito de I Robot e l'Impero, oppure è mancato prima?

Un saluto
Luigi
Annarita Petrino
Hortha Hortha
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MessaggioInviato: Lun 12 Lug, 2004 19:18    Oggetto: Re: che fine hanno fatto i solariani?   

<Credo davvero che sia mancato prima. o si sarebbe risaputo. chissà se qualcuno mai saprà scriverlo.

Non possiamo che sperare.

Annarita

Luigi ha scritto:

>gray ha scritto:
>
>>Luigi ha scritto:
>>
>>>Originalissimo per l'epoca in cui è
>stato
>>>concepito - quella dei computer a
>valvole
>>grandi
>>>quanto palazzi - era infatti il cervello
>
>>>positronico, vera anticipazione dei
>computer
>>
>>>quantistici di cui adesso si stanno
>>studiando le
>>>basi.
>>
>>Tant'è vero che l'androide Data di Star
>Trek:
>>The Next Generation (anni '90) è modellato
>>proprio a partire dal cervello positronico
>di
>>Asimov. Nel senso che il creatore di Data
>>(quello che esiste solo nella finzione, per
>>intenderci) si è ispirato proprio ai romanzi
>di
>>Asimov per la creazione della sua
>"macchina"...
>>Un saluto
>
>Nella prefazione a "I Robot e l'Impero" il
>Maestro manifestava la sua intenzione a scrivere
>un seguito.
>Il romanzo infatti si chiude con Giskard che a
>causa di un insanabile conflitto etico si pianta
>in un irrimediabile crash e Daneel che resta
>solo con il compito immane di badare alla
>colonizzazione della galassia, senza però
>chiarire il mistero della sparizione dei
>solariani.
>Qualcuno sa dirmi se Asimov ha effettivamente
>scritto il seguito de I Robot e l'Impero, oppure
>è mancato prima?
>
>Un saluto
>Luigi

Glenn Silver
Morlock
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MessaggioInviato: Mar 13 Lug, 2004 20:22    Oggetto: Re: Io, Robot   

io mi travo in alcuni punti in accordo con Krax... probabilmente l'opera di Asimov è talmente osannata che per mi ha un pò "deluso"... ma d'altra parte è così per tutto, ciascuno si aspetta che l'opera sia prefetta per i propri gusti.
io credo che Io Robot sia un testo "universale", una bibbia, un pò come il signore degli anelli.
e per il fatto che sappia di "vecchio" o di "già letto" è piuttosto logico, quelli che sono venuti dopo si sono più o meno ispirati ai suoi testi e di riflesso li hanno trasmessi ai lettori.

I racconti di Io Robot sono semplicemente Geniali (non la genialità di Brown, qualcosa di mooolto più concreto) e splendidi, unica pecca che sia lungo da leggere...
Annarita Petrino
Hortha Hortha
Messaggi: 131
MessaggioInviato: Mer 21 Lug, 2004 12:18    Oggetto: Re: Io, Robot   

Intanto la polemica sul film dilaga! E si parla già di un film ispirato alla saga della Fondazione!

Per dirla con Elija Baley: Giosafatte!
Quaoar
Horus Horus
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Località: Fascia di Kuiper, 6 miliardi di km dal Sole
MessaggioInviato: Mar 27 Lug, 2004 19:24    Oggetto: Le correnti dello spazio: quando la SF anticipa la scienza   

Chi l'ha letto? Il romanzo è ambiantato sul pianeta Florina, unico posto dove cresce un particolare tipo di pianta da cui si ricava un tessuto pregiatissimo.
La stella di Fiorina, però, è destinata a esplodere, perché per sua sfortuna si trova in una corrente di carbonio... E poi c'è tutta una storia dello scienziato che scopre questo fatto che viene privato dei ricordi tramite una psicosonda. Il romanzo è godibile e scorrevole: se non l'avete letto, leggetelo perché ne vale la pena.
Quello che invece è interessante è l'ipotesi che una stella possa esplodere per cause esterne: in particolare, navigando sul sito di "Le Scienze" ho trovato un articolo interessante su una serie di supernove innescate appunto da una corrente proveniente dal centro della galassia... in pratica ecco le Correnti dello Spazio di Asimov!

Per chi volesse approfondire: www.lescienze.it/sixcms/detail.php3?id=5728

Un saluto
Luigi

P.S. C'è da premettere, però, che queste stelle che esplodono sono delle nane bianche che investite dalla corrente di materia aumentano la loro massa superando il limite di Chandrasekar e collassano in stelle di neutroni esplodendo in supernove. E intorno alle nane bianche è impossibile che ci siano pianeti abitati come Florina, comunque è suggestivo come il Maestro abbia anticipato d'una quarantina d'anni una scoperta scientifica.


Annarita Petrino
Hortha Hortha
Messaggi: 131
MessaggioInviato: Mer 28 Lug, 2004 08:21    Oggetto: Re: Le correnti dello spazio: quando la SF anticipa la scien   

Io l'ho letto diversi anni fa e beh si mi ricordo bene il fatto della psicosonda. Quanto al fatto di anticipare la scienza, credo fosse una delle caratteristiche di Asimov. l'altro giorno stavo guardando uno speciale sul film Terminator 3 ed i creatori hanno mostrato come i robot presenti sulla scena non fossero digitalòi ma reali. Avevano creato anche un Terminator robot. il punto è: i robot umanoidi, dunque, già esistono. Quanto ci vorrà prima che qualcuno riesca trovare il modo di imprimervi le tre leggi della robotica? Anzi, le 4 leggi per essere esatti?

Smile))
Luigi ha scritto:

>Chi l'ha letto? Il romanzo è ambiantato sul
>pianeta Florina, unico posto dove cresce un
>particolare tipo di pianta da cui si ricava un
>tessuto pregiatissimo.
>La stella di Fiorina, però, è destinata a
>esplodere, perché per sua sfortuna si trova in
>una corrente di carbonio... E poi c'è tutta una
>storia dello scienziato che scopre questo fatto
>che viene privato dei ricordi tramite una
>psicosonda. Il romanzo è godibile e scorrevole:
>se non l'avete letto, leggetelo perché ne vale
>la pena.
>Quello che invece è interessante è l'ipotesi che
>una stella possa esplodere per cause esterne: in
>particolare, navigando sul sito di "Le Scienze"
>ho trovato un articolo interessante su una serie
>di supernove innescate appunto da una corrente
>proveniente dal centro della galassia... in
>pratica ecco le Correnti dello Spazio di Asimov!
>
>
>Per chi volesse approfondire:
>www.lescienze.it/sixcms/detail.php3?id=5728
>
>Un saluto
>Luigi
>
>P.S. C'è da premettere, però, che queste stelle
>che esplodono sono delle nane bianche che
>investite dalla corrente di materia aumentano la
>loro massa superando il limite di Chandrasekar e
>collassano in stelle di neutroni esplodendo in
>supernove. E intorno alle nane bianche è
>impossibile che ci siano pianeti abitati come
>Florina, comunque è suggestivo come il Maestro
>abbia anticipato d'una quarantina d'anni una
>scoperta scientifica.
>
>
>

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