Gianfranco Viviani lascia l'Editrice Nord


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Autore Messaggio
Corriere della Fantascienza
Redazione
Messaggi: 6389
MessaggioInviato: Lun 18 Apr, 2005 11:28    Oggetto: Gianfranco Viviani lascia l'Editrice Nord   

Gianfranco Viviani lascia l'Editrice Nord

Leggi l'articolo.
Bruno Codan
Ospite

MessaggioInviato: Lun 18 Apr, 2005 11:28    Oggetto: Era ora!!   

Così forse ora la Nord smetterà di proporci i soliti tre, quattro titoli che continua a propinarci, con copertine diverse, ormai da alcuni anni! Vedi ultima "nuova" proposta della Biblioteca Nord
X
Haut-Lord Haut-Lord
Messaggi: 1897
MessaggioInviato: Lun 18 Apr, 2005 12:43    Oggetto:   

Va anche detto, però, che prima che la crisi del mercato si facesse sentire al punto da obbligare la Nord ad aderire al Gruppo Longanesi, questa era l'unica casa editrice italiana a pubblicare con una certa sistematicità autori nostrani... Il che non mi pare un merito da poco.

Cordialmente,
X
Ex tenebris, veritas.

Holonomikon
Jirel
haut-lady
Messaggi: 4396
Località: Milano
MessaggioInviato: Lun 18 Apr, 2005 13:22    Oggetto:   

Speriamo che davvero gli "eredi" rimangano nell'ambito sf - fantasy, e non facciano come la Fanucci che ormai pubblica pochissime novita sf Crying or Very sad
La paura uccide la mente
metalupo
Chtorr Chtorr
Messaggi: 321
MessaggioInviato: Mar 19 Apr, 2005 13:53    Oggetto:   

Shocked
Ecco. Aspettiamo uno stravolgimento in casa Fanucci e poi è davvero tutto finito. Crying or Very sad
Andrea Liscio
Time Lord Time Lord
Messaggi: 2373
MessaggioInviato: Mer 20 Apr, 2005 08:52    Oggetto:   

Fiducia? Crying or Very sad
metalupo
Chtorr Chtorr
Messaggi: 321
MessaggioInviato: Mer 20 Apr, 2005 11:14    Oggetto:   

Andrea Liscio ha scritto:
Fiducia? Crying or Very sad


Intendevo che è un altro sintomo del clima di sempre crescente disinteresse di grandi masse di lettori per la fantascienza, fenomeno che non mi pare poi neanche solo italiano. Tristezza, più che (s)fiducia. Cool
emme
Cylon Cylon
Messaggi: 265
MessaggioInviato: Mer 20 Apr, 2005 16:28    Oggetto:   

Già adesso la Nord pubblica pochissima fantascienza ed in genere soprattutto ristampe di vecchi successi.
Credo che adesso diverrà una casa editrice semplicemente "di genere", ma dove imperverseranno il giallo, il fantasy, il paranormale ed altro ancora non strettamente correlato con la fantascienza.
Il primo brutto segnale è stata la sparizione della rivista Cosmo, poi è stata tutta una discesa.
Emme
Clelia
Morlock
Messaggi: 59
MessaggioInviato: Mar 26 Apr, 2005 10:32    Oggetto:   

Citazione
Intendevo che è un altro sintomo del clima di sempre crescente disinteresse di grandi masse di lettori per la fantascienza, fenomeno che non mi pare poi neanche solo italiano. Tristezza, più che (s)fiducia.


Ciao mi chiamo Clelia
vi seguo spesso senza mai intervenire, ma l'argomento sullo "stato della fantascienza" mi spinge a dire la mia Smile
Credo che il disinteresse nei confronti della SF sia determinato dalla seriosità di cui si è sempre ammantata. L’ambizione ai “cieli alti” della letteratura ha fatto il resto.
Seriosità per me significa che lo scrittore lavora con l’esplicito intento di lanciare un messaggio, ammonire gli uomini dei pericoli della scienza priva di etica, oppure farsi specchio deformante dell’attualità.
Il moralismo è un aspetto imprescindibile della SF, lo condivido, ma è solo uno strato fra i molti, un piano interpretativo che dovrebbe risaltare poco, essere visto soltanto da alcuni, la maggior parte dei lettori dovrebbe essere divertita, intrattenuta, sollazzata perfino; dovrebbe chiudere il libro appagata dallo svago.
Al principio degli anni ’80 Stanislaw Lem scrisse alcuni saggi critici sulla fantascienza, cattivissimi, spietati. Accusava gli autori di seguire strutture obsolete e proponeva, quale via di fuga, il vuoto.
Sto ancora riflettendo su cosa abbia voluto dire Rolling Eyes
Ciao

Clelia Farris
Abigor
La Pecora Nera La Pecora Nera
Messaggi: 5088
Località: La casetta di marzapane
MessaggioInviato: Mer 27 Apr, 2005 12:50    Oggetto:   

Ciao Clelia, innanzitutto benvenuta: se ti va di presentarti e di ricevere gli ossequi da parte degli altri utenti ti ricordo che c'è il canale apposito delle "Presentazioni". Wink

Clelia ha scritto:
Credo che il disinteresse nei confronti della SF sia determinato dalla seriosità di cui si è sempre ammantata. L’ambizione ai “cieli alti” della letteratura ha fatto il resto.

Questa può essere una spiegazione, controcorrente rispetto all'opinione più diffusa nel forum - e cioè che la letteratura "altra" abbia sempre guardato con sufficienza alla sf ritenendola un genere per ragazzi - ma comunque condivisibile: le opere più gustose sono proprio quelle che non hanno altre velleità che essere semplici letture di svago. Wink

Citazione:
Seriosità per me significa che lo scrittore lavora con l’esplicito intento di lanciare un messaggio, ammonire gli uomini dei pericoli della scienza priva di etica, oppure farsi specchio deformante dell’attualità.
Il moralismo è un aspetto imprescindibile della SF, lo condivido, ma è solo uno strato fra i molti, un piano interpretativo che dovrebbe risaltare poco, essere visto soltanto da alcuni, la maggior parte dei lettori dovrebbe essere divertita, intrattenuta, sollazzata perfino; dovrebbe chiudere il libro appagata dallo svago.

Lo scrivere impegnato è una conseguenza della libertà concessa dal genere, che permette di costruire realtà alternative in cui affrontare a modo proprio i problemi che stanno a cuore.

Citazione:
Al principio degli anni ’80 Stanislaw Lem scrisse alcuni saggi critici sulla fantascienza, cattivissimi, spietati. Accusava gli autori di seguire strutture obsolete e proponeva, quale via di fuga, il vuoto.
Sto ancora riflettendo su cosa abbia voluto dire Rolling Eyes

Laughing Laughing
Μολὼν λαβέ.
Ordinen und disciplinen.
Si vis pacem para bellum.
Clelia
Morlock
Messaggi: 59
MessaggioInviato: Gio 28 Apr, 2005 09:54    Oggetto:   

Abigor ha scritto:

Lo scrivere impegnato è una conseguenza della libertà concessa dal genere, che permette di costruire realtà alternative in cui affrontare a modo proprio i problemi che stanno a cuore.
Laughing Laughing


Anch’io la penso così, però spesso le tesi dei romanzi di fantascienza (leggi: i problemi che stanno a cuore allo scrittore) sono soltanto enunciate e mai sviluppate sino in fondo. Ti faccio un esempio, alcuni mesi fa ho letto un romanzo americano di SF nel quale la protagonista era morta e “resuscitata” per tre volte, ciò le aveva fatto sviluppare tre differenti personalità, che emergevano inaspettate nel momento del bisogno. Detto così sembra interessante, però lo scrittore non era riuscito a differenziare in modo chiaro le personalità, e neppure a entrare nell’ottica di un personaggio di tale complessità.
La fantascienza ha il brutto vizio di scansare le conseguenze profonde dei suoi temi. Dal romanzo si ricavava la conclusione che avere una personalità o averne tre, quattro, cinque, fosse una cosa utile e leggera. Mah! Basti pensare allo strazio che una cosa simile poteva generare nelle persone che avevano conosciuto e amato una sola delle precedenti personalità, per rendersi conto che la storia doveva condurre da un’altra parte.
A questo punto si torna al problema della disaffezione del pubblico nei confronti della SF: se tutto è così leggero, se questo e quello pari sono, perché ci dovremo annoiare leggendo?
Ciao Clelia
Rodia
Haut-Lord Haut-Lord
Messaggi: 1839
Località: Arrakeen
MessaggioInviato: Gio 28 Apr, 2005 10:40    Oggetto:   

Clelia ha scritto:
Abigor ha scritto:

Lo scrivere impegnato è una conseguenza della libertà concessa dal genere, che permette di costruire realtà alternative in cui affrontare a modo proprio i problemi che stanno a cuore.
Laughing Laughing


Anch’io la penso così, però spesso le tesi dei romanzi di fantascienza (leggi: i problemi che stanno a cuore allo scrittore) sono soltanto enunciate e mai sviluppate sino in fondo. Ti faccio un esempio, alcuni mesi fa ho letto un romanzo americano di SF nel quale la protagonista era morta e “resuscitata” per tre volte, ciò le aveva fatto sviluppare tre differenti personalità, che emergevano inaspettate nel momento del bisogno. Detto così sembra interessante, però lo scrittore non era riuscito a differenziare in modo chiaro le personalità, e neppure a entrare nell’ottica di un personaggio di tale complessità.
La fantascienza ha il brutto vizio di scansare le conseguenze profonde dei suoi temi. Dal romanzo si ricavava la conclusione che avere una personalità o averne tre, quattro, cinque, fosse una cosa utile e leggera. Mah! Basti pensare allo strazio che una cosa simile poteva generare nelle persone che avevano conosciuto e amato una sola delle precedenti personalità, per rendersi conto che la storia doveva condurre da un’altra parte.
A questo punto si torna al problema della disaffezione del pubblico nei confronti della SF: se tutto è così leggero, se questo e quello pari sono, perché ci dovremo annoiare leggendo?
Ciao Clelia


si spesse volte gli scrittori di sf accennano ai prbolemi ma non li sviluppano fino in fondo. Esempio, secondo me classico e´Dick (non me ne vogliano i fan dello scrittore Laughing ). Spesso ha delle idee geniali, ma che poi alla fine non vengono sviluppate, per privilegiare trame da banale telefilm americano.
Questo fa si che il pubblico reputi la sf come puerile e superficiale. Ragazzi so bene che non lo e´ (se no non sarei in questo forum), ma diciamoci la verita´: di autori di sf con la A maiuscola comparabili con i classici della letteratura mondiale ce ne sono pochi.

Mi aspetto fiumi di contestazioni Laughing
"Parlami delle acque del tuo mondo, Usul."
Clelia
Morlock
Messaggi: 59
MessaggioInviato: Ven 29 Apr, 2005 09:31    Oggetto:   

Rodia ha scritto:


si spesse volte gli scrittori di sf accennano ai prbolemi ma non li sviluppano fino in fondo. Esempio, secondo me classico e´Dick (non me ne vogliano i fan dello scrittore Laughing ). Spesso ha delle idee geniali, ma che poi alla fine non vengono sviluppate, per privilegiare trame da banale telefilm americano.
Questo fa si che il pubblico reputi la sf come puerile e superficiale. Ragazzi so bene che non lo e´ (se no non sarei in questo forum), ma diciamoci la verita´: di autori di sf con la A maiuscola comparabili con i classici della letteratura mondiale ce ne sono pochi.

Mi aspetto fiumi di contestazioni Laughing


Io concordo in pieno con quanto dici (sarà la comune aria di Cagliari? Laughing )
Soprattutto su Dick, che era visitato da idee fantastiche e le sprecava trasformandole in hamburger per palati americani.
Però non ci sono soltanto gli autori di lingua inglese.
Dovremo smetterla di farci rifilare in modo acritico tutto ciò che proviene da quel mercato. Una parte della colpa ce l’hanno anche le case editrici, a ritenere che il gusto del pubblico sia orientato verso l’estero. Il gusto va anche formato. Nella società dei consumi l’industria crea il bisogno di ciò che poi fornirà.
Ciao Clelia
Abigor
La Pecora Nera La Pecora Nera
Messaggi: 5088
Località: La casetta di marzapane
MessaggioInviato: Ven 29 Apr, 2005 13:50    Oggetto:   

Clelia ha scritto:
Anch’io la penso così, però spesso le tesi dei romanzi di fantascienza (leggi: i problemi che stanno a cuore allo scrittore) sono soltanto enunciate e mai sviluppate sino in fondo.

E' vero, quasi mancasse agli autori la voglia o la capacità di approfondire. Probabilmente è questo che differenzia un'opera classificata come "fantascienza" generica ed un'altra che invece viene apprezzata da un pubblico più ampio. Wink

Citazione:
A questo punto si torna al problema della disaffezione del pubblico nei confronti della SF: se tutto è così leggero, se questo e quello pari sono, perché ci dovremo annoiare leggendo?

Quante volte ci capita di leggere un libro di fantascienza (anche se è un fenomeno più frequente nel fantasy) ed avere l'impressione che sia la copia di un altro già letto?

Rodia ha scritto:
diciamoci la verita´: di autori di sf con la A maiuscola comparabili con i classici della letteratura mondiale ce ne sono pochi.
Mi aspetto fiumi di contestazioni Laughing

Nemmeno un ruscello, perché è per lo più vero: ci sono comunque le eccezioni. Wink

Clelia ha scritto:
Però non ci sono soltanto gli autori di lingua inglese.

E' vero, ma quelli dell'area anglofona sono i migliori.

Citazione:
Dovremo smetterla di farci rifilare in modo acritico tutto ciò che proviene da quel mercato.

Mi pare che l'approccio verso gli Stati Uniti ed i loro prodotti sia sempre molto critico, direi anche troppo... Wink
Μολὼν λαβέ.
Ordinen und disciplinen.
Si vis pacem para bellum.
X
Haut-Lord Haut-Lord
Messaggi: 1897
MessaggioInviato: Ven 29 Apr, 2005 14:08    Oggetto:   

Abigor ha scritto:
Rodia ha scritto:
diciamoci la verita´: di autori di sf con la A maiuscola comparabili con i classici della letteratura mondiale ce ne sono pochi.
Mi aspetto fiumi di contestazioni Laughing

Nemmeno un ruscello, perché è per lo più vero: ci sono comunque le eccezioni. Wink.


Vediamo se riesco a smentirvi: Thomas Pynchon, Kurt Vonnegut Jr, James Graham Ballard, Stanislaw Lem, Philip K. Dick, William Gibson, Robert A. Heinlein, Ursula Le Guin, Isaac Asimov. Sono solo i primi che mi vengono in mente. Gente come Pynchon si è portata a casa il National Book Award, Lem è stato tra i papabili di un Premio Nobel e non escludo che nel giro di qualche anno sorte analoga potrebbe toccare a Ballard o a Vonnegut. Gente, io direi che è ora di uscire dal ghetto e farsi due passi in città!

Abigor ha scritto:

Clelia ha scritto:
Però non ci sono soltanto gli autori di lingua inglese.

E' vero, ma quelli dell'area anglofona sono i migliori.


E questo, scusa, chi lo dice? Noi ci proclamiamo il popolo della fantascienza italica, però un sondaggio mi pare che ha dimostrato che Evangelisti è molto più letto fuori della nostra bella cricca. Evangelisti, ma anche Franco Forte, Ricciardiello, Gallo, Grasso, Nicoletta Vallorani e il S*ommo Antico del 10 Forward, sono tutta gente che, a quanto pare, è molto più apprezzata all'estero. Un altro segno del nostro provincialismo...

Comunque, se ho ben capito, colgo l'occasione per fare i miei complimenti alla vincitrice dell'ultimo Fantascienza.com.

Au revoir,
X
Ex tenebris, veritas.

Holonomikon
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