Gianfranco Viviani lascia l'Editrice Nord


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S*
Grande Antico Grande Antico
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MessaggioInviato: Mar 03 Mag, 2005 08:11    Oggetto:   

X ha scritto:
Evangelisti, ma anche Franco Forte, Ricciardiello, Gallo, Grasso, Nicoletta Vallorani e il S*ommo Antico del 10 Forward, sono tutta gente che, a quanto pare, è molto più apprezzata all'estero. Un altro segno del nostro provincialismo...


Mah, il S*ommo ha pubblicato 1 (un) racconto negli ultimi dieci anni; è stato pubblicato in Italia e in Francia pubblicato e ristampato; pura fortuna (e promozione da parte di Valerio).
La Francia è stata per un po' un mercato interessante, ma è durato abbastanza poco. Ormai hanno difficoltà gli stessi autori francesi, viene pubblicata quasi solo roba americana. E se accade questo in Francia, figuriamoci nel resto d'Europa. L'unica che si salva, per ovvie ragioni, è l'Inghilterra.

Per tornare al discorso di partenza, pensavo che il fatto di considerare la letteratura di genere una letteratura inferiore fosse un preconcetto ormai lasciato al passato, ma vedo che c'è qualcuno che se lo porta ancora dietro. Ci sono indubbiamente parecchi scrittori di sf che possono essere considerati autori di valore assoluto, a partire da quelli che hai giustamente elencato. E questo vale almeno anche per il giallo, il thriller, l'hottor e indubbiamente anche per il fantasy.

Poi è anche ovvio che ci saranno vagonate di fantascienza che vale solo il divertimento di leggerla o anche meno. Ma come diceva Sturgeon "il 90% di tutto è spazzatura": le vagonate di roba da buttare ci sono anche nella letteratura non di genere, e probabilmente sono anche meno divertenti da leggere.
Di certo non si può criticare un genere dicendo che spesso Dick sprecava delle idee. Dick ha scritto anche lui le sue vagonate di porcate e sono pronto ad ammettere che sia sopravvalutato, ma ha lasciato un'impronta che non si sbiadirà tanto rapidamente, e credo che il ricordo di Dick sopravviverà al ricordo di gran parte dei Nobel per la letteratura che spesso vengono scoperti e dimenticati un mese prima e un mese dopo essere stati premiati.
Clelia
Morlock
Messaggi: 59
MessaggioInviato: Mar 03 Mag, 2005 08:15    Oggetto:   

Abigor ha detto:
E' vero, quasi mancasse agli autori la voglia o la capacità di approfondire. Probabilmente è questo che differenzia un'opera classificata come "fantascienza" generica ed un'altra che invece viene apprezzata da un pubblico più ampio
.

Dick non approfondiva perché doveva consegnare i romanzi in tempi brevi, visto che si guadagnava la pagnotta scrivendo. Gli attuali scrittori di SF italiani, e sottolineo italiani, in genere hanno un lavoro “alimentare”, perciò potrebbero prendersela comoda e sgranare meglio la loro scrittura. Ma non lo fanno. Il motivo? La capacità. E’ una verità sperimentata in prima persona: non posso saltare oltre la mia ombra.

Abigor ha detto: Mi pare che l'approccio verso gli Stati Uniti ed i loro prodotti sia sempre molto critico, direi anche troppo...

E’ avvilente essere una riserva di caccia per venditori USA. Viene a mancare il requisito della reciprocità, il mercato anglofono ha una forte resistenza verso tutto quello che non è nella loro lingua.

X ha scritto:
Comunque, se ho ben capito, colgo l'occasione per fare i miei complimenti alla vincitrice dell'ultimo Fantascienza.com.


Grazie.
Non sapevo che Lem fosse stato proposto per il Nobel. L’avrebbe meritato, però già la menzione è un bel colpo.

Ciao. Clelia
X
Haut-Lord Haut-Lord
Messaggi: 1897
MessaggioInviato: Mar 03 Mag, 2005 08:37    Oggetto:   

S* ha scritto:
Mah, il S*ommo ha pubblicato 1 (un) racconto negli ultimi dieci anni; è stato pubblicato in Italia e in Francia pubblicato e ristampato; pura fortuna (e promozione da parte di Valerio)..


Maddai, mi sono fatto un giretto sui siti specializzati d'oltralpe e entrambe le raccolte in cui il tuo Ketama è apparso sono state ottimamente recensite, con un occhio di riguardo proprio per il tuo racconto. Oltretutto, se la prima volta sei apparso in una raccolta curata da Evangelisti (che non mi pare poi il tipo disposto a fare concessioni), la seconda volta sei stato scelto da selezionatori francesi per apparire in un tomo di fianco ai maestri del genere... Se qualcuno può avere intercesso per te, non pesso sia stato qualcuno meno influente di Shai-Hulud.

S* ha scritto:

La Francia è stata per un po' un mercato interessante, ma è durato abbastanza poco. Ormai hanno difficoltà gli stessi autori francesi, viene pubblicata quasi solo roba americana. E se accade questo in Francia, figuriamoci nel resto d'Europa. L'unica che si salva, per ovvie ragioni, è l'Inghilterra.


A me pare che Ligny, Dunyach, Andrevon, l'autore di Perry Rhodan che al momento mi sfugge il nome, vadano sempre piuttosto bene. Almeno, gli scaffali delle librerie traboccano dei loro libri, e questo mi pare un buon segno. Nelle librerie italiane, questo bisogna ammetterlo, arrivano pochissimi autori italiani (per lo più restano confinati nelle edicole - lo sapevate, a proposito, che gli Urania come libri ufficiali non esistono, non essendo inclusi in quanto collana da edicola nel Catalogo Generale? - o nei bookstore internet), che passano quasi sempre inosservati al grande pubblico oppure vengono sdegnosamente ignorati dal pubblico di nicchia.

S* ha scritto:

Poi è anche ovvio che ci saranno vagonate di fantascienza che vale solo il divertimento di leggerla o anche meno. Ma come diceva Sturgeon "il 90% di tutto è spazzatura": le vagonate di roba da buttare ci sono anche nella letteratura non di genere, e probabilmente sono anche meno divertenti da leggere.


Penso che sia una frase da ripetere a tutti i denigratori dei generi. Inoltre, proprio per il suo alto tasso di generalismo, il mainstream tende a percentuali ben oltre questa soglia.

S* ha scritto:

Di certo non si può criticare un genere dicendo che spesso Dick sprecava delle idee. Dick ha scritto anche lui le sue vagonate di porcate e sono pronto ad ammettere che sia sopravvalutato.


Io no, ma mi trovi d'accordo sul tuo ragionamento. Cool

X
Ex tenebris, veritas.

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