l'uomo superato?


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Matteo
Morlock
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MessaggioInviato: Dom 22 Ott, 2006 15:15    Oggetto: l'uomo superato?   

Molto interessanti mi sono sembrate le considerazioni fatte da Giovanni De Matteo nel suo articolo "Note a margine di una riflessione sulla fantascienza, il futuro e tutto il resto" ripreso da X su fantascienza in generale nella discussione "analisi della situazione "fantascienza" nel mondo. La parte che mi ha interessato di questo articolo è quella relativa alla teoria della singolarità tecnologica.
Così il De Matteo scrive:".....con l'espressione singolarità tecnologica si intende in quest'ambito quell'ipotetico momento del futuro in cui la curva del progresso diviene verticale o quasi: per usare un paragone scientifico, la singolarità somiglia all'orizzonte degli eventi di un buco nero nel senso che ci è impossibile vedere oltre. La singolarità si pone pertanto come limite alle umane capacità di predizione del progresso scientifico e tecnologico........Già da qualche anno, ormai, stiamo assistendo al susseguirsi sempre più rapido di novità in campo tecnologico e scientifico....Già nel 1972 il sociologo americano Alvin Toffler parlava di shock da futuro, ma mai come in questo periodo l'uomo subisce i ritmi sempre più asfissianti del mutamento....la singolarità ci esporrà anche ad altri eventi che non quelli prettamente elettronici: l'avvento delle nanotecnologie ci permetterà di ridisegnare la realtà stessa e con essa ridefinire i concetti ormai acquisiti su cui si fonda la nostra percezione del mondo. Conseguentemente la nostra quotidianità, dall'apprendimento al lavoro, dalla comunicazione all'arte, ne risulterà sconvolta......L'epoca delle IA forse è alle porte, forse no".
Di tutto questo interessantissimo articolo mi interessava estrapolare la parte del concetto di singolarità tecnologica.
Immedesimandomi in questa affascinante tematica mi sorgono spontanee alcune domande e considerazioni.
In sostanza, quali saranno gli scenari del futuro?
L'uomo che percezione avrà di se stesso e della realtà come la concepiamo oggi?
Il genere umano sarà come quello di oggi e quindi in qualche modo simile a quello di centinaia di anni fa, oppure saremo immersi in uno spazio con coordinate stravolte e privo dei riferimenti oggettivi attuali?
La mente già ora sente questo senso di vertigine e di impossibilità di connessione con i flussi del mutamento tecnologico; cosa succederà quando "l'orizzonte degli eventi" sarà davanti a noi come una nera pietra angolare?
L'uomo sarà superato?
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Dom 22 Ott, 2006 16:55    Oggetto: Re: l'uomo superato?   

Scusate per il post-fiume, ma sull'argomento si potrebbero scrivere davvero chilometri di parole...

Matteo ha scritto:

Di tutto questo interessantissimo articolo mi interessava estrapolare la parte del concetto di singolarità tecnologica.
Immedesimandomi in questa affascinante tematica mi sorgono spontanee alcune domande e considerazioni.


E' cosa buona e giusta. Sarebbe bello aprire un dibattito sul tema all'interno della cerchia degli appassionati di fantascienza. Se negli ultimi tempi nel mondo anglosassone il concetto di Singolarità è sempre in primo piano, grazie a tutta quella serie di nuove uscite che citavo nell'articolo, in Italia rischiamo di perdere l'occasione per una riflessione su temi (finalmente) d'attualità.

Matteo ha scritto:
In sostanza, quali saranno gli scenari del futuro?
L'uomo che percezione avrà di se stesso e della realtà come la concepiamo oggi?
Il genere umano sarà come quello di oggi e quindi in qualche modo simile a quello di centinaia di anni fa, oppure saremo immersi in uno spazio con coordinate stravolte e privo dei riferimenti oggettivi attuali?


A queste domande, ovviamente, ognuno di noi può rispondere in due modi: immaginando il caso peggiore oppure auspicando la soluzione che, a seconda delle sue corde (culturali, politiche, morali, religiose, etc.), sente migliore.

Per quanto mi riguarda, lo scenario peggiore possibile è quello che vede i gruppi di potere (le solite multinazionali, ma anche lobby più o meno trasversali, senza dimenticare qualche eminenza grigia) incanalare i progressi prossimi venturi per garantirsi una nicchia vantaggiosa e redditizia nell'ecologia del futuro a lungo termine. Nell'ultimo romanzo della Trilogia del Ponte (All Tomorrow's Parties, uscito in Italia per Mondadori come American Acropolis), William Gibson lambisce proprio questo aspetto della faccenda. Nel suo caso l'attenzione è incentrata non sulle IA ma sull'avvento delle nanotecnologie, e guarda caso c'è proprio un riccone (che, en passant, ha appoggiato in un passato recente la secessione della Padania dal resto d'Italia...), che comincia a lavorare sugli eventi per garantire la sopravvivenza del suo impero economico.

Come mi pare di capire da quello che ho letto, anch'io come Gibson non nutro fiducia (né speranza) in una qualche forma ideale di capitalismo. Un capitalismo etico è un'utopia né più né meno di un comunismo non autoritario. Sono cose troppo difficili da realizzare, perché entrambi devono vedersela con uno degli impulsi primari della natura umana: l'istinto di conservazione, che può facilmente degenerare in sete di potere. Guardiamo cosa è successo in passato e cosa succede oggi nel mondo e immaginiamo cosa potrebbe succedere di fronte a un'evento che promette di moltiplicare in brevissimo tempo possibilità di sviluppo e (parallelamente) di guadagno...

Io vedo i gruppi di potere attingere alle risorse di questa nuova frontiera, e sei miliardi di uomini in lotta per sopravvivere nel fallout sporco del progesso. Magari però lo stravolgimento del nostro mondo avrà impatti concreti anche sulla nostra percezione del prossimo, e così potrebbe aprirsi un sentiero illuminista e illuminato verso il futuro. Ma i capricci del caos (e la nota legge sull'evoluzione catastrofica) mi spinge ad andare coi piedi di piombo.

Quel che è certo è che se nei prossimi decenni sperimenteremo il progresso equivalente di migliaia di anni, il futuro saprà riservarci un bel po' di sorprese. Il mio scenario ideale è anch'esso abbastanza utopico: le nanotecnologie potrebbero offrirci per esempio gli strumenti per fabbricare dispositivi di calcolo sempre più veloci e per estrarre energia dalla materia in forme sempre più efficienti (con conseguenti ricadute sul volo spaziale e il terraforming); la rete sarà stravolta; la manipolazione chimica dei corpi consentirà prodigi; le macchine lavoreranno per noi e gli uomini potranno dedicarsi a ciò che conta davvero: la conoscenza.

Matteo ha scritto:
La mente già ora sente questo senso di vertigine e di impossibilità di connessione con i flussi del mutamento tecnologico; cosa succederà quando "l'orizzonte degli eventi" sarà davanti a noi come una nera pietra angolare?


Sul momento credo che non ce ne accorgeremo nemmeno. Lo shock potrebbe essere tanto forte da sordirci e rallentare i nostri tempi di reazione. Dopo quattro o cinque anni potremmo accorgerci che le cose stanno cambiando sempre più velocemente intorno a noi, e allora sarebbe troppo tardi per fermarsi a ragionare...

Ma il post-Singolarità è per definizione imprevedibile.

Matteo ha scritto:
L'uomo sarà superato?


Non credo che sarà importante. La tecnologia ci offrirà per la prima volta gli strumenti di migrazione verso una nuova condizione. Non voglio parlare di nuova specie, ma se ci sarà qualcosa del genere, nessuno ne sarà tagliato fuori a priori. Almeno in potenza. L'atto, come sappiamo, risente delle pressioni del potere.

Ma non abbiamo mappe per quei territori...
X (e quell'altra parte della sua personalità che rifiuta l'articolo... Rolling Eyes )
Ex tenebris, veritas.

Holonomikon
_Kaos_
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MessaggioInviato: Dom 22 Ott, 2006 18:28    Oggetto: Re: l'uomo superato?   

tutto molto interessante.
X ha scritto:
le macchine lavoreranno per noi e gli uomini potranno dedicarsi a ciò che conta davvero: la conoscenza.

questo lo vedo molto più difficile da realizzarsi, a meno che non si circoscriva meglio questo noi lasciato un po' generico. (o almeno da me non capito)
.





settedinove
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MessaggioInviato: Mer 25 Ott, 2006 13:30    Oggetto:   

Che discussione!! Okkio alla censura.

Non sono sicura che la singolarità tecnologica sia inevitabile… partiamo dal concetto che lo sviluppo tecnologico è legato alla macroeconomia. Questa affermazione è innegabile, i motori puliti vengono sviluppati dalle aziende automobilistiche, i farmaci di ultima generazione dalla aziende farmaceutiche, le nuove tecnologie informatiche dalle aziende di informatica e cosi via. La ricerca è confinata in uno spazio angusto e senza fondi per prolificare. Se siamo concordi con questo per capire il futuro della tecnologia, dobbiamo capire che futuro ha l’economia. Alcuni economisti credono che il capitalismo sia una forma di mercato (e quindi di società visto l’intrinseca relazione tra economia e società degli ultimi due secoli) destinato a morire, come il sistema aureo e i sistemi ancor più antichi. Già abbiamo avuto un assaggio di come facilmente un sistema legato alla finanza possa essere vulnerabile, vedi la crisi del 29, e di come ora sia stata necessaria una guerra per modificare il trend che stava portando i mercati al tracollo (non voglio fare polemiche politiche credetemi, ma quello che ho detto è un dato di fatto). La fine del capitalismo quindi potrebbe avvenire non in maniera graduale, in modo da dare a un sistema alternativo (che forse ancora non è stato neanche pensato) la possibilità di rimpiazzarlo senza danni apocalittici, ma è molto più probabile che avvenga in maniera traumatica e prima che quello che definiamo in questo tread come singolarità tecnologica si manifesti. Il mio scenario quindi non è per niente positivo perché se ciò avvenisse, il colpo che riceverebbe la macroeconomia ricadrebbe pari pari sullo sviluppo tecnologico bloccandolo totalmente. Se a questo aggiungete l’egoismo individuale di ognuno di noi, e quello ancora più feroce dei ricconi e delle multinazionali che vorrebbero continuare a mantenere il loro status quo, il risultato è il caos. Allora, forse il più tecnologico di noi sarà chi avrà un po’ di terra per poter soddisfare il proprio fa bisogno. Un ritorno al passato come la terra attaccata dagli ondifagi? Un pessimismo cosmico simil-leopardiano? No, la soluzione c’e’ ma ovviamente è sempre la scelta più difficile e improbabile.

7d9
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MessaggioInviato: Mer 25 Ott, 2006 20:13    Oggetto:   

_Kaos_ ha scritto:
X ha scritto:
le macchine lavoreranno per noi e gli uomini potranno dedicarsi a ciò che conta davvero: la conoscenza.
questo lo vedo molto più difficile da realizzarsi, a meno che non si circoscriva meglio questo noi lasciato un po' generico. (o almeno da me non capito)


Circoscrivere? E' che provo un'istintiva repulsione per i circoli chiusi in generale...

settedinove ha scritto:
Che discussione!! Okkio alla censura.


E perché?! Ognuno si prende le sue responsabilità e ne risponde secondo legge.

settedinove ha scritto:
Non sono sicura che la singolarità tecnologica sia inevitabile…


Fai bene, i dogmi sono sempre pericolosi.

settedinove ha scritto:
partiamo dal concetto che lo sviluppo tecnologico è legato alla macroeconomia. Questa affermazione è innegabile


Sono d'accordo con il presupposto, ma non con gli sviluppi concettuali che ne dai. Tendi a identificare la macroeconomia con il regime del capitalismo, e le cose non stanno proprio così. Le esperienze di un certo numero di Paesi (anche piuttosto grandi, come per esempio il Brasile) dimostrano che sistemi di economia alternativi allo strapotere delle multinazionali sono possibili. Sono una rarità, sono difficili da realizzare e in genere non ispirano simpatia nell'Occidente in generale, ma sono possibili.

settedinove ha scritto:
i motori puliti vengono sviluppati dalle aziende automobilistiche, i farmaci di ultima generazione dalla aziende farmaceutiche, le nuove tecnologie informatiche dalle aziende di informatica e cosi via. La ricerca è confinata in uno spazio angusto e senza fondi per prolificare.


Perché è quello che impone la logica del mercato: un investimento oggi ha senso solo se riesce ad avere una ricaduta più o meno immediata, a seconda delle esigenze contingenti di un determinato soggetto. Abolendo (per assurdo) il capitale, si spezzerebbe il circolo vizioso e la ricerca potrebbe tornare nelle sue sedi naturali: i laboratori delle università.

settedinove ha scritto:
Se siamo concordi con questo per capire il futuro della tecnologia, dobbiamo capire che futuro ha l’economia. Alcuni economisti credono che il capitalismo sia una forma di mercato (e quindi di società visto l’intrinseca relazione tra economia e società degli ultimi due secoli) destinato a morire, come il sistema aureo e i sistemi ancor più antichi.


Un sistema può essere particolarmente tenace, ma niente è per sempre.

settedinove ha scritto:
Già abbiamo avuto un assaggio di come facilmente un sistema legato alla finanza possa essere vulnerabile, vedi la crisi del 29, e di come ora sia stata necessaria una guerra per modificare il trend che stava portando i mercati al tracollo (non voglio fare polemiche politiche credetemi, ma quello che ho detto è un dato di fatto).


Le crisi cicliche sono una caratteristica dei sistemi complessi, come è appunto una civiltà organizzata su scala planetaria. Le crisi ci sono sempre state, ma nell'età industriale hanno visto contrarsi i tempi di latenza. Lo schema sembra ripercorrere la teoria dei corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico, ma presenta caratteristiche che trovano impressionanti tratti in comune con le teorie di illustri matematici, non ultimo Volterra.

Negli ultimi due secoli le crisi economiche si sono succedute a distanza di 60 anni circa: nel 1870 si cercò una soluzione nell'apertura di nuovi mercati per smaltire la sovrapproduzione (e cominciò l'escalation del colonialismo), nel 1929 che giustamente citi si gettarono le premesse per la Seconda Guerra Mondiale e nel 1991... beh, non aggiungo niente di nuovo se dico che molti studiosi non vedono molte differenze tra la prima Guerra del Golfo e la seconda attualmente in corso, al punto da considerarle come due atti di una stessa tragedia.

Il caos (inteso come teoria dei sistemi complessi non-lineari) come chiave di lettura della storia è un indizio fondamentale per comprendere le sue future evoluzioni. Non dico che potremmo condizionarne gli sviluppi, non sono un psicostorico come un mio amico con cui spesso m'intrattengo in simili riflessioni, ma prenderne atto con il giusto anticipo, questo sì: secondo me è possibile.

settedinove ha scritto:
La fine del capitalismo quindi potrebbe avvenire non in maniera graduale, in modo da dare a un sistema alternativo (che forse ancora non è stato neanche pensato) la possibilità di rimpiazzarlo senza danni apocalittici, ma è molto più probabile che avvenga in maniera traumatica e prima che quello che definiamo in questo tread come singolarità tecnologica si manifesti.


Potrebbe sempre essere una Singolarità diversa. Magari più umana. Non tendo ad attribuire al collasso dell'economia capitalista e dei mercati internazionali la tua stessa impronta apocalittica. Si vivrebbe sicuramente una fase di disagio diffuso che potrebbe tendenzialmente sfociare in disordini (si veda cosa è successo in Argentina solo qualche anno fa), ma in virtù del sistema ben più complesso di quello di un'unica nazione le capacità di autocompensazione sarebbero anche maggiori, e la crisi potrebbe rientrare presto, magari in conseguenza dell'organizzazione di forme politiche temporanee su scala locale. Un preludio alla futura Federazione?

Hasta siempre,
X
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settedinove
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MessaggioInviato: Gio 26 Ott, 2006 12:17    Oggetto:   

X ha scritto:


Sono d'accordo con il presupposto, ma non con gli sviluppi concettuali che ne dai. Tendi a identificare la macroeconomia con il regime del capitalismo, e le cose non stanno proprio così. Le esperienze di un certo numero di Paesi (anche piuttosto grandi, come per esempio il Brasile) dimostrano che sistemi di economia alternativi allo strapotere delle multinazionali sono possibili. Sono una rarità, sono difficili da realizzare e in genere non ispirano simpatia nell'Occidente in generale, ma sono possibili.


... uhmmmmmm se il capitalismo collassasse, forse solo Cuba resterebbe in piedi.

X ha scritto:

Perché è quello che impone la logica del mercato: un investimento oggi ha senso solo se riesce ad avere una ricaduta più o meno immediata, a seconda delle esigenze contingenti di un determinato soggetto. Abolendo (per assurdo) il capitale, si spezzerebbe il circolo vizioso e la ricerca potrebbe tornare nelle sue sedi naturali: i laboratori delle università.


...forse

settedinove ha scritto:
La fine del capitalismo quindi potrebbe avvenire non in maniera graduale, in modo da dare a un sistema alternativo (che forse ancora non è stato neanche pensato) la possibilità di rimpiazzarlo senza danni apocalittici, ma è molto più probabile che avvenga in maniera traumatica e prima che quello che definiamo in questo tread come singolarità tecnologica si manifesti.


Potrebbe sempre essere una Singolarità diversa. Magari più umana. Non tendo ad attribuire al collasso dell'economia capitalista e dei mercati internazionali la tua stessa impronta apocalittica. Si vivrebbe sicuramente una fase di disagio diffuso che potrebbe tendenzialmente sfociare in disordini (si veda cosa è successo in Argentina solo qualche anno fa), ma in virtù del sistema ben più complesso di quello di un'unica nazione le capacità di autocompensazione sarebbero anche maggiori, e la crisi potrebbe rientrare presto, magari in conseguenza dell'organizzazione di forme politiche temporanee su scala locale. Un preludio alla futura Federazione?

Hasta siempre,
X[/quote]

La visione ottimistica del futuro è legata al tempo di collasso del capitalismo. Ora come ora nessun sistema alternativo potrebbe politico ed economico potrebbe far fronte al nostro sviluppo. Se il tempo di collasso fosse ragionevolmente lungo le cose sarebbero diverse e lo spirito di conservazione dell'uomo la spunterebbbe senz'altro. Tuttavia la mia visione apocalittica non è necessariamente negativa. Dipenderà dal buonsenso dell'umanità che attualmente è assopito. Conoscendo la nostra storia la reazione e la rinascita potrebbero essere devastanti e veloci come il rinascimento.

hasta siempre!!

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MessaggioInviato: Ven 27 Ott, 2006 18:42    Oggetto:   

settedinove ha scritto:
... uhmmmmmm se il capitalismo collassasse, forse solo Cuba resterebbe in piedi.


No, se il capitalismo crollasse, il futuro sarebbe tutto da scrivere. Daccapo.

settedinove ha scritto:
La visione ottimistica del futuro è legata al tempo di collasso del capitalismo. Ora come ora nessun sistema alternativo potrebbe politico ed economico potrebbe far fronte al nostro sviluppo.


Il bisogno affina l'ingegno.

settedinove ha scritto:
Tuttavia la mia visione apocalittica non è necessariamente negativa. Dipenderà dal buonsenso dell'umanità che attualmente è assopito. Conoscendo la nostra storia la reazione e la rinascita potrebbero essere devastanti e veloci come il rinascimento.


Sottoscrivo. Un Nuovo Rinascimento, come preludio alla Trascendenza.

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MessaggioInviato: Mar 31 Ott, 2006 14:38    Oggetto:   

X ha scritto:
_Kaos_ ha scritto:
X ha scritto:
le macchine lavoreranno per noi e gli uomini potranno dedicarsi a ciò che conta davvero: la conoscenza.
questo lo vedo molto più difficile da realizzarsi, a meno che non si circoscriva meglio questo noi lasciato un po' generico. (o almeno da me non capito)


Circoscrivere? E' che provo un'istintiva repulsione per i circoli chiusi in generale...


mi rispondi con una battuta perchè non ci siamo capiti?
non volevo dire che questo noi deve essere circoscritto, ma volevo dire che dovresti dirmi meglio a quale noi ti stai riferendo.

all'umanità in generale? dopo tuttoquello che ci siamo appena detti sulla macroeconomia pensi che sia davvero possibile una cosa del genere senza un collasso tale da non poter avvenire nel giro di pochi anni.
(poi magari dibattiamo se sia possibile o no)
.





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MessaggioInviato: Mar 31 Ott, 2006 18:07    Oggetto:   

_Kaos_ ha scritto:
non volevo dire che questo noi deve essere circoscritto, ma volevo dire che dovresti dirmi meglio a quale noi ti stai riferendo.


All'umanità in generale.

_Kaos_ ha scritto:
all'umanità in generale? dopo tuttoquello che ci siamo appena detti sulla macroeconomia pensi che sia davvero possibile una cosa del genere senza un collasso tale da non poter avvenire nel giro di pochi anni.
(poi magari dibattiamo se sia possibile o no)


Secondo me è possibile, se non per l'umanità contemporanea nella sua interezza e totalità, almeno per tutti i suoi figli di domani. Io sono piuttosto reichiano (da Wilhelm Reich, non dal Terzo Reich... a scanso equivoci...) su questo aspetto: quello che siamo oggi è il frutto di un condizionamento lungo una vita, esercitato su vari canali antropologici dalla civiltà di cui siamo parte. Abbattute le fondamenta economiche di questa civiltà, sicuramente l'effetto risultante sarà diverso. Che poi sia possibile o no, si può discutere. Di certo non è uno di quei piani a breve termine che si possono realizzare andando a letto presto la sera.

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Matteo
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MessaggioInviato: Dom 12 Nov, 2006 12:03    Oggetto:   

Sicuramente interessanti sono le considerazioni fatte da X e settedinove relativamente ai possibili scenari futuri, alle implicazioni della macroeconomia negli sviluppi del concetto di 'singolarità tecnologica' ecc..; insomma è importante una riflessione ampia sul tema.
Quello che mi premeva però sottolineare con quello che ho detto è qualche cosa di più circoscritto e al contempo legato essenzialmente all'uomo.
E qui mi vengono così spontanee delle domande che ritengo valide per una disquisizione fantascientifica.
In quest'ottica della visione sulla 'singolarità tecnologica' mi sembra interessante poter immaginare una radicale variazione della specie umana nella concezione di carne e mente non derivabile ad es. dal concetto di autodistruzione o di annientamento per cause esterne oppure per evoluzione biologica o meccanica (dall'uomo alla macchina o viceversa ecc..), bensì a una sorta di disfacimento totale dell'essere umano in prossimità del punto di singolarità e quindi una specie di spegnimento, di affievolimento vitale, al dileguarsi delle sue caratteristiche di pensiero e carnalità; a una variazione singolare causata dal, se così si può dire, cambio di coordinate di riferimento così come una goccia d'acqua perde la sua identità colpendo la superficie del mare.
Trovo così veramente affascinante e sostanziale pensare e speculare sull'uomo nel futuro e chiedersi se sarà superato.
Zakalwe
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MessaggioInviato: Mer 15 Nov, 2006 14:54    Oggetto:   

Citazione:
bensì a una sorta di disfacimento totale dell'essere umano in prossimità del punto di singolarità e quindi una specie di spegnimento, di affievolimento vitale, al dileguarsi delle sue caratteristiche di pensiero e carnalità


...e se si pensasse ad un rifacimento continuo (più che ad un disfacimento) dell'essere umano, alla diversificazione, all'accelerazione cognitivo-inetrpretativa o alla moltiplicazione...bè magari si potrebbe vedere il post-singolarità in altro modo...
I have a baaaaad feeeeling about this!
_Kaos_
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MessaggioInviato: Mer 15 Nov, 2006 20:13    Oggetto:   

X ha scritto:
Abbattute le fondamenta economiche di questa civiltà, sicuramente l'effetto risultante sarà diverso. Che poi sia possibile o no, si può discutere. Di certo non è uno di quei piani a breve termine che si possono realizzare andando a letto presto la sera.


con la Tv, le armi di distruzione di massa, la facilità degli spostamenti mi fa piacere che tu sia cosi' ottimista.
sarai per caso innamorato?!
.





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MessaggioInviato: Mer 15 Nov, 2006 20:29    Oggetto:   

_Kaos_ ha scritto:
con la Tv, le armi di distruzione di massa, la facilità degli spostamenti mi fa piacere che tu sia cosi' ottimista.
sarai per caso innamorato?!


Laughing

Esattamente il contrario. Però sto superando la fase del nichilismo passivo.

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Rodia
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MessaggioInviato: Mer 15 Nov, 2006 21:07    Oggetto:   

Comunque la Singolarità è evitabile (spero di non ripetere cose già dette, scusate non ho avuto tempo di leggere per benino tutto il thread).

1) o una devastante guerra mondiale.
2) o una rivoluzione culturale di qeulle epocali (tipo Jihad butleriana di Dune per intenderci).

la seconda potrebbe essere ad opera di fondamentalismi antiprogresso tipo islam o cattolicesimo o evangelici o ambientalisti. Sta crescedno un forte rifiuto per la Scienza e il progresso.
purtroppo più si progredisce più la Sceinza diventa specialistica e settaria.
FAccio un esempio: nel laboratorio dove lavoro io il mio progetto è così diverso da quello del mio collega affianco che io non saprei dove metterci le mani. stessa cosa per lui.
Eppure siamo nella stessa facoltà, stesso dipartimento perfino stesso gruppo!!
Comprensibile quindi quanto questo possa essere alienante per l'uomo comune di strada.
inpiù se ci metti il terrorismo psicologico che viene montato su ogni giorno dalla TV...


(la Jihad butleriana è vicina
http://it.wikipedia.org/wiki/Jihad_Butleriana )
"Parlami delle acque del tuo mondo, Usul."
X
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MessaggioInviato: Mer 15 Nov, 2006 21:55    Oggetto:   

Rodia ha scritto:
Comunque la Singolarità è evitabile (spero di non ripetere cose già dette, scusate non ho avuto tempo di leggere per benino tutto il thread).

1) o una devastante guerra mondiale.
2) o una rivoluzione culturale di qeulle epocali (tipo Jihad butleriana di Dune per intenderci).


L'unica vera minaccia è la seconda, che tra i vari sbocchi contempla anche un ritorno alla prima opzione. Mi spiego: il rischio di un'ondata di luddismo d'impronta religiosa è concreto, basti vedere i casi emblematici del movimento no-global (che fin dalle sue origini ha subito l'infiltrazione di elementi ultraconservatori al limite del nazionalismo, checché abbia voluto farci credere la TV) oppure del referendum per la legge 40 (dove sempre attraverso la TV hanno convinto quaranta e passa milioni di italiani della loro incompetenza a decidere in materia di vita).

Ma credo proprio che se si dovesse andare oltre, faccio per dire, arrivando alla chiusura di laboratori di ricerca e/o all'imposizione di un'impronta anche solo vagamente religiosa alla società in cui viviamo, qualcuno se ne potrebbe avere a male, il che potrebbe condurre o a una contrapposizione rigida del tipo muro contro muro, o a un aperto conflitto.

In entrambi i casi la corsa verso la Singolarità subirebbe un'accelerazione, perché notoriamente le guerre (e retrocausalmente i periodi che le precedono) sono momenti storici di intenso (anche frenetico) sviluppo tecnologico. Magari l'unica superstite alla Terza Guerra Mondiale potrebbe essere proprio un'IA... E se anche non dovesse succedere niente di tutto questo, al tasso di crescita attuale Cina e India potrebbero presto trovarsi a concorrere con USA e Giappone (e forse UE) nella corsa al futuro, cercando di accaparrarsi ogni possibile vantaggio utile a spuntarla (inclusa, quindi, la costruzione di forme superiori e/o estensioni dell'intelligenza).

Temo che l'unico modo per evitare la Singolarità sarebbe la sua impraticabilità tecnica.

C'ya!
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Holonomikon
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