Dick e la droga, quando le definizioni oscurano la vista


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Corriere della Fantascienza
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 00:11    Oggetto: Dick e la droga, quando le definizioni oscurano la vista   

Dick e la droga, quando le definizioni oscurano la vista

Leggi l'articolo.
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 00:11    Oggetto: Dick e la droga, quando le definizioni oscurano la vista   

Egli è e sempre sarà.

Complimenti all'autore, uno splendido articolo!

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Ex tenebris, veritas.

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Trimurti Trimurti
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 01:22    Oggetto:   

Io non mi trovo daccordo con l'articolo (scritto in ogni caso molto bene)

credo infatti che , senza voler togliere nulla alla grandezza e alle capacita' degli artisti, la droga in special modo quella allucinogena sia stata uno strumento comunque molto importante per la creativita' e la cultura in quegli anni.
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Kruaxi the ferengi
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 02:12    Oggetto:   

Angelo.Rossi ha scritto:
Io non mi trovo daccordo con l'articolo (scritto in ogni caso molto bene)

credo infatti che , senza voler togliere nulla alla grandezza e alle capacita' degli artisti, la droga in special modo quella allucinogena sia stata uno strumento comunque molto importante per la creativita' e la cultura in quegli anni.


Approvo Angelo.
La cultura 'allucinogena' impregna gli anni 60 e parte dei 70.
Inutile chiudere gli occhi e negarlo.

Salute e Latinum per tutti !
“La ragione ed il senso di giustizia mi dicono che vi è maggior amore per l’uomo nell’elettricità e nel vapore di quanto ve ne sia nella castità e nel rifiuto di mangiare carni”.
Anton Pavlovic Checov
l'Anto
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 08:14    Oggetto:   

l'articolo ha scritto:

di persone con dipendenze ce ne sono milioni, di autori geniali pochissimi, di Philip uno solo.


sono d'accordo con Kru e Angelo. Di persone che guidano l'auto ce ne sono a milioni, di Schumaker ce ne sono pochi. Le auto, e le droghe, bisogna saperle usare.
TANSTAAFL
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 08:19    Oggetto:   

In un vecchio "pensiero stocastico" Quaglia faceva notare che tutti quando creiamo facciamo uso di droghe. Che sia alcol, che sia caffé, che siano stati mentali alterati da amore o disperazione, o semplice frenesia creativa. Che queste siano o non siano droghe secondo quanto stabilisce la legge ai fini del discorso ha poca importanza.
S*
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 09:12    Oggetto:   

Anto della Banda Basilico ha scritto:
l'articolo ha scritto:

di persone con dipendenze ce ne sono milioni, di autori geniali pochissimi, di Philip uno solo.


sono d'accordo con Kru e Angelo. Di persone che guidano l'auto ce ne sono a milioni, di Schumaker ce ne sono pochi. Le auto, e le droghe, bisogna saperle usare.


Il punto è - quoto te, Anto, ma mi rivolgo anche a Punto Rossi e Kruaxi - che Dick non faceva uso di allucinogeni. Quello che prendeva, come esposto chiaramente nell'articolo, erano amfetamine, che lo tenevano su anche un paio di giorni di fila per rispettare le scadenze degli editori. Inevitabile qualche additivo chimico, direi, se uno doveva sfornare 4 romanzi all'anno per campare...

Che poi la droga sia stata un elemento imprescindibile della controcultura di quegli anni, anche questo è fuori discussione. Ma c'è comunque droga e droga. Gli allucinogeni non danno dipendenza e Timothy Leary poteva usarli per sperimentare nuove dimensioni della percezione. Le amfetamine e le metamfetamine ti tengono su e ti distruggono il fegato e il cuore, immagino che su questo forum ci siano esperti che ne sanno più di me.

Accostare Dick alla cultura della droga è sbagliato, perché si tende a far passare un messaggio falsato. Un messaggio che per esempio poteva essere valido per William Burroughs, e che lo è stato almeno fino agli anni 80, quando se ne chiamò consapevolmente fuori.

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Ultima modifica di X il Mer 28 Feb, 2007 09:16, modificato 1 volta in totale
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 09:15    Oggetto:   

S* ha scritto:
In un vecchio "pensiero stocastico" Quaglia faceva notare che tutti quando creiamo facciamo uso di droghe. Che sia alcol, che sia caffé, che siano stati mentali alterati da amore o disperazione, o semplice frenesia creativa. Che queste siano o non siano droghe secondo quanto stabilisce la legge ai fini del discorso ha poca importanza.
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Questa puntata mi deve essere sfuggita. In effetti, se uno volesse spingersi ancora un passo oltre, l'atto stesso della creazione innesca nel cervello meccanismi chimici che vengono evocati da droghe o stati d'animo particolari (come il classico innamoramento): è il circuito del piacere di cui parlava già Burroughs, credo cinquant'anni fa.

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nemo73
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 12:08    Oggetto:   

io penso che le droghe non è che aiutino persone speciali nella espressione del loro genio. certamente contribuiscono ad ampliare (nel bene e nel male) le esperienze del loro vissuto, magari amplificando la loro sensibilità in momenti particolari. poi il genio fa il resto. io non cerdo nell'uso di droghe come 'doping': maradona la cocaina non la toccava per giocare più forte a pallone, ma per godere di un divertimento alternativo (per quanto sbagliato e pericoloso). poi sicuramente si parlerà di cantanti e poeti del presente e del passato come fruitori di sostanze stupefacenti per 'migliorare le loro prestazioni'. la verità è che certi personaggi ne hanno fatto e ne fanno uso. tuttavia non potremmo mai sapere a che scopo dick ricorresse a certe pratiche, possiamo solo supporlo. e nel frattempo, tenerci care le sue opere, non giudicare la sua vita e cantare la sua grandezza. Wink
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Trimurti Trimurti
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 12:53    Oggetto:   

mah sinceramente a me interessa poco-nulla di cosa si "facesse" Dick se anfetamine , allucinogeni o pepsi cola , visto che i pareri in questo senso sono discordanti e credo nessuno sia andato a casa Dick per vedere cosa assumeva la notte quando scriveva , quindi son tutti discorsi che lasciano il tempo che trovano.

io ho criticato il concetto di fondo dell'articolo , e lo ribadisco che secondo me l'uso e l'abuso di droghe specialmente in quel periodo storico (ma non solo) ha avuto un importanza fondamentale per la cultura e la creativita'.

e sono perfettamente consapevole che il mio e' un pensiero "politicamente scorretto" (e probabilmente anche eticamente) .
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 14:01    Oggetto:   

Angelo.Rossi ha scritto:
mah sinceramente a me interessa poco-nulla di cosa si "facesse" Dick se anfetamine , allucinogeni o pepsi cola , visto che i pareri in questo senso sono discordanti e credo nessuno sia andato a casa Dick per vedere cosa assumeva la notte quando scriveva , quindi son tutti discorsi che lasciano il tempo che trovano..


Indubbiamente, ma ci sono fior di testimonianze sull'uso da parte di Dick di amfetamine e farmaci vari (era notoriamente ipocondriaco), ma nessuna di allucinogeni. E' la solita storia delle fonti. Per la prima versione ce ne sono a iosa, basti ascoltare le testimonianze di chi Dick l'ha conosciuto, e al limite leggere anche la sua versione dei fatti (nell'Esegesi, mi pare, non si tira certo indietro). La storia dell'LSD è uno stravolgimento della realtà (per non dire "una b***ta pazzesca"), specie se si sostiene che Dick ne facesse uso "a fini creativi". Maddeché?!

Angelo.Rossi ha scritto:
io ho criticato il concetto di fondo dell'articolo , e lo ribadisco che secondo me l'uso e l'abuso di droghe specialmente in quel periodo storico (ma non solo) ha avuto un importanza fondamentale per la cultura e la creativita'..


E questo non è in discussione. Ma non è il caso di Dick, e su questo l'articolo è irreprensibile.

Angelo.Rossi ha scritto:
e sono perfettamente consapevole che il mio e' un pensiero "politicamente scorretto" (e probabilmente anche eticamente) .


Meno di quanto credi. Ormai associare Dick a una certa sottocultura pseudogiovanile è diventata convenzione comune, sicuramente fomentata anche da certe strategie promozionali dei suoi editori.

Uno vuole leggere della sottocultura della droga o di capolavori letterari partoriti da illustri consumatori? Prenda ad esempio Selby Jr, Burroughs, anche Pynchon. Ma non Dick. Ormai ne hanno fatto - a torto - il DeQuincey del Novecento...

Discriminare è importante, una volta tanto.
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Ex tenebris, veritas.

Holonomikon
l'Anto
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 14:44    Oggetto:   

X ha scritto:
erano amfetamine, che lo tenevano su anche un paio di giorni di fila per rispettare le scadenze degli editori. Inevitabile qualche additivo chimico, direi, se uno doveva sfornare 4 romanzi all'anno per campare...

X


ehm...no X, non credo, non è così che funziona l'uso delle droghe. Ognuno si sceglie la propria droga, o più di una: anfetamine, oppiacei, allucinogeni, caffè, nicotina, sesso (il sesso alza le endorfine quanto la morfina), gioco d'azzardo.
La droga diventa parte della persona, la modifica, le cambia i processi mentali. Un Dick senza droga, non sarebbe stato il Dick che conosciamo.
Gli scopi ufficiali dell'uso della droga sono scuse.
TANSTAAFL
Gianlu
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 15:01    Oggetto:   

L'uso eccessivo e prolungato di determinate sostanze finisce comunque inevitabilmente col provocare un certo tipo di risultati.
Il fatto che Dick non scrivesse sotto l'effetto di droghe non significa che queste ultime non abbiano avuto, a lungo andare, un'influenza di qualche tipo sulla sua psiche e, di conseguenza, sui suoi scritti. Se non ricordo male, lui non si limitava alle amfetamine, ma sperimentava di frequente anche miscugli di sua invenzione. Mi pare che finì perfino con l'avere allicinazioni per via dell'abuso di vitamine.
C'è da dire che una persona con una tale immaginazione e forza espressiva sarebbe riuscita ad avere le visioni pure con due dita di prosecco.
Quello che dico, allora, è chi se ne frega: Dick resta un personagio folle e affascinante di cui uno non si stancherebbe mai di parlare, e i suoi romanzi sono esperienze uniche, al di là di cosa li abbia veramente ispirati o di cosa abbia scatenato certe intuizioni.

Saluti,
Gianlu
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Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 15:23    Oggetto:   

Anto della Banda Basilico ha scritto:
ehm...no X, non credo, non è così che funziona l'uso delle droghe. Ognuno si sceglie la propria droga, o più di una: anfetamine, oppiacei, allucinogeni, caffè, nicotina, sesso (il sesso alza le endorfine quanto la morfina), gioco d'azzardo.
La droga diventa parte della persona, la modifica, le cambia i processi mentali. Un Dick senza droga, non sarebbe stato il Dick che conosciamo.
Gli scopi ufficiali dell'uso della droga sono scuse.


Gli scopi sono sempre importanti ed è su questo che concentro la mia attenzione, proprio come Alessandro Conti fa nel suo articolo: perché se io ho bisogno di passare la notte davanti a una macchina da scrivere per rispettare una scadenza non mi rivolgerò alla stessa droga che prenderei per farmi ispirare una visione. In questo senso non si può confondere Dick con la cultura della droga, che fa di Leary il nuovo messia degli orizzonti psichedelici.

Che poi la sua mente arrivasse al punto di concepire stranezze come l'apparizione del teschio di Dio nel cielo dell'alba, è chiaro che l'abuso di qualunque droga o farmaco, la stanchezza e mille altri fattori influenzano la nostra percezione e comprensione delle cose. Quello su cui insisto io resta la forma: un conto è cercare il trip e metterlo su carta (cosa che, per quanto mi risulta, Dick ha fatto una sola volta, per sua stessa ammissione, nel caso di Labirinto di morte); un altro è imbottirsi di additivi chimici per restare svegli a lavorare. Nel primo caso è sperimentazione (Burroughs e Pynchon sono stati grandi in questo). Nel secondo è questione di sopravvivenza.

X
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paolo137
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb, 2007 17:00    Oggetto:   

Il mio corpo e' un tempio. Shocked

Era un mondo adulto. Si sbagliava da professionisti.
(Paolo Conte)
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