Cloverfield: mezzanotte in Godzilla Blvd, o della Distruzion


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Corriere della Fantascienza
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MessaggioInviato: Lun 11 Feb, 2008 18:28    Oggetto: Cloverfield: mezzanotte in Godzilla Blvd, o della Distruzion   

Cloverfield: mezzanotte in Godzilla Blvd, o della Distruzione

Approda nelle sale italiane Cloverfield, l'ultimo incubo concepito da JJ Abrams. Il film, già al centro di una campagna promozionale che ha monopolizzato l'attenzione della Rete, si distingue anche per la disinvoltura nell'affrontare il tema della catastrofe, diventato quasi un tabù dopo l'11 settembre

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ericrap
Agguantatore a strisce
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MessaggioInviato: Lun 11 Feb, 2008 18:28    Oggetto: Re: Cloverfield: mezzanotte in Godzilla Blvd, o della Distru   

CONTIENE SPOILER DA CAPO A PIEDI!!!!!!!!
CONTIENE SPOILERONI, ZONE EROGENE COMPRESE!!!!
CONTIENE SPOILER DA CAPO A PIEDI!!!





‘Io ti amo NY!!!’
(Ghostbusters)

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CLOVERFIELD E L’11/9
Fra psicoanalisi e marketing




Cercando rimandi simbolici a Cloverfield è unanime il riferimento al dramma collettivo dell’undici settembre, cui sostanzialmente, è ovvio, il film rimanderebbe…

Nel suo articolo, a riguardo, G. De Matteo dà anzi a Cloverfield il merito di affrontare l’11/9 in maniera nuova, in contrasto al precedente ‘uso didascalico e pretestuoso della tragedia che denunciava un limite evidente nel tornare alla vagheggiata normalità (potremmo dire anche leggerezza) di un tempo’.

Ebbene, a mio parere il ‘paradiso perduto’ di un tempo… non è stato ancora ritrovato, ma lo stesso Cloverfield – pur innovando l’approccio al tragico evento – denuncia in maniera similare uno stile ancora ‘difensivo’ di riavvicinamento e rappresentazione simbolica dello stesso.

Affrontando tale questione in chiave psicoanalitica, difatti, ci si potrebbe accorgere che il vuoto lasciato da ‘Ground zero’ è fondamentalmente ancora trattato in questo film attraverso una psicodinamica che sembrerebbe tipica di un freudiano TABU’: vi è in altre parole in Cloverfield l’evocazione di quel dramma, ma non l’autentica, risolutivamente catartica, comunicazione dello stesso.

Psicoanaliticamente parlando, insomma, il film affronta la questione dell’undici settembre come un TRAUMA, trauma che però in questo caso è come fosse stato successivamente sottoposto a RIMOZIONE, per lo meno dallo sceneggiatore del film: non affrontando di petto la questione, dunque, ecco che ci si trova ‘nevroticamente’ a metà strada, evocando immagini da una parte e tacendo ogni esplicita rievocazione del trauma passato dall’altra.

In tal senso, il film risulta ‘psicopatologicamente’ irrealistico: non solo non viene mai menzionato l’11/9, ma se non sbaglio non vi è un personaggio (o forse solo uno, una tantum... all'inizio) che evochi a parole il tema del pericolo terrorismo…; se questo è realistico… è di un realismo paradossale, del tipo cioè che rispecchierebbe allora – a guardar le cose inversamente - una specie di ‘nevrosi di massa’ che si sarebbe prodotta in seguito a quegli eventi traumatici, eventi che nella realtà americana non sarebbero di fatto ancora pronti ad emergere, anche quando sarebbe il momento di farlo, con un film stilisticamente tutto improntato al realismo, con tanto di telecamera a mano, come questo che è per giunta ambientato proprio a NY…

Certo, con questo non è che si voglia, in generale, avanzare l’ipotesi che l’11/9 sia diventato EFFETTIVAMENTE un tabù per la collettività americana: semplicemente, ripeto, lo sceneggiatore ha finito con lo scrivere, volente o nolente, un ‘film nevrotico’ che finisce appunto con l’evocare in tale modo quegli storici eventi.

In questo quadro paradossale, il mostro di Cloverfiled potrebbe vedersi come la rappresentazione di un SINTOMO che viene psiconevroticamente AGITO onde raggiungere un rasserenante (ma solo in apparenza) – per l’audience cinematografica – COMPROMESSO: si dà sfogo alla pulsionalità distruttiva, alla paura e alla rabbia rimosse (nell'inconscio dello spettatore), ma al contempo si finisce con il retrofletterle su se stessi, riattaccando New York; si rappresenta simbolicamente e con gran teatralità l’evento passato, con tanto di grattacieli ‘barcollanti’, ma lo si fa – e anche in presa diretta, ‘live’ - senza permettere che a quel passato si ritorni esplicitamente, a parole, e vi si rivolga con la memoria lo sguardo…

Insomma: con Cloverfield si tira il sasso ma si nasconde la mano, si agisce il sintomo - pur ben consci della sua (tipicamente nevrotica) IRRAZIONALITA' (c'è un mostro a NY... non si sa bene né perché né per come, ma è così!!) - non riuscendo ancora con cognizione di causa (inconscia) a ‘parlarlo’ (come sano buonsenso vorrebbe)… e si finisce forse con il crearsi ‘freudianamente’ il TOTEM (sì: la furia di Allah, che terrorizza l’Occidente…), con l’‘idolatrare’ spettacolarmente quello stesso terrore che nel profondo non si è ancora elaborato, un lutto risalente al 2001 sul quale gli autori del film hanno di fatto mostrato ancora resistenza a scrivere anche una sola linea di sceneggiatura...

Cosa rappresenta allora Cloverfield? In conclusione, dunque, come vederlo?
E’ una sublimazione artistica, espressione specularmente realistica di un COMPLESSO che psicopatologicamente ancora affligge l’inconscio collettivo dell’America, quell’America che dopo l’undici settembre ha visto traumaticamente concretizzarsi le sue ataviche paure e che da allora, forse, ancora non si è positivamente ripresa?
O è semplicemente e soltanto, invece, una calcolata operazione commerciale, ‘POLITICALLY CORRECT’ (per la serie: nella società statunitense ancora ‘è peccato’, o per lo meno di cattivo gusto, parlare esplicitamente dell’11/9 in un monster movie, bisogna quindi ‘censurare’ ogni comunicazione esplicita…), che sa fin dove spingersi senza rischiare urtando le sensibilità americane ma che al contempo paga in negativo - con la costruzione irrealistica di un ‘film nevrotico’ che dice e non dice - tale mancanza di coraggio?

Artistica sublimazione di una problematica nevrotica, quindi… o banale e calcolato compromesso 'nevrotico' di un film tendenzialmente commerciale… … o un po’ dell’una e dell’altro assieme?

Chissà, forse la verità sta proprio nel mezzo: cos’è Cloverfield? Un film… ‘PSYCHOANALYTICALLY CORRECT’!!!
Prima dell’11/9, negli anni ’80, si gridava amore alla Grande Mela anche coi grattacieli semidistrutti (cf. cit. dal finale di Ghostbusters)… Oggi, più di un quinquennio dopo il tragico evento delle Twin Tower, non si riesce ancora a gridarle in faccia – con altrettanta autenticità - il proprio dolore: più o meno consapevolmente, si è ancora fermi alla distorta ‘disinvoltura’ di questo filmico ‘primogenito nevrotico’ di una nuova franchise.






P.S.: Volendo si potrebbe utilizzare la griglia di lettura psicoanalitica anche per analizzare - magari così, per gioco - la stessa love story del film: si troverebbero allora, anche lì, elementi relativi al registro delle nevrosi, come i riferimenti psicosessuali ‘godzilliani’ (prima scena del film: ‘size does matter’… è quello – come nel ‘fallico’ film di Hitchcock… - il vero motore psicoanalitico inconscio del nostro drammatico monster-movie? L’oggetto svalutato per le sue esigue dimensioni ma, in vero, sempre desiderato? Ah, ah, ah!!!), la palese gelosia edipica di Rob, e quella forse ancor più profonda, e dunque inconsapevole, che la sua ex nutre sotto sotto verso di lui (il presentarsi alla festa con un nuovo boyfriend, cioè, come tentativo nevrotico manipolatorio di indurre in Rob quella stessa gelosia che inizia ‘mostruosamente’ ad emergere nell’inconscio di lei al solo pensarlo in Giappone…), ma anche la ‘ferita di Cupido’ da lei patita, che simbolicamente ci viene in concreto mostrata quando - rimasta (sempre simbolicamente) sola nel suo appartamento - viene soccorsa dal suo ritrovato, e paterno, ‘principe azzurro’…
Va be’, terminiamo la ‘seduta’ che è meglio… però adesso suvvia: non tirate lo sciacquone su tutto!!!


Firmato:
L’acchiappafantasmi (edipici e non)



……………………..

‘Forse abbiamo sbagliato tutto: lo avete visto come è vestito? E’ un marinaio, è qui a New York: lo portiamo a scopare e non avremo più noie’
(Ghostbusters)
MessaggioInviato: Mer 12 Mar, 2008 21:04    Oggetto: Re: Cloverfield: mezzanotte in Godzilla Blvd, o della Distru   

Da un po' nella rete si parla di */Aladygma/* (o /aladYgma/, come viene spesso scritto). Viste le immagini apparse on line , visto che Cloverfield 2 si farà e sarà ancora diretto da Matt Reeves , il passo è stato facile: /Aladygma/ è, quasi sicuramente, /Cloverfield 2/.

C'è anche un sito, aladygma.com con dei numeri che a volte cambiano: adesso di tratta di 00 | 11 | 22 | 88 . Per qualcuno si tratterebbero di codici legati ai rapimenti da parte di UFO. Logicamente, potrebbe trattarsi della natura aliena del mostro di /Cloverfield/...

J.M.
ammiraglio_naismith
Chtorr Chtorr
Messaggi: 307
MessaggioInviato: Mer 19 Mar, 2008 14:49    Oggetto: Re: Cloverfield: mezzanotte in Godzilla Blvd, o della Distru   

Bello, trascinante ed epico nella sua natura agghiacciante. Terrore puro, quello vissuto da chi non sa nulla di quello che accade. Bella metafora dell'11 settembre, qualche strafalcione non manca, tipo la protagonista rimasta gravemente ferita in cima al grattacielo, impalata su una trave d'acciaio: gliela estirpano e lei, come niente, si alza e corre. Ma forse è una citazione da Starship Troopers (il film)? ;-P
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