Fanucci e le lacrime dello sceriffo


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Piscu
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MessaggioInviato: Mar 15 Apr, 2008 08:27    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

S* ha scritto:
c'è da dire però che Philip K. Dick è morto da un quarto di secolo. Non è una differenza da poco.
Se io scrivessi un romanzo e lo pubblicassi sotto lo psuedonimo "Alessandro Manzoni" sarebbe evidente che si tratta di uno pseudonimo. Con Dick non è così ovvio, ma lo è certamente di più che non se l'autore in copertina fosse stato, che so, Valerio Evangelisti.


ma c'è anche da considerare che una sua opera inedita è uscita (in italia) giusto qualche mese fa, e che quindi anche il pubblico "fantascientifico" che lo conosce come personaggio (e sa quindi che è pure morto) potrebbe essere indotto a pensare che sia davvero qualcosa di suo.


Otrebla ha scritto:

Bastava storpiare il nome e passavi la frontiera dell'ironia.


quello che avrei fatto anch'io. sarebbe bastato un "philip big dick".





(perdonatemi, sono anni che aspetto l'occasione di fare questa battuta ma fuori dell'ambiente sf non la capirebbe nessuno)
S*
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MessaggioInviato: Mar 15 Apr, 2008 09:01    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

(Alessandra ) ha scritto:
Anni fa, Fanucci ha pubblicato "Il manuale dell' Inquisitore", autore...Nicolau Eymerich. Ed Evangelisti non ha protestato, anzi, gli ha pure fatto buona pubblicità.
E' sul sito Fanucci nella categoria Saggi.
Informatevi.


Quello non era finto, era veramente il libro scritto dall'Eymerich originale.
S*
ireth
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MessaggioInviato: Mar 15 Apr, 2008 11:57    Oggetto:   

Solitamente prima di utilizzare la qualsiasi cosa elaborandolo, che questo sia un libro di testo, un film o un brano musicale, devono sempre essere interpellati gli aventi diritto. che questi siano autori di libri, autori di canzoni o editori che hanno a loro volta acquistato i diritti dall'autore. Ora non so come possano essere andate le cose tra loro, ma certamente se non vi è stata una richiesta di autorizzazione da parte di coloro i quali hanno fatto la parodia....forse...Fanucci o chi che sia potrebbe anche avere diritto di rivalsa.
Purtroppo quando si tratta di diritti d'autore bisogna fare molta attenzione....è una cosa piuttosto delicatuccia. Sad
Mae Govannen, Mellon
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MessaggioInviato: Mar 15 Apr, 2008 13:44    Oggetto:   

anyway, la prossima volta che vado a bologna vado a cercare il libello in questione, grazie alla fanucci per avermelo fatto conoscere Wink
(Alessandra )
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MessaggioInviato: Mer 16 Apr, 2008 00:30    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

Che il manuale fosse o meno stato scritto dall''Eymerich storico è ininfluente: il punto è che - secondo la logica Fanucciana - avrebbe potuto essere scambiato per un romanzo del ciclo eymerichiano di Evangelisti. In realtà Evangelisti non ha certo perduto lettori a causa.dell'operazione commerciale di Fanucci, come Fanucci non perderà lettori a causa dell'iniziativa satirica del Crash, che infatti non intendeva danneggiarlo in nessun modo. Per quanto riguarda poi i diritti d'autore, Fanucci possiede soltanto quelli italiani sulle opere autografe di Philip K. Dick, non sugli "apocrifi", gli omaggi, le satire, le parodie - come per esempio "Il mio Dick" di F. Grasso - o addirittura il nome PKD . Quindi credo proprio non abbia nessun diritto legale a rivalersi in questo campo. Gli unici a poterlo fare sarebbero forse gli eredi di Dick, cioè le sue figlie, che però ritengo sicuramente disinteressate a certe microscopiche rivalse. E dovremmo esserlo tutti, oggi in Italia ci sono ben altri problemi di cui preoccuparsi, direi.
ireth
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MessaggioInviato: Mer 16 Apr, 2008 09:56    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

(Alessandra ) ha scritto:
cioè le sue figlie, che però ritengo sicuramente disinteressate a certe microscopiche rivalse. E dovremmo esserlo tutti, oggi in Italia ci sono ben altri problemi di cui preoccuparsi, direi.


Ma scusa....questo non è un forum dedicato alla fantascienza e affini?
e quindi che c'entrano i problemi dell'italia ?
Sarò anche deficiente ma non capisco l'attinenza. Laughing
Mae Govannen, Mellon
S*
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MessaggioInviato: Mer 16 Apr, 2008 10:37    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

(Alessandra ) ha scritto:
Gli unici a poterlo fare sarebbero forse gli eredi di Dick, cioè le sue figlie, che però ritengo sicuramente disinteressate a certe microscopiche rivalse.


L'ultima moglie, se non sbaglio. La quale tanto disinteressata alle cose microscopiche non è: tempo fa ci fece scrivere dall'avvocato perché leggendo Delos in italiano (che non conosce) aveva capito (sbagliando) che avevamo pubblicato dei pezzi di sceneggiatura di Blade Runner.
Otrebla
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MessaggioInviato: Mer 16 Apr, 2008 11:13    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

(Alessandra ) ha scritto:

Per quanto riguarda poi i diritti d'autore, Fanucci possiede soltanto quelli italiani sulle opere autografe di Philip K. Dick, non sugli "apocrifi", gli omaggi, le satire, le parodie - come per esempio "Il mio Dick" di F. Grasso - o addirittura il nome PKD .


Se gli apocrifi, gli omaggi, le parodie non sono scritte da Dick, ma da altri è logico che non ne possieda i diritti.

(Alessandra ) ha scritto:
In realtà Evangelisti non ha certo perduto lettori a causa.dell'operazione commerciale di Fanucci, come Fanucci non perderà lettori a causa dell'iniziativa satirica del Crash, che infatti non intendeva danneggiarlo in nessun modo.


Quindi secondo questa logica io posso scrivere delle cose (più o meno ispirate a un autore, tanto sono dentro al libro), metterci il nome dell'autore (morto o vivo non ha importanza) e poi venderle o distribuirle?
"I buoni sono quelli che decidono chi sono i cattivi - Lucy Van Pelt"
giuliop
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MessaggioInviato: Mer 16 Apr, 2008 17:31    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

(Alessandra ) ha scritto:
Anni fa, Fanucci ha pubblicato \"Il manuale dell\' Inquisitore\", autore...Nicolau Eymerich. Ed Evangelisti non ha protestato, anzi, gli ha pure fatto buona pubblicità.
E' sul sito Fanucci nella categoria Saggi.
Informatevi.


Un po' come dire, hanno pubblicato "Il Signore dei Tortelli" di Brodo Baggins, e Tolkien (la Society o chi per lui) non ha nemmeno protestato.

Che l'autore sia morto e che questo possa o meno essere un inedito non ha rilevanza.
Non può esistere chi, avvicinandosi per la prima volta a Dick, non abbia il background per stabilire se questa sia una parodia o meno?
Magari ha pure visto in giro "... disse il poliziotto", ma non ricordandosi bene si confonde con "... sceriffo". Cosa più che plausibile, visto che il titolo è quasi identico e l'autore è lo stesso: spiccicato.
E' ben diverso scrivere un libro il cui autore, ovviamente immaginario, è il nome di un personaggio, e pure storpiato; in questo caso se lo confondi, lasciamitelo dire, sei parecchio confuso/a, in generale.

Ovviamente tutto questo discorso ha senso se il libro si trova in libreria. Se gira solo per i circoli non vale nemmeno la pena di parlarne, né che Fanucci se la prenda.
(Alessandra )
Ospite

MessaggioInviato: Gio 17 Apr, 2008 01:03    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

Ireth, se questo è un forum dedicato alla fantascienza, allora perché parlate di cavilli legali? Wink
Non parlate del contenuto di un testo di fantascienza, ma solo di presunti diritti legali che avrebbe violato. Quando basta solo sfogliarlo, leggerne appena la quarta di copertina per rendersi conto che nemmeno il lettore più sprovveduto potrebbe seriamente scambiarlo per un autentico inedito dickiano.
S*, la pubblicazione non autorizzata dell'autentica sceneggiatura di Blade Runner non sarebbe affatto microscopica, sarebbe un reato, e vi scriverebbero anche avvocati da Hollywood...Razz
Oltrebla, il falso è una cosa, la satira è un'altra. "Scorrete.." è satira, esplicita, e perfettamente riconoscibile come tale. Non è un "falso PKD" come la felpa "Versace 'nantro litro" non è un falso tailleur di Versace.
"Scorrete.." non viola i diritti di nessun autore, come non lo fanno le deliziose parodie di Grasso firmate Dick, Gibson, e anche Evangelisti.
Anche la fantascienza ha ben altri problemi di cui preoccuparsi Wink
MessaggioInviato: Gio 17 Apr, 2008 12:08    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

Se per Signore dei porcelli si intende Il signore dei tranelli, allora sì. Fanucci lo ha pubblicato, non certo con il nome di John Ronald Reuel Tolkien ne' tantomeno con quello di Peter Jackson. Gli autori si sono firmati come The Harvard Lampoon e Il Collettivo Autonomo Rumente per Il ritorno del signore dei tranelli. Ed è lì, mi spiace dirlo, che è stata commessa una vera e propria truffa a danno dei lettori. E mi stupisco, considerando le persone che ne hanno preso parte.
Non ci sono giustificazioni che tengano: non ci si può trincerare dietro la satira o l'umorismo, ne' tantomeno dietro al fatto che Fanucci ne è privo (e chi lo conosce veramente, sa che invece non è così). E' una vera e propria truffa e quel che è peggio è che è stata commessa nei confronti degli stessi lettori a cui Evangelisti, e i traduttori, dovrebbero rivolgersi con i loro libri.
Spero Fanucci proceda con la causa perchè, sono sicura, avrà strada libera.
Chiara M.

X
Haut-Lord Haut-Lord
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MessaggioInviato: Gio 17 Apr, 2008 15:22    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

(Andrea Pagani) ha scritto:
secondo me ha ragione Fanucci... se vogliono fare una parodia ok, ma così si presenta sotto le spoglie di un clone, di una "cinesata"...


Un clone? Non stiamo parlando di "Carnosaur" a rimorchio di "Jurassic Park". "Scorrete lacrime, disse il poliziotto" non è un inedito dickiano lanciato ora da Fanucci, è un libro di Dick alla sua ennesima ristampa, che da Mondadori è passato all'editore romano.

Si presume che chi compri un libro, prima dia una sfogliata alle pagine. Nel caso di "Scorrete lacrime, disse lo sceriffo", oltre a una copertina inequivocabile (quando mai un sindaco in copertina?) il tono di introduzione e racconti è inconfondibile. E di fronte a tutta la gente che commenta a scatola chiusa mi permetto di rompere in una grassa risata.

Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing

Anche perché diversa gente, al lavoro per illustri testate nazionali, si è bevuta la storia dell'inedito dickiano che ha per sfondo una distopica città di... Bologna.

Comunque, non mi preoccuperei troppo delle conseguenze. Lui è vivo. Noi siamo tutti morti.
X
Ex tenebris, veritas.

Holonomikon
MessaggioInviato: Lun 21 Apr, 2008 20:11    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

azzarola,

ma la presentazione è la mia Oo

vi denuncio tutti per non avermi citato Very Happy



ciao Gualtiero Manin
Ernesto VEGETTI
Trifide Trifide
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Località: BorgomaNERO
MessaggioInviato: Sab 26 Apr, 2008 06:52    Oggetto: Re: Fanucci e le lacrime dello sceriffo   

(Gianfranco de Turris da Liberal del 24 aprile) ha scritto:

CHI LA FA L’ASPETTI!
Raccontiamo due storielle e ricaviamone una morale tutta italica.
C’era una volta un editore romano che nel 2001 mise in circolazione un libretto dal titolo Necronomicon - Il libro proibito di H.P.Lovecraft che i lettori acquistarono credendo fosse un’opera del famoso scrittore americano di horror, mentre invece si trattava di un ridicolo pasticcio redatto da italianissimi e sconosciuti autori che presentavano un ovviamente falso testo del noto pseudobiblium ideato dallo stesso Lovecraft, una operazione non nuova peraltro e già tentata altre volte, quattro o cinque, in lingua inglese. Non tutti i lettori però accettarono il fatto che il libro, presentato in copertina come di Lovecraft, in realtà non lo fosse. Sicché un appassionato di Napoli nel marzo 2001 denunciò l’editore per “pubblicità ingannevole” all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che nel settembre di quell’anno condannò l’editore in questione vietando l’ulteriore diffusione del libro a meno che non fosse stato chiaramente indicato sulla copertina la effettiva identità dell’autore dell’opera che non era di Lovecraft.
Facciamo un balzo in avanti di sette anni e raccontiamo un’altra storia, abbastanza simile, quasi parallela. Come ha rivelato Il Riformista del 10 aprile circola a Bologna e nei “centri sociali” di mezza Italia una volumetto che ha l’apparenza esteriore di Urania, la famosa collana di fantascienza mondadoriana, con una copertina di quelle tipiche di un tempo, bianca, con le strisce rosse ed il disegno tondo, intitolato Scorrete lacrime, disse lo sceriffo a firma di Philip K. Dick, titolo che fa il verso ad un famoso romanzo dello scrittore americano scomparso oltre venti anni fa: Scorrete lacrime, disse il poliziotto. Sicuramente un falso, ma facilissimamente riconoscibile come tale, sia perchè invece di Urania c’è scritto Crash, nome di un “centro sociale” bolognese, ma anche titolo di un altro famoso romanzo, questa volta di J.G.Ballard, ma soprattutto perchè nel tondo della copertina è immortalato, con alle spalle le rovine fumanti di Bologna, Sergio Cofferati, detto appunto “lo sceriffo”, colpevole di aver fatto sgomberare il “centro sociale” in questione. All’interno, in 95 paginette, quattordici racconti futuribili coordinati da Valerio Evangelisti sulla città petroniana in cui Cofferati viene preso atrocemnente in giro in tutti i modi possibili e immaginabili soprattutto a motivo della sua ossessione per la sicurezza.
Più evidente di così, che cioè non fosse Dick il vero autore delle storie, sembra impossibile. Sapendo che Cofferati è un appassionato di Dick ai cui romanzi ha scritto anche delle introduzioni (idem per questo falso Dick con un testo apocrifo di una ovvietà incredibile) ed è anche un noto fan di Tex Willer, da cui il soprannome che gli è stato affibbiato, ad ogni persona con una minima conoscenza fantascientifica sarebbe risultato chiaro che si trattava di una satira pesantissima scritta da italici ed incavolati autori della molteplice fauna della sinistra radicale e disobbediente.
Non è invece stato per nulla chiaro all’editore italiano che da anni pubblica ormai in esclusiva Dick in Italia, sia gli effettivi capolavori, sia opere decisamente pessime ed infantili tirate fuori dal fondo dei cassetti da chi specula solo sul suo nome, il quale ha preso cappello di brutto ed il giorno dopo ha diramato attraverso il suo ufficio stampa una lettera dai toni apocalittici: difende a spada tratta “il significato del concetto di diritto d’autore volto a tutelare le opere d’ingegno pubblicate nel nostro paese”; denuncia con veemenza come “l’edizione di Crash sia ingannevole e rappresenti un vero e proprio falso, essa lede tutti i diritti d’autore in barba alle leggi che lo tutelano, offende il mio lavoro e quello di tutti i miei collaboratori che partecipano ogni giorno per promuovere e sostenere Philip K.Dick”; rivela angosciato di essere tormentato da atroci dubbi esistenziali e ideologici: “Se ora rispondo con un avvocato come è giusto che sia (e non è detto che non lo faccia) per difendere un mio diritto sancito dalle nostre leggi... rischio la matematica etichetta di destrorso, quello che va contro i centri sociali, contro una parte di espressione della nostra società e bla bla bla. Se invece rimango zitto, giustifico con il mio silenzio la diffusa pratica ‘italiana’ di fregarsene delle leggi, del rispetto degli altri, del valore del lavoro, di chi ci crede veramente e di chi le leggi le rispetta”. Chiusura enigmatica e un tantino minacciosa: “Io rispondo che tra due giorni voteremo quelli che purtroppo alcuni di voi si meritano e non c’è colore di partito che tenga”.
Ora il dilemma è atroce: o farsi definire “fascista” (perché la legge che regola ancora oggi il diritto d’autore è stata emanata, appunto, durante il regime fascista), beccandosi così un’accusa di cui il nostro editore è stato assai prodigo in passato nei confronti di chi non gli era simpatico, oppure passare per un “compagno” fesso.
Morale della favola, di cui si diceva all’inizio: chi la fa l’aspetti!
Già, perchè ci siamo dimenticati di dire il nome dei due editori, che poi è - il caso vuole - lo stesso: quel Sergio Fanucci che pubblicò il falso Lovecraft e che pubblica i veri Dick, il quale ha assunto due volti. Sfottente nei confrobnti d’Autorità Garante della Concorrenza e intransigente nei confronti della goliardata chiarissima che lo ha convolto. Tutte sciocchezzuole quando il “falso” lo fai tu, tutte cose gravissime quando il “falso” lo subisci. Povera vittima di quella cattiva Autorità Garante, intransigente difensore del diritto d’autore quando il “falso” appare essere ai tuoi danni. “Di sinistra” per difendere la libertà di attribuire a Lovecraft la paternitù di un “falso” Necronomicon, “di destra” quando devi conculcare la libertà di satira attuata con un “falso” Dick. Ma valli a capire questi editori “impegnati” soltanto quando loro conviene e per di più traditi dagli amici più cari! In fondo italioti della doppia verità e del “due pesi due misure”...


Per la cronaca il pezzo è apparso con il titolo:
"La strana storia di un editore impegnato"

Ovviamente il testo è pubblicato con il permesso dell'autore.
Iterum Rudit Leo
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Località: Ferenginar
MessaggioInviato: Sab 26 Apr, 2008 07:22    Oggetto:   

Molto, molto interessante.
Grazie.

Salute e Latinum per tutti !
“La ragione ed il senso di giustizia mi dicono che vi è maggior amore per l’uomo nell’elettricità e nel vapore di quanto ve ne sia nella castità e nel rifiuto di mangiare carni”.
Anton Pavlovic Checov
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